Endocrinologi: sei milioni i malati di tiroide, occorre più prevenzione

| 25/05/2011 18:38

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Creare un sistema di reti oncologiche regionali e un registro dei tumori tiroidei, definire un piano nazionale di emergenza nucleare, coinvolgere i medici di base nell'attivita' di prevenzione. Sono questi gli obiettivi indicati dalle associazioni dei pazienti con patologie tiroidee e dai medici endocrinologi, in occasione della prima Giornata Mondiale della Tiroide, che si celebra oggi. In Italia sono 6 milioni le persone colpite da malattie della tiroide, che - seppur non invalidanti come altre patologie - possono avere un forte impatto sulla qualita' di vita di chi ne soffre. In tutto il mondo i malati sono 200 milioni. Scopo della Giornata Mondiale - promossa dalla European Thyroid Association (ETA) e dall'American Thyroid Association (ATA) - e quello di aumentare la consapevolezza su tali malattie e sulla prevenzione.

 In Italia associazioni, societa' scientifiche, ambulatori di endocrinologia hanno aderito alla Giornata organizzando screening gratuiti, convegni, incontri informativi: 40 gli eventi principali programmati da nord a sud sin dallo scorso weekend e che andranno avanti fino a domenica 29 maggio. In occasione della Giornata, i maggiori esperti si sono ritrovati questa mattina a Roma al convegno 'La tiroide nel 2011 fra problemi aperti e risolti', organizzato da ATTA Lazio ONLUS (Associazione Regione Lazio degli Ammalati di Tumore della Tiroide e Associati), con il supporto incondizionato di IBSA, il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Roma e di AME, SIE e AIT. "Il primo punto della prevenzione e' l'alimentazione - ha affermato il professor Aldo Pinchera, presidente onorario dell'AIT, aprendo il convegno - perche' e' l'unica fonte fisiologica di approvvigionamento dello iodio. La grave carenza iodica e' considerata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) la piu' importante causa tra tutte le forme di deficit mentale suscettibili di prevenzione. Di particolare importanza e' la copertura del fabbisogno iodico durante la gravidanza e l'allattamento. Se l'alimentazione e' gia' equilibrata, e' necessario ricorrere a fonti alternative e in particolare agli integratori minerali nei quali e' generalmente presente lo iodio nella quantita' di 150 microgrammi per compressa. Nella gravidanza programmata e' opportuno che questa integrazione venga effettuata nei 2-3 mesi precedenti la fecondazione". Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, secondo il presidente di AME, Giorgio Borretta, "bisognerebbe ragionare su due livelli. Da una parte i servizi territoriali, dove la figura dell'endocrinologo dovrebbe essere presente in maniera capillare ed affiancare il medico di medicina generale per tutte quelle patologie della tiroide che sono ampiamente diffuse. Dall'altra, creare dei centri regionali di endocrinologia specialistica dove ci sia un approccio integrato".