La sanità pubblica truffata per 2 miliardi in due anni. Il picco al Centro Italia

Redazione DottNet | 07/06/2011 18:30

Centinaia di migliaia di euro bruciati in frodi a danno del servizio sanitario nazionale, o ancora meglio, come fa notare il comandante dei Nas Cosimo Piccinno, a danno dei cittadini.
Nel corso di due anni, il 2009 e il 2010, i carabinieri dei Salute hanno scoperto frodi per 475 milioni per danno erariale presunto. A questi se ne aggiungono 1,6 miliardi di euro accertati dalla Guardia di Finanza per il triennio 2008-2010.
La Sanita' resta terreno di razzie per guadagni illeciti ma non e' solo il crimine a rubare risorse: la cattiva gestione contribuisce a sottrarre disponibilita', soprattutto nelle regioni in rosso.

 Fra gli sprechi delle regioni in deficit e sprechi gestionali da correggere, ha stimato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, si potrebbero risparmiare 10 miliardi di euro. E fra misure di controllo della spera, piano di rientro e rafforzamenti dei controlli, grande importanza, per il ministro, e' quella di tracciare un disegno della Sanita' che ottimizzi l'offerta. L'occasione per puntare i riflettori sui grandi temi della legalita' e dell'efficienza e' stato un convegno organizzato da Farmindustria. I procedimenti sono ancora in corso, ha spiegato Piccinno, ma colpisce il fatto che oltre la meta' e' avvenuto nelle regioni centrali. Infatti 35 milioni di danno sono conteggiati nelle regioni del nord, 250 al centro e 190 al sud.
Nel triennio 2008-2010 sono stati effettuati dalla Guardia di finanza 4.911 interventi anti frodi nel servizio sanitario nazionale e denunciati all'autorita' giudiziaria 7.149 persone, accertando frodi per 186 milioni di euro. Sono stati anche deferiti alla Corte dei Conti 1.468 persone e segnalati alla stessa danni erariali per 1,6 miliardi di euro, ha riferito il colonnello della Guardia di finanza, Fabrizio Martinelli.
"E' un federalismo sanitario insufficiente che non tiene conto delle urgenze del nostro Paese e non tiene conto di altri dati significativi - ha spiegato il senatore Pd, Ignazio Marino - come l'inappropriatezza delle cure mediche, preoccupante in alcune regioni come la Campania, dove il tasso di ospedalizzazione è il piú alto d'Europa (235 persone ogni mille residenti); oppure le difficoltà di chi non si puó piú permettere le cure: il 10,9% dei nuclei familiari italiani ha rinunciato a terapie mediche essenziali per motivi economici".
Intanto sullo sfondo compaiono le nubi di una nuova manovra economica che il presidente di Farmindustria, Sergio Dompe', non nasconde di temere per il suo settore.
'E' stato cosi' sempre nelle ultime leggi finanziarie. Per la sostenibilita' del servizio sanitario nazionale - ha detto a margine di un convegno sul federalismo nella sanita' - occorre concentrarsi sugli altri capitoli di spesa (che sono l'84% del totale), aumentando l'efficienza di tutto il sistema sanitario'. Il presidente degli industriali del farmaco ha ricordato che queste voci crescono piu' del doppio della farmaceutica totale. Dal 2001 al 2010 la spesa convenzionata e' diminuita rispetto al Pil dallo 0,9% allo 0,7%, mentre le altre voci sono cresciute dal 5% al 6,6%. Dal 2006 ad oggi, ha infine ricordato Dompe', la farmaceutica totale e' stabile all'1,1% del Pil'.

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