Solo il 30% delle donne medico ha possibilità di fare carriera. Aumentano le vittime di violenze

Redazione DottNet | 31/05/2011 23:42

medicina-generale professione

Far carriera sembra una chimera per le donne-medico, tra le quali è'diffuso lo scetticismo sulla probabilitàdi salire tutti i gradini della carriera: su una scala da zero a 100 l'aspettativa di promozione èpercepita come pari a 30', e tale percentuale scende nelle over 45. Con una fascia di dipendenti ospedaliere che considerano il difficile up-grade come 'connaturato al sistema', se non addirittura 'colpa della mentalità femminile che magari trova piùappagante la cura diretta del paziente che la riunione col superiore'.Cosìrispondono i camici rosa, un campione di 1597 unitàpari al 10% delle iscritte all'Ordine di Roma, nel primo rapporto su 'Lavoro e famiglia, stalking e violenza' presentato oggi dall'Ordine dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Roma.

 Uno studio che, secondo il sociologo del lavoro Aldo Piperno, ha visto 'emergere la donna sul medico, e le peculiaritàdi genere nella professione medica'. Le donne rappresentano una percentuale 'in continua espansione' nelle professioni sanitarie, ambitoprofessionale dove ricavano sì'soddisfazione' nel 60% dei casi, ma anche 'diffuso disagio' per i problemi legati alla carriera alla conciliazione tra esigenze di lavoro e quelle familiari. Con le giovani professioniste che chiedono orari di lavoro piùflessibili, mentre chi ha alta anzianità di servizio auspica piùservizi.Come quello degli asili nido che per il presidente della Commissione d'inchiesta del Senato Ignazio Marino 'e' centrale, una opportunitàche deve essere sviluppata nel Paese'. Sulla condizione femminile, ha incalzato la presidente del Pd, nonchéex ministro della Salute e della Famiglia, Rosy Bindi, 'l'Italia un passo avanti lo deve fare'. Inoltre, la medicina, ha osservato, 'è una realtàdi potere, dove gli uomini hanno più possibilità di crescita. Rompiamo il tabùdel potere, scrolliamoci di dosso - èl'invito di Bindi alle donne - le timidezze nelle aspettative di carriera, giàdi suo mortificate dalla normativa che penalizzale lavoratrici, e la maternità. E' grave che nelle strutture pubbliche non si facciano politiche di conciliazione'. Nelle corsie, ha osservato inoltre la parlamentare Paola Binetti, 'la violenza maggiore alle donne medico èil rinfacciare il tempo dedicato alla relazione e cura del malato, e ciòdepaupera la medicina'.Il camice non tutela, anzi puòincentivare le aggressioni fisiche alle donne medico. Ne rimangono infatti vittime il 4%, secondoil rapporto. 'La percentuale del 4% - ha sottolineato il presidente dell'Ordine, Mario Falconi - rappresenta una percentuale quasi doppia rispetto a quella delle donne italiane in generale, che èdel 2,1% secondo dati Istat'.La fenomenologia della violenza, ha precisato Falconi, ha molteplici profili, dalle critiche immotivate (59,5%) alle vere e proprie minacce (24,3%). Lo studio èstato realizzato tramite interviste a un campione di 1597 donne medico. 'L'analisi dei risultati - secondo la consigliere dell'Ordine, Gabriella Masi - smentisce di fatto la percezione sufficientemente positiva che si ha della condizione del mondo medico al femminile'. 'E le politiche del paese - ha concluso Falconi - volte a lenire queste difficoltàsono poche. Ci aspetteremmo che, sulla base di questi allarmanti dati, la politica agisca di conseguenza'.