Escherichia Coli, aumenta il panico. Fazio, abbiamo tutto sotto controllo

Infettivologia | Redazione DottNet | 04/06/2011 20:15

Si concentrano su Lubecca (Nord) le ricerche della fonte del batterio killer che ha gia' provocato 20 morti in Europa: le autorita' sanitarie tedesche stanno esaminando in queste ore un ristorante della citta' anseatica che potrebbe offrire preziosi indizi per risalire alle cause dell'epidemia.
Intanto, la Germania fa i conti con altre due presunte vittime, che portano il totale nel paese a quota 19 ed espongono sempre di piu' Berlino alle conseguenze mortali dell'infezione. Secondo il tabloid Bild, uno degli ultimi due decessi e' avvenuto a Potsdam, alle porte della capitale, e nella stessa Berlino i casi legati al ceppo Ehec del batterio killer sono gia' 31.
 

 Le autorita' sanitarie federali sono da ieri a Lubecca, nello Schleswig-Holstein, il Land con il maggior numero di vittime di E. Coli (5). Secondo il quotidiano Luebecker Nachrichten, 17 persone che hanno visitato il ristorante incriminato tra il 12 e il 14 maggio scorsi hanno contratto l'infezione e una di loro - una donna - e' morta.
Il portavoce del ministero dello Schleswig-Holstein per la Protezione dei consumatori ha commentato che le informazioni di stampa non sono 'avvalorate dai fatti'. Da parte sua, il gestore del locale, Joachim Berger, ha detto all'emittente tv Zdf che i primi risultati delle analisi sono stati negativi, ma non ha escluso la possibilita' di una consegna di generi alimentari contaminata.
Intanto, sempre secondo indiscrezioni di stampa, sembra che gli esperti dell'istituto Robert-Koch per la salute pubblica abbiano preso seriamente la pista del ristorante, anche se oggi non sono mancati i falsi allarmi. In Italia, un turista tedesco che si era rivolto all'ospedale di Merano con una grave forma di diarrea aveva fatto pensare a un caso di infezione da E. Coli, ma le analisi hanno escluso la presenza del batterio killer.
Inoltre, una donna di 62 anni e' morta in provincia di Firenze poche ore dopo che la guardia medica le aveva diagnosticato una gastroenterite, ma dall'ospedale fiorentino hanno fatto sapere che, 'verosimilmente, si esclude qualsiasi correlazione' con l'epidemia scoppiata in Germania.
In attesa dei risultati delle analisi di Lubecca e di un consiglio dei ministri della Salute Ue previsto per lunedi' a Lussemburgo, Bruxelles si e' detta pronta a inviare suoi esperti di epidemiologia a sostegno delle autorita' tedesche per individuare le fonte del focolaio di infezione.
Da parte loro, le autorita' sanitarie in Germania hanno escluso oggi - come sosteneva il settimanale Focus - che all'origine dell'epidemia potesse esserci una mega festa tenuta ad Amburgo tra il 6 e l'8 maggio scorsi per celebrare l'anniversario del porto della citta'-Land.
Anche se non sempre attendibile, quindi, la stampa tedesca si e' lanciata alla ricerca delle cause dell'epidemia. Nel suo articolo, il Luebecker Nachrichten riporta che i 17 pazienti legati al ristorante di Lubecca facevano parte di due gruppi, di cui uno proveniente dalla vicina Danimarca.
Nel gruppo di danesi si sono ammalate otto persone e anche nell'altro gruppo - formato da 30 donne tedesche provenienti da tutto il paese - finora si sono ammalate otto persone, oltre alla donna deceduta. Secondo un microbiologo dell'ospedale universitario di Lubecca, Werner Solbach, 'la catena di rifornimento (del locale) potrebbe fornire un'indicazione decisiva su come i patogeni possano essere entrati in circolazione'.
A questo proposito, il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ha chiesto alla Germania di 'fare indagini specifiche sulle forme di confezionamento' del cibo, poiche' la modalita' di diffusione del batterio 'sembrerebbe piu' trasversale' piuttosto 'che riferita a un singolo alimento'.
Finora sono 13 i paesi in cui sono stati accertati casi di sindrome emolitico-uremica (Seu) e di E. Coli Enteroemorragico (Ehec), per un totale di 1.836, 103 dei quali al di fuori della Germania. Sono risultati negativi, infine, gli esami per verificare la presenza del batterio killer sui campioni di salame di cervo prelevati ieri in Toscana.  Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha detto  che 'i nostri cibi e le nostre verdure sono assolutamente sicure, bisogna pero' lavarle sempre.  Comunque non abbiamo problemi, la nostra sanita' e' sotto controllo, e le nostre strutture sono allertate'. 'Se prima o poi - ha aggiunto Fazio - ci sara' un italiano che e' stato nella zona di Amburgo e che ha avuto la malattia non ci dovremo stupire; perche' la malattia e' circoscritta a una zona, come gia' avvenuto con altre patologie in passato'.
Sull'epidemia di Escherichia Coli, che ' e' stata alimentata una psicosi che e' gia' costata 25 milioni al Made in Italy', la Coldiretti oggi ha organizzato delle manifestazioni antipanico con la distribuzione da parte degli agricoltori di cetrioli e altra frutta e verdura Made in Italy a chilometri zero nelle aree di sosta delle autostrade nel Lazio e in Emilia Romagna. 'L'Italia deve chiedere i risarcimenti alle competenti autorita' europee per i danni economici per il crollo dei consumi provocati dalla diffusione di notizie, poi risultate infondate', ha detto il presidente di Coldiretti, Sergio Marino.

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