Il mistero del batterio killer: aumentano i casi in Germania

Redazione DottNet | 03/06/2011 08:23

Crolla il prezzo dei cetrioli, messi al bando proprio dal popolo che non sa farne a meno: eppure la fonte effettiva del batterio killer E. Coli resta un ''enigma''. E la Germania, adesso, ha paura. Secondo il tabloid Bild, oltre alle 17 vittime, sarebbero gia' duemila i contagi. Piu' cauti numeri degli organi sanitari: l'istituto sanitario 'Robert Koch' riferisce genericamente alla stampa tedesca di oltre un migliaio di casi. La crisi sembra comunque destinata a estendersi al Nord Europa, come mostrano i sette casi di contagio in Gran Bretagna. Il sistema sanitario e' sotto pressione - ''sfidato al limite'' - dice il presidente dell'Ordine dei medici federale Frank Ulrich Montgomery alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, chiedendo a tutti di non sottovalutare una norma igienica elementare, come quella di lavare bene e spesso le mani. Mentre il sindaco di Amburgo Olaf Scholz rivolge un appello a donare il sangue.

 Per ora le riserve non mancano, ma si avvicina l'estate, ed e' meglio prevenire un'eventuale emergenza su questo fronte. L'epicentro della infezione resta il Nord della Germania: Amburgo e' la citta'-stato piu' colpita; seguono Bassa Sassonia e Vestfalia. ''La situazione e' molto tesa'', ha spiegato uno dei vertici sanitari dell'ospedale di Amburgo, Joerg Debatin. Nel suo ospedale si contano 102 pazienti affetti dalla sindrome emolitico-uremica (Seu); fra loro ben 27 bambini e 5 donne incinte. ''Il trend che avevamo sperato all'inizio della settimana, quando ci aspettavamo una riduzione dei casi, non e' stato confermato - ha sottolineato il medico in una intervista alla Faz -. Ci prepariamo a nuovi casi gravi''. Intanto, nel disorientamento generale, un tedesco su due - secondo un sondaggio Forsa - non consuma piu' cetrioli, pomodori e insalata. Ma c'e' chi sconsiglia anche latte crudo e derivati. Mentre circa 130 prodotti alimentari sono stati sottoposti a indagini in Bassa Sassonia, dove i casi di sospetto contagio sono 414. Nel mirino dei ricercatori, oltre alla verdura, finiscono carne di manzo, fragole, e wuerstel. Se ne prelevano 25 grammi per le analisi, spiegano gli esperti. Sui siti istituzionali dei Laender settentrionali compaiono numeri verdi per chi accusa i sintomi dell'infezione. Mentre la paura dell'ignoto campeggia sui siti dei media: ''Perche' non si trova la fonte del batterio?'', titola Bild, che poi dedica una fotonotizia ad una vittima di 24 anni. ''Catharina e' morta. Era giovane, sana e sportiva'', si legge sull'immagine di una ragazza sorridente. Il settimanale Spiegel apre invece sulla ''svolta'' dei cinesi, che ''decifrano il batterio''. L'E.Coli ''sconvolge i medici'', e' il titolo pero' di un secondo articolo. ''I ricercatori dubitano che si possa scoprire la provenienza del batterio'', rivelano. Siti e pagine dei giornali si riempiono di decaloghi e schede: sintomi, rimedi, farmaci. Ma e' sui consigli per la prevenzione che si arena, va in tilt ogni tentativo di informazione: l'origine resta ignota. ''La provenienza non puo' essere ancora circoscritta'', ha detto il ministro dei consumatori Ilse Aigner. Troppo tardi, dopo l'annuncio dato sui cetrioli killer provenienti dalla Spagna. Il prezzo passa da 0,59 a 0,05 centesimi di euro: in una fotonotizia della Bild. e si lamentano gli agricoltori: i danni - secondo la categoria che si sfoga con la emittente televisiva N24 - ammontano gia' a 30 milioni di euro.

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