Cassazione, primo risarcimento ad un ex specializzando. Rimborsato oltre un milione di Irap ai medici lombardi

Silvio Campione | 23/05/2011 19:19

Un medico palermitano, specializzato tra l'82 e il '91, ha avuto riconosciuto dalla Cassazione un risarcimento di oltre centomila euro da parte della presidenza del consiglio dei ministri e del ministero dell'Università. Secondo la Suprema corte la prescrizione del diritto alla giusta remunerazione del medico specializzando in quel periodo non decorre sino a quando lo Stato rimane inadempiente all'obbligo di recepire le direttive dell'Unione europea nell'ordinamento italiano. Il medico è stato assistito dall'avvocato Giorgio Milazzo del Foro di Palermo, che ha visto accolta la sua tesi nella sentenza del 18 aprile scorso.

 ''Sui precedenti ricorsi - spiega l'avvocato Milazzo - l'avvocatura dello Stato aveva avuto gioco facile perché si appellava alla prescrizione dei termini. Ma la Cassazione ha riconosciuto che non si può parlare di prescrizione in assenza del 'dies a quo', cioè l'inizio della decorrenza dei termini. Lo Stato, infatti, si è limitato a recepire la norma comunitaria nel '92, ma i diritti di chi ha fatto la specializzazione negli anni precedenti restano validi''. Secondo il legale sono migliaia i ricorsi pendenti e per ogni specializzando, se si tiene conto degli interessi maturati, oltre alle prestazioni lavorative, la somma supera centomila euro.  Come abbiamo riportato nei giorni scorsi, la suprema Corte di Cassazione, con una sentenza del 18 maggio scorso, ha accolto le tesi da "sempre sostenute dal Codacons" in materia di mancata remunerazione dei medici specializzati. Lo sottolinea una nota della stessa associazione dei consumatori, spiegando in particolare che la Cassazione ha riconosciuto che "il termine di prescrizione decennale è da ritenere decorrente dall'entrata in vigore (27 ottobre 1999), della legge n. 370/99, che stabiliva il diritto alla remunerazione in favore di quei medici destinatari all'epoca di alcune sentenze favorevoli emesse dal Tar Lazio, a metà anni 90". I giudici hanno anche stabilito l'entità del risarcimento nella misura di 21,5 milioni di vecchie lire per ogni anno di specializzazione, ossia circa 40mila euro per 4 anni oltre gli interessi. Nello specifico, spiega l'associazione, "la sentenza ha affermato espressamente che la prescrizione in materia di mancata remunerazione dei medici specializzati, si compie, in assenza di appositi atti interruttivi, il 27 ottobre 2009". Pertanto il Codacons ha deciso di "diffidare oggi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché diano esecuzione spontanea alla sentenza per ragioni di equità a favore anche di coloro che non hanno fatto ricorso". "Quindi - sottolinea il Codacons - tutti coloro che hanno promosso cause o hanno inoltrato - seguendo le indicazioni del Codacons - una raccomandata per interrompere la prescrizione prima di tale data, hanno diritto, in base a tale sentenza, a vedersi riconosciuto il diritto alla remunerazione per gli anni di frequenza alle scuole di specializzazione. In sostanza, la Corte di Cassazione ha ritenuto che con tale legge lo Stato ha manifestato in modo definitivo la volontà di non voler adempiere all'attuazione della direttiva che prevedeva l'obbligo di remunerazione dei medici specializzandi, e che da tale momento pertanto inizia a decorrere il termine decennale di prescrizione. Tale sentenza poi riconosce, per taluni casi di omesso recepimento di direttive comunitarie, che la prescrizione non decorre sino a quando lo Stato rimane inadempiente all'obbligo di recepirle nell'ordinamento italiano. E su questa base si potrà lavorare per ottenere dei risultati anche per coloro i quali non hanno interrotto la prescrizione, non avendo proposto la causa prima di tale data, ovvero non avendo inviato apposita lettera raccomandata con cui si richiedeva la remunerazione in questione". E sempre sul fronte fiscale, arriva un’altra notizia, questa volta dalla Lombardia: "I ricorsi contro il pagamento dell'Irap da parte dei medici di famiglia lombardi hanno dato i loro frutti: abbiamo superato il milione di euro di rimborsi", annuncia Fiorenzo Corti, segretario del sindacato dei medici di medicina generale Fimmg Lombardia, in base dati dell'avvocato Paola Ferrari, del 'Pronto soccorso legale' Fimmg."Precisamente - spiega Corti- si tratta di 1.023.905 euro, con una distribuzione per province lombarde con oltre 500.000 euro per Bergamo, 248mila per Milano, poi Brescia e Mantova con quasi 90.000 euro ciascuna, Varese con quasi 75.000 euro Pavia con 11.000 euro". I medici lombardi che hanno presentato ricorso sono complessivamente 323. "Le ultime pronunce ci confortano e per questo motivo invitiamo i medici a presentare ricorso", prosegue il segretario Fimmg. "Un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale - aggiunge Corti- indipendentemente dai suoi compensi, non deve assolvere l'Irap se la struttura di cui dispone anche in affitto, come stabilisce la Cassazione, non supera i requisiti richiesti dalla convenzione". L'Agenzia delle Entrate, con la circolare del 28 maggio 2010 ha affermato infatti che "la stretta disponibilità dello studio medico attrezzato così come previsto dalla convenzione non possa essere considerata di per se' indice di esistenza dell'autonoma organizzazione per i medici di medicina generale. Ciò significa che lo studio e le attrezzature previste in convenzione possono essere considerate il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività da parte del medico. Altra situazione è invece l'esistenza di autonoma organizzazione, in presenza di elementi che superano lo standard previsto dalla convenzione e che devono essere pertanto valutati volta per volta".

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