Chiuso dalle autorità tedesche il più grande Centro europeo di trapianto di cellule staminali al quale si sono rivolti anche pazienti italiani con degenerazione maculare

Oculistica | Tiziana Fattori | 14/06/2011 11:24

 Se si tratta di una truffa colossale lo scopriremo al termine delle indagini in corso, in ogni caso le autorità tedesche hanno chiuso in via cautelare l’X Cell Center di Dusseldorf dove per circa 20 mila euro, versati in anticipo, ai pazienti colpiti dalle più diffuse patologie degenerative venivano trapiantate cellule staminali attraverso iniezioni che da tempo avevano destato parecchie perplessità nella comunità scientifica internazionale. Anche pazienti con degenerazione maculare senile erano in contatto con il Centro tedesco.

Dopo la morte sospetta di un bambino di 20 mesi sottoposto a questo trattamento, privo  supporto scientifico e del tutto sperimentale, le autorità tedesche hanno deciso di bloccare il pellegrinaggio di pazienti provenienti da tutta Europa, Italia compresa, desiderosi di tentare questa strada, pur consapevoli dei rischi ad essa connessi.

Da mesi era stato creato persino un sito in Italiano sul quale ci si poteva registrare, mettere in lista di attesa e inviare in anticipo l’ingente somma di denaro. A questo Centro avevano guardato con grandi  speranze anche alcuni pazienti con la degenerazione maculare senile, decisi di tentare  il trapianto di cellule staminali nella propria retina danneggiata.

Abbiamo più volte nei mesi scorsi inviato aggiornamenti sulla ricerca di cellule staminali nella cura della DMS, sottolineando sempre che al mondo per ora in nessun Centro è stato messo a punto un trattamento validato sugli umani. Ci sono studi molto incoraggianti sugli animali ma ci vorranno anni prima che sia messa a punto la tecnica definitiva per il trapianto di cellule staminali sul paziente con patologie oculari. Attenzione quindi ai centri all’estero che lo promuovono, come in questo caso, peraltro a costi elevati. Sono truffe ai danni di persone che, a causa della propria patologia, vivono una situazione di grande vulnerabilità. In questo i familiari possono, e devono svolgere, un’attenta azione di verifica, anche rivolgendosi alla nostra onlus.

Tiziana Fattori

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