Cresce il mercato degli omeopatici. Verifica dell’Ue sui ritardi dell’Italia per la normativa di settore

Farmaci | Redazione DottNet | 28/05/2011 16:24

Nel 2010 il mercato dell'omeopatia è cresciuto del 3%, per un totale di circa 158 milioni di euro corrispondente a un sell-out (venduto in farmacia) di circa 310 milioni di euro. Le confezioni vendute nel 2010 sono state oltre 27 milioni. A comunicare i fatturati di vendita dello scorso anno è Omeoimprese, l'associazione industriale che raduna 16 aziende del farmaco omeopatico. "La crescita è dovuta in minima parte ad aumenti di prezzo", spiega Fausto Panni, presidente Omeoimprese riconfermato per altri tre anni insieme al direttivo uscente, che ci tiene a sottolineare come "nonostante la grande quantità di confezioni vendute non ci siano state segnalazioni di reazioni avverse gravi".

 In tal senso Panni ricorda che "anche i medicinali omeopatici sono sottoposti a farmacovigilanza". La Commissione Europea intende, intanto, avviare una verifica per accertare se l'Italia abbia applicato correttamente la normativa sui farmaci, e in particolare la procedura semplificata di registrazione per i medicinali omeopatici. Ne da notizia Guna, azienda leader di mercato in Italia nel settore della Medicina Complementare. Nei giorni scorsi, Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione Commercio Internazionale di Bruxelles, aveva presentato un'Interrogazione in sede EU con lo specifico obiettivo di verificare se la Commissione stessa fosse al corrente del ritardo dell'Italia nell'applicazione della Direttiva Europea sul farmaco. A stretto giro di posta è arrivata, riferisce l'azienda, la risposta del Commissario Europeo alla Salute, John Dalli: "Sulla base delle informazioni fornite dall'Onorevole parlamentare, la Commissione riesaminerà la situazione per verificare se l'Italia ha applicato correttamente le norme in questione, e in particolare la procedura semplificata di registrazione per i medicinali omeopatici". La Commissione, spiega ora Moscardini, "verificherà il perché del ritardo nell'attuazione in Italia della direttiva sui farmaci, in particolare sui medicinali omeopatici".

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