Trapianti, donne generose ma nessuna parità

| 26/05/2011 20:20

Le donne, in particolare quelle italiane, sono campionesse di generosità nella donazione di organi. I due terzi dei reni da vivente arrivano appunto da loro ma ne ricevono solo un terzo. Nessuna parità, quindi, neanche in questo settore della salute per il mondo femminile. Per la prima volta uno studio del Centro Nazionale Trapianti, presentato dal direttore Alessandro Nanni Costa, ha evidenziato lo squilibrio tra i due sessi nella donazione da vivente che si realizza tra parenti e consanguinei. Fra moglie e marito nel 71,4% sono le donne che donano, a fronte di un 24,4% di mariti che donano a lei. Il dato è stato presentato in occasione dell'avvio della campagna nazionale 2011 e della presentazione della Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti.

Nel caso di donazioni di rene da vivente tra consanguinei nel 51% dei casi le donatrici sono le madri e solo nel 20% dei casi i padri. E le italiane sono le migliori donatrici anche rispetto agli altri due paesi europei esaminati per il confronto: Spagna e Francia. Solo nel marzo scorso una notizia di cronaca anticipava una riflessione su questo fenomeno: seppur divorziata, una donna vicentina ha dimenticato antichi dissapori coniugali e si è offerta a donare un rene all'ex marito affetto da una grave insufficienza renale. Alla presentazione della campagna per la prossima giornata dei trapianti, prevista per domenica 29 maggio, sono stati presentati i dati inediti sulle donazioni che segnano una lieve ripresa dei trapianti nei primi mesi del 2011. Cresce anche l'età media dei donatori che da poco più di 50 anni nel 2002 è passata a oltre 60 anni nel 2010. Ma i trapianti aumentano poco e non possono bastare anche per quanti non sono nelle liste di attesa e che non sono neppure candidati ad un intervento. La soluzione, propone il ministro della Salute Ferruccio Fazio, è quella di ipotesi alternative che permettano di migliorare le cure. ''La sopravvivenza media in lista d'attesa è piuttosto alta segno che il sistema riesce a far sopravvivere i pazienti anche con gravi insufficienze di organo per anni'': ha detto Fazio. Il progetto del ministro, che si confronterà sull'argomento è quello di trasferire le metodologie già utilizzate per i trapianti in una ''filiera unica'' per il trattamento delle gravi insufficienze degli organi. Il messaggio di quest'anno è quello che ''Un donatore moltiplica la vita''. Previsti, ha riferito Daniela Rodorigo, direttore per la Comunicazione e Relazioni istituzionali del ministero, incontri nelle scuole medie, inferiori e superiori, nelle quali sarà distribuito un kit con materiale informativo. Uno spot sarà trasmesso dalle reti radiotelevisive della Rai. Istituito quest'anno, inoltre, il premio 'Amici per la vita', assegnato dal ministro della Salute Ferruccio Fazio a personalità e associazioni o strutture che si siano distinte nel campo sanitario, della solidarietà o della promozione dei valori della donazione e del trapianto. Fra i premiati questa mattina da Fazio, l'Ismett (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione) di Palermo, le Molinette di Torino, il Policlinico di Tor Vergata, il Policlinico Gemelli di Roma, il Pediatrico Bambino Gesù di Roma e le Molinette di Torino che ha registrato il miglior risultato per numero di interventi.

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