Opg, fondi per 5 milioni ma le regioni non li utilizzano

Psichiatria | Redazione DottNet | 10/06/2011 10:01

Il 30% delle persone rinchiuse negli ospedali psichiatrici sarebbe dimissibile. Eppure, di questi 389 malati, ben 259 continuano ancora a rimanere chiusi dentro. Una parte di questi, 85, perché le asl non li ha presi in carico, giustificandosi con la mancanza di fondi. Eppure a febbraio sono stati sbloccati 5 milioni di euro dal ministero della Salute proprio per questo. Ma solo la metà della regioni si è attivata per chiederli. L'atto di accusa arriva dalla commissione d'inchiesta del Senato sul Ssn, che ha fatto il punto della situazione. "Durante le varie audizioni in commissione - spiega Ignazio Marino, presidente della commissione - presidenti di regione e responsabili delle asl ci hanno detto detto che non potevano prendere in carico i pazienti dimissibili per mancanza di fondi.

Ebbene adesso che i fondi ci sono, solo 10 regioni li hanno chiesti". Finora sono stati erogati 3,4 milioni a Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto, "anche se 1,1 milioni sono andati alla Lombardia, la prima a richiederli". Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Sicilia e Valle d'Aosta non hanno ancora fatto richiesta. Attualmente dunque, secondo i dati della commissione, su 389 pazienti ritenuti dimissibili perché non socialmente pericolosi, solo 130 sono stati dimessi tra il 1/o marzo e il 31 maggio 2011. Degli altri, 52 sono stati trasferiti ad altri opg della zona di provenienza del paziente per facilitare poi il successivo reinserimento sul territorio, 7 sono morti e per 200 è stata prorogata la permanenza, di cui per 85 persone per la mancata presa in carico da parte delle asl e per 20 per il rifiuto di uscire dalla struttura. "C'‚ la determinazione trasversale di tutti i partiti presenti in Commissione - spiega Ignazio Marino, presidente della commissione - ad arrivare al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, che sono rimasti un cono d'ombra della legge Basaglia". Su questo fronte c'è stata anche l'apertura del presidente del Senato, Renato Schifani, che ha assicurato alla Commissione 'il sostegno del presidente del Senato perché il tema degli ospedali psichiatrici giudiziari possa essere oggetto di dibattito attraverso opportune modifiche legislative". Cambiamenti che secondo Schifani vanno fatti "rivedendo la legge Basaglia, che non va contestata nei suoi principi basilari, ma per occuparsi di persone, come quelle ospitate negli ospedali psichiatrici giudiziari, che spesso sono solo abbandonate in centri inidonei al loro recupero e questo non è più accettabile'.

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