Medici dirigenti a riposo: in caso di riassunzione per l’Inpdap non c’è cumulo tra pensione e stipendio. Smentito il commissariamento dell'Enpam

Silvio Campione | 10/06/2011 14:01

Arriva un’importante precisazione da parte dell’Inpdap e che riguarda i medici pensionati. I limiti di età fissati dal Collegato al lavoro (legge 183/2010) si applicano anche ai medici in pensione che al 31 gennaio 2010 risultavano ancora in servizio nel Ssn. Questi professionisti possono essere riassunti, ma senza possibilità di cumulo tra pensione e trattamento economico. A fornire il chiarimento è la nota operativa numero 22 diffusa dall'Inpdap il 7 giugno scorso.

Il testo spiega nel dettaglio le  nuove regole in materia di pensionamento dei dirigenti medici e del ruolo sanitario del Ssn, inclusi i responsabili di struttura complessa. In precedenza, il Collegato al lavoro aveva definito due diversi parametri per il collocamento a riposo dei medici della dipendenza: il raggiungimento dei 65 anni di età oppure i 40 anni di servizio, comunque non oltre i 70 anni di età. La legge, inoltre, specificava che i nuovi requisiti si applicano anche ai medici a riposo che risultavano in servizio al 31 gennaio 2010, che quindi possono chiedere di essere riassunti. Secondo l'Inpdap, in questo caso scatta tuttavia il divieto di cumulo tra la pensione maturata con il precedente trattamento di lavoro e i compensi derivanti dal nuovo rapporto, così come la cessazione dal servizio con 40 anni di anzianità contributiva non consente l'equiparazione, ai fini del cumulo, con il pensionamento derivante da raggiungimento dei limiti di età. L'istituto ha già disposto che le sedi territoriali procedano alla verifica nei confronti dei medici a riposo che hanno optato per la riassunzione in servizio. Intanto "Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha categoricamente smentito l'ipotesi commissariamento per l'Enpam. La notizia, riportata da un organo di stampa, è stata definita priva di ogni fondamento da Emmanuele Massagli, rappresentante dello stesso ministero nel Consiglio di amministrazione della Cassa dei medici e dei dentisti". A riferirlo è l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. "Massagli, che è anche coordinatore della segreteria tecnica del ministro Sacconi - precisa la Fondazione in una nota - ha chiarito la questione intervenendo durante la seduta del Cda dell'Enpam". L'Ente sottolinea che "la Cassa previdenziale sta intanto procedendo ai necessari accertamenti e approfondimenti sugli investimenti passati. In particolare, il Consiglio di amministrazione dell'Enpam ha incaricato il Comitato di controllo interno di fare verifiche sulle procedure adottate negli investimenti finanziari degli ultimi anni. Se fossero verificati episodi poco chiari, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam, a tutela delle pensioni dei medici e dei dentisti italiani, non esitera' a promuovere azioni legali e a costituirsi parte civile". Clicchi qui per essere informato.

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