Federfarma: i farmaci innovativi anche nelle farmacie

Redazione DottNet | 09/10/2008 19:53

I farmaci innovativi finora distribuiti solo in ospedale devono essere distribuiti nelle farmacie: ne è convinta Federfarma, la federazione che riunisce le farmacie, che si prepara a portare la proposta al tavolo sul nuovo ruolo della farmaceutica.

''I farmaci innovativi sono il futuro e devono essere distribuiti dalle farmacie'', ha detto Annarosa Racca, presidente della Federfarma. Attualmente i farmaci innovativi, il cui costo può raggiungere migliaia di euro, sono distribuiti direttamente negli ospedali, che per legge godono di condizioni di acquisto migliori rispetto alle farmacie. Ma, ha rilevato Racca, le distanze, spesso grandi rispetto alla casa dei pazienti, e gli orari ridotti sono un problema per i pazienti. Le farmacie, ha aggiunto, possono anche garantire un migliore controllo dei consumi e della spesa. Portare i farmaci innovativi nelle farmacie, secondo Racca, è in linea con ''un nuovo ruolo delle farmacie, che potrebbe prevedere anche la consegna a domicilio e una maggiore integrazione con i medici di famiglia''. Ritardi nella presentazione dei dossier alle autorità regolatorie e soprattutto ancora tante differenze da Regione a Regione: l'Italia è indietro rispetto al resto d'Europa nell'accesso ai farmaci innovativi basati sulle biotecnologie. I nuovi farmaci per ora riguardano soprattutto oncologia, immunologia, malattia infettive, ematologia e malattie rare, ma promettono di avere nei prossimi anni un grande impatto. Tanto che la presidente dell'associazione, Ombretta Fumagalli Carulli, ha rilevato che richiedono già ''un nuovo approccio al tema della salute''. Per il segretario dell'associazione Dossetti, Claudio Giustozzi, ''si apre un nuovo fronte'' e si pone il problema di ''razionalizzare la spesa sanitaria'' alla luce di una ''generale revisione del Servizio Sanitario Nazionale, a 30 anni dalla sua istituzione. Colmare ritardi e diversità fra Regioni è una delle priorità indicate. Per l'economista Francesco Saverio Mennini, dell'università di Roma Tor Vergata, ''l'Italia è una tra le nazioni europee dove con maggior ritardo vengono sottoposti all'autorità regolatoria i dossier di farmaci potenzialmente innovativi''. Un ritardo che lentamente si sta colmando ma che in alcuni settori, come l'oncologia, è indicato in circa sei mesi. Il problema, ha precisato, ''riguarda soprattutto le disparità fra le Regioni''. Secondo l'esperto sono quindi necessarie ''linee guida che stabiliscano criteri di finanziamento comuni per tutte le Regioni'', provvedimenti per ''scorporare questo tipo di cure dal finanziamento a prestazione'' e ''modelli di finanziamento diversi per farmaci e processi innovativi''. Superare le disparità regionali è una priorità anche per Francesco De Lorenzo, presidente dell'Associazione Italiana malati di Cancro. ''Le associazioni dei malati - ha detto - devono adeguarsi alla definizione di appropriatezza, ma non possono accettare discriminazioni. Vogliamo regole e rispetto delle regole''e a questo proposito, ha concluso, ''chiediamo che le Regioni intervengano''.

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