Rischio clinico, convegno Merqurio, Astrazeneca, Studio Cirese: dubbi sul Decreto

Redazione DottNet | 06/06/2011 15:53

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Comunicazione col malato, ddl sul rischio clinico, errori medici e assicurazioni. Il convegno organizzato presso la biblioteca del Senato a Roma il 24 maggio scorso da Merqurio con la collaborazione dello studio legale Cirese e di Astrazeneca, con il patrocinio del Senato, di Federsanità Anci e di Fiaso dal titolo “Il rischio clinico, da problema ad opportunità” ha offerto una vasta panoramica sul risk management in Italia. Ma arriva anche la doccia fredda del ministro Ferruccio Fazio che raggela tutti con il suo annuncio sul Decreto “difficile da portare avanti”. Ma andiamo per ordine. I lavori si aprono con Antonio Tomassini, presidente XII Commissione Igiene e Sanità che, dopo aver illustrato il Ddl sul rischio clinico con i suoi aspetti relativi in particolare al rapporto medico-paziente, si è soffermato sulla necessità di regolamentare dal punto di vista legislativo gli aspetti legati appunto al rischio soprattutto in relazione alle problematiche assicurative.

L’argomento è stato poi approfondito da Michele Saccomanno, membro della XII commissione igiene e sanità e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e da Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, nonché membro della Commissione Igiene e sanità: In sostanza, è la tesi di Marino, "una buona comunicazione medico-paziente è essenziale per provare a prevenire il rischio clinico". Carlo Lusenti, membro Commissione Salute Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha invece illustrato l’esperienza della sua regione in materia di rischio clinico. Via via si sono succeduti Piero Ciccarelli, presidente di Federsanità Marche e direttore dell’Asur, Fulvio Moirano, direttore dell’Agenas, di Stefano Biasioli e Alberto Catalano, il primo segretario generale della Confedir-Mitpa e membro del CNEL, il secondo presidente della Speme e direttore dell’Asl Sa3, di Guido Broich, Coordinatore Sanitario Regionale del Gruppo Policlinico di Monza. Non è mancato il contributo dei presidenti delle società scientifiche Sigo e Siapec, rispettivamente Giorgio Vittori e Gian Luigi Taddei, del presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Mario Falconi. Francesca Moccia coordinatrice del Tribunale dei diritti del malato ha snocciolato i dati sulle denunce: “Il 70% dei cittadini che negli ultimi 16 anni si sono rivolti al servizio di consulenza del Tribunale dei Diritti del Malato-CittadinanzAttiva hanno segnalato presunti errori diagnostici o terapeutici”. Vania Cirese, avvocato cassazionista e docente di Diritto Sanitario, ha esposto la situazione in Italia: “I casi di contenzioso sollevati annualmente nelle aule di giustizia per ottenere il risarcimento dei danni da parte dei pazienti si aggirano intorno ai 13.000 casi. All’accusa di “malasanità” corrisponde un atteggiamento difensivistico del medico, che tende a nascondere, e non analizzare, l’errore che diventa reiterabile dallo stesso agente o dai colleghi”. Quindi è stata la volta di Fazio, chiamato per la conclusione del convegno: “Il decreto - spiega il ministro - è di difficile percorribilità per quanto attiene uno dei punti principali, quello della messa in carica alle aziende in modo omogeneo e per così dire concordato delle assicurazioni". “Al di la di eventuali problemi di sostenibilità economica – precisa Fazio - esistono problemi tecnici legati al nodo delle assicurazioni che lo rendono complicato e obiettivamente di difficile soluzione. Sono 6 mesi che ci lavoriamo, non dico che non sono ottimista, ma al momento un accordo non si è ancora trovato". La reazione non si è fatta attendere: “Il ministro ci ha assicurato che il disegno di legge sul 'rischio clinico' vedrà la luce in questa legislatura", ribatte Marino. Non si sottrae al commento Tomassini: “Rimango sorpreso dalle dichiarazione rilasciate da Fazio che si è sempre dichiarato favorevole ad una legge in sintonia con il ddl 50 di iniziativa parlamentare il cui iter è in avanzata fase “. Insomma la strada è tutta in salita.

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