Ripresa per 53% aziende indotto farmaceutico, ancora calo per 1 su 10. Dati Osservatorio Pharmintech su primo semestre 2011

Aziende | Adelaide Terracciano | 01/06/2011 12:03

C'è un mondo intero dietro un farmaco: sono le imprese che producono le bottigliette di vetro che lo contengono, le materie prime che servono per il processo farmaceutico, la carta e la plastica con cui il medicinale viene confezionato, le macchine che lo imballeranno. E molto altro. Un mondo da 64 mila occupati, salari per 1,4 miliardi di euro e produzione per 11 miliardi. E' l'indotto farmaceutico nel quale, grazie alle relazioni economiche con le industrie del farmaco, si generano 600 milioni di euro di investimenti, e un valore aggiunto di 3,6 miliardi di euro. Fra le imprese del settore si consolidano i segnali di una ripresa avviata già nel 2010: l'era post-crisi potrebbe essere cominciata per più di un'azienda su due (53%) che segnala un fatturato atteso in crescita nel primo semestre del 2011. Fatturato stabile invece per il 40% delle imprese, ma non mancano le ombre: un'azienda su 10 prevede ancora un calo. E' il quadro fotografato dall'Osservatorio Pharmintech, progetto di ricerca che fa da supporto all'omonima fiera internazionale a Bologna (prossima edizione dal 17 al 19 aprile 2013).

"L'industria farmaceutica - sottolinea il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé - con un export superiore al 56% della produzione, 250 progetti di nuovi farmaci in sviluppo e investimenti di 2,4 miliardi all'anno, ha reso molto dinamico l'indotto. Una realtà forte che, per costituire ancora un patrimonio forte per il Paese, ha bisogno di politiche adeguate a mantenere in Italia una forte presenza industriale". Secondo i dati presentati oggi durante un incontro a Milano, le aspettative positive trovano conferma anche nelle esportazioni: più del 40% delle imprese si attende un aumento del fatturato estero, circa il 6% ipotizza una riduzione, la metà si aspetta una sostanziale stabilità. L'indotto farmaceutico è infatti caratterizzato da una propensione all'esportazione rispetto alla media: si parla di 97 mila euro per addetto, dove l'industria italiana è ferma a quota 65 mila, e l'industria farmaceutica vola alto con 209 mila euro per addetto.

Messi assieme, il farmaceutico e il suo indotto rappresentano in Italia un macro settore che produce per 35,9 miliardi di euro, occupa circa 130.500 addetti con un monte salari di 4,5 miliardi di euro. Per tre quarti delle imprese dell'indotto l'occupazione resterà stabile, mentre più del 20% la prevede in aumento. Legati a doppio filo con il mondo del farmaco sono i settori dei servizi alle imprese, in cui circa 15 mila occupati lavorano per l'industria farmaceutica, della chimica con 7 mila occupati 'indotti', dei macchinari (9 mila occupati), ma anche le imprese del vetro (3 mila occupati) e la ricerca e sviluppo (2 mila occupati). L'indotto farmaceutico si distingue per una maggiore intensità degli investimenti (8 mila euro per addetto contro i 6 mila della media industriale italiana) e per salari più alti (25 mila euro nell'indotto contro i 21 mila della media industriale).La regione con la maggior presenza di occupati è la Lombardia con 16.879 addetti nell'indotto farmaceutico, seguita a notevole distanza da Veneto (6.879), Emilia Romagna (6.492), Piemonte (5.859) e Lazio (5.635).

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