Dal 2013 i medici dovranno denunciare al ministero dei Trasporti “le patologie incompatibili con l’idoneità alla guida”. Da professionisti a delatori

Silvio Campione | 06/06/2011 21:32

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Non c’è pace per i medici. Un’altra incombenza sta per abbattersi sulla categoria: dal 19 gennaio 2013 – di tempo tuttavia non ne manca – tutti i camici bianchi dovranno segnalare al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “patologie incompatibili con l’idoneità alla guida” dei loro pazienti, anche se dovessero emergere durante visite diverse da quelle previste per il rinnovo della patente. In pratica il professionista si trasformerà in delatore, dovendo immediatamente comunicare al dicastero le malattie dei loro assistiti.

 Dopo aver ricevuto la comunicazione dal medico, il ministero potrà predisporre, nei casi opportuni, la revisione della patente. In pratica il paziente dovrà sostenere una visita collegiale presso la commissione medica locale della sua Asl. Che avrà a sua volta la facoltà di declassare il documento qualora siano venuti meno i requisiti fisici richiesti per la guida. Si tratta senza dubbio di una grossa novità, la cui portata, almeno sotto il profilo deontologico, non è ancora possibile rilevare. Sta di fatto che il problema si porrà e anche in misura non indifferente: tutelare il paziente oppure rischiare di finire coinvolti in un processo se l’assistito dovesse provocare un grave incidente? Al momento non è possibile rispondere, ma la materia, introdotta dal decreto legislativo del 18 aprile che recepisce due direttive europee, investirà sicuramente le associazioni di categoria che, per ora, non rispondono.