Anestesisti, serve una rete omogeneea per la terapia del dolore

Redazione DottNet | 10/06/2011 16:29

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La legge 38 che ha garantito l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore "ha permesso di fare passi in avanti", ma tanto ancora bisogna fare. Come ad esempio "creare una rete omogenea, capillare e uniforme che vada da Nord e Sud". Lo sostiene Giovanni Pittoni, direttore dell'Unita' operativa complessa di anestesia e rianimazione all'azienda ospedaliera universitaria di Padova, intervenuto oggi a Udine all'ottavo Congresso nazionale della Societa' italiana di anestesia e rianimazione emergenza e dolore (Siared), emanazione scientifica dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica (Aaroi-Emac).
 

 "Nel 2008 - sottolinea - siamo partiti con dati indicativi nazionali per circa 200 strutture dedicate al dolore e altrettanti ambulatori, per lo piu' afferenti a unita' operative di anestesia e rianimazione, distribuiti per il 60% al Nord e il 40% al Sud. Ma all'epoca queste strutture non dovevano rispondere alla legge 38".Ora la situazione e' cambiata.
"Un centro del dolore - prosegue Pittoni - per essere accereditato come tale deve avere caratteristiche ben precise, e puo' darsi che con il nuovo censimento i numeri possano calare, anziche' aumentare. Serve quindi una rete omogenea in tutto il Paese". A questo proposito, l'esperto ricorda che garantire questo tipo di cure "e' un dovere del medico", e riceverle "e' un diritto del paziente". I dolori piu' diffusi, oltre al dolore da cancro, sono quelli al rachide, nevralgici e cefalee. Clicchi qui per essere informato.