Inaccurati i test del Dna per predire le malattie

Medicina Interna | Redazione DottNet | 30/05/2011 12:56

Oggi il Dna permette di scoprire molte cose di noi e della nostra salute, ma l'uso improprio dei test genetici può fare più danni che altro, infatti molti dei test proposti (perlopiù da compagnie private) al consumatore per predire il rischio di certe malattie sono in realtà poco accurati nelle loro predizioni e quindi inutili, quando non rischiosi. E' quanto riferito alla conferenza annuale della Società Europea di Genetica Umana in corso a Amsterdam da Rachel Kalf della università olandese Erasmo da Rotterdam che ha analizzato alcuni dei test in uso tra le compagnie di analisi genetica più famose al mondo (deCODEme in Islanda e 23andMe in USA) e stimato una non trascurabile inaccuratezza di molti di essi.

 I test genetici per predire un ipotetico rischio futuro di essere colpito da qualche malattia sono stati già più volte oggetto di critiche dalla comunità scientifica in quanto le persone potrebbero ricevere informazioni fuorvianti sul loro futuro stato di salute e farsi condizionare da esse orientando la propria vita sulla base di esse a loro discapito. Gli esperti olandesi hanno eseguito simulazioni di questi test su un campione di 100 mila individui usando le formule e i dati di rischio correntemente in uso nelle due compagnie e calcolato che molti test danno 'verdetti' discutibili esagerando il rischio genetico individuale. Le malattie prese in considerazione sono la degenerazione maculare senile, la fibrillazione atriale, la celiachia, il morbo di Crohn, l'infarto, il cancro alla prostata e il diabete, insomma tutte malattie complesse che dipendono sia dai geni sia dall'ambiente, per cui l'uso di un test genetico per simulare il rischio futuro è già di per se' riduttivo.

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