Studio italiano, in buccia d'arance olio nemico di cancro prostata

Oncologia | Redazione DottNet | 10/10/2008 17:50

Arance, frutto anticancro per eccellenza. A confermare le virtù salutari di questo frutto è un nuovo studio italiano, pubblicato su 'Cancer Research' e condotto dall'équipe guidata da Adriana Albini dell'Irccs MultiMedica di Milano e Francesca Tosetti dell'Ist di Genova. "Una categoria di nuovi farmaci antinfiammatori e antitumorali derivati dai triterpenoidi naturali, molecole simili agli oli essenziali delle bucce d'arancia - annunciano i ricercatori italiani - potrebbe costituire una risorsa terapeutica o preventiva per la popolazione maschile a rischio di sviluppare il tumore prostatico, soprattutto quando esista una storia familiare di malattia".
 

I dati sono stati presentati durante il Congresso nazionale della Società italiana di cancerologia dai tre giovani ricercatori di MultiMedica Ilaria Sogno, Rosaria Cammarota e Luca Generoso, in collaborazione con Roberta Vené di Genova. "Abbiamo scoperto - spiega Albini, responsabile della Ricerca oncologica dell'Irccs MultiMedica - che i triterpenoidi sintetici uccidono preferenzialmente le cellule di tumore alla prostata insensibili alla terapia ablativa ormonale, riattivando alcune vie di morte cellulare programmata potenzialmente molto efficaci, ma 'sopite' nelle cellule tumorali". Una batteria di enzimi sentinella, le caspasi, sono infatti normalmente deputati all'eliminazione delle cellule irrimediabilmente danneggiate, prodotte continuamente in un organismo sano. Da un certo punto di vista, le cellule tumorali sono anch'esse cellule danneggiate, che però acquisiscono la capacità di convivere con anomalie consistenti, continuando a proliferare e a colonizzare altri organi. "La scoperta - prosegue Albini - è che i triterpenoidi funzionano indebolendo l'attività di una proteina di recente interesse come target farmacologico, la glicogeno sintasi cinasi-3 (GSK-3), che favorisce appunto la vitalità delle cellule tumorali limitando l'attività delle caspasi o proteggendo i mitocondri da cui parte il processo di smantellamento delle cellule malate. La disattivazione di GSK-3 da parte dei triterpenoidi ha ulteriori conseguenze metaboliche che infliggono il colpo finale alle cellule prostatiche maligne: le priva di energia, causandone la disintegrazione".
"Sorprendentemente - continua Albini - tutto ciò avviene utilizzando dosi molto basse di farmaci, il che lascia ben sperare sulla possibilità di controllarne gli effetti collaterali". Lo studio, sostenuto dall'Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), è il completamento delle ricerche compiute sui terpenoidi come antiangiogenici condotte dall'équipe di Albini in collaborazione con gli Usa. Il nuovo farmaco è già in fase I di sperimentazione clinica sui pazienti con varie neoplasie. "Il triterpenoide sintetico, in associazione con un lontano parente della vitamina A - conclude Albini - era già efficace contro il tumore al seno ormono-resistente in studi preclinici e ora potrebbe diventare un'arma importante contro quello alla prostata". I ricercatori hanno testato la molecola della buccia d'arancia in provetta e in modelli preclinici, osservando che è in grado di agire efficacemente sulle cellule malate, combattendo il tumore.
 

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