Farmaci, per la Coop con la liberalizzazione i prezzi sono diminuiti. Consumatori: via libera alla fascia C

Redazione DottNet | 03/06/2011 08:28

Sono 102 i corner salute aperti in altrettanti punti vendita in tutta Italia, in cui sono stati assunti e lavorano oltre 300 farmacisti, e mediamente le diminuzioni di prezzo si attestano su un -27% rispetto agli stessi medicinali venduti nel circuito delle farmacie arrivando al 67% in meno quando si ha a che fare con i due farmaci a marchio Coop (acido acetilsalicico e acido ascorbico, paracetamolo). Sono i dati di Coop, la prima insegna della grande distribuzione a aprire i corner salute nell'estate del 2006.

 "Registriamo soltanto benefici dalla liberalizzazione e non possiamo che concordare pienamente con la posizione espressa oggi dai movimenti dei consumatori - spiega Vincenzo Tassinari, presidente consiglio di gestione di Coop Italia - Non c'e' motivo per arretrare su un'esperienza assolutamente positiva che ha anche rivelato la maturita' di comportamento dei cittadini consumatori che hanno sempre effettuato acquisti corretti e consapevoli. Mettere un farmaco in un circuito diverso da quello delle farmacie ha significato allargare il servizio, diminuire i prezzi, creare lavoro senza generare abusi. Il problema e' ora non arretrare, ma rilanciare sul tema. Per questo noi siamo favorevoli a un ampliamento della liberalizzazione ai farmaci di fascia C, ovvero i farmaci a carico del cittadino, e mettiamo a disposizione l'esperienza maturata in questi anni. Crediamo che anche questa iniziativa possa generare un miglioramento del servizio offerto e possa contribuire a generare ulteriori risparmi a favore delle famiglie". In sintonia sulla  liberalizzazione dei farmaci di fascia C anche Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino che presentano un bilancio dei cinque anni del decreto Bersani sui farmaci d'automedicazione: 1,6 miliardi di euro risparmiati dai cittadini, 3.545 nuove aziende create, 7.470 nuovi occupati. La liberalizzazione dei farmaci da banco, sottolineano i consumatori, ''rappresenta il limpido esempio di cosa si può ottenere con riforme che guardano solo all'interesse generale''. ''Liberare risorse intellettuali e rimuovere gli ostacoli alla concorrenza sono le uniche strade percorribili dall'Italia in questo periodo di crisi'' affermano. I risultati ottenuti con la nascita delle parafarmacie, secondo i consumatori, ''potrebbero essere notevolmente incrementati se fossero liberalizzati anche i farmaci con obbligo di ricetta medica non dispensati in regime di S.S.N. (fascia C). Sarebbero possibili risparmi per oltre 250 milioni di euro, 8-9000 nuovi occupati, 3500-4500 nuove aziende e circa 700 milioni di euro investiti con ricadute importanti anche in altri settori. L'Italia non si può permettere di perdere queste opportunità, il treno dello sviluppo economico. Con le liberalizzazioni anche le farmacie sono entrate in un'ottica di confronto concorrenziale e di creazione di nuovi servizi ai cittadini. Qualsiasi legge che dovesse mettere in discussione le norme che hanno permesso di ottenere questi risultati troverà la forte contrarietà delle associazioni dei consumatori'' concludono.

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