In Italia mancano 3500 anestesisti: interventi a rischio

Redazione DottNet | 10/06/2011 16:35

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Per completare gli organici mancano in Italia oltre 3.500 anestesisti e rianimatori, e questa carenza sta creando seri problemi in molti ospedali italiani. E' l'allarme lanciato oggi da Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica, dall'8/o Congresso Siared in corso a Udine.
 

'In nessuna regione la situazione e' rosea - ha detto Carpino - si va da una carenza di 500 specialisti in anestesia nella Regione Lazio ai 25 del Molise, ma fatte le dovute proporzioni sulla base della popolazione appare evidente che le difficolta' sono presenti in tutto il Paese, tanto al Nord quanto al Sud'. In Lombardia sono 400 i professionisti mancanti, mentre in Sicilia c'e' una carenza di 350 anestesisti rianimatori. Un po' meglio i dati di Toscana ed Emilia-Romagna dove le carenze sono 200.
'E' purtroppo diventata cronaca quotidiana - ha rilevato Carpino - la segnalazione di casi in cui operazioni programmate vengono rimandate per mancanza dell'anestesista, costretto spesso a tamponare con turni massacranti le diverse esigenze della struttura'. Sottolineando che gli anestesisti rianimatori rappresentano il tessuto connettivo di un ospedale, essendo presenti oltre che nelle sale operatorie, nelle situazioni di emergenza e pronto soccorso, nelle terapie intensive e in quelle del dolore, Carpino ha affermato che 'e' naturale che di fronte alla carenza di questi specialisti il sistema possa andare in tilt, con il conseguente allungamento delle liste d'attesa'. Un'altra conseguenza che secondo il presidente Aaroi-Emac non va trascurata e' che 'i giovani medici hanno le ali tarpate per l'impossibilita' di entrare in ruolo, costretti ad anni di precariato o ad una scelta ben piu' radicale, lasciare l'Italia per sempre'.
Infine Carpino ha posto l'accento sul blocco del turnover, 'che non permette di stabilizzare i precari ne' di procedere a nuove assunzioni', e sul numero esiguo di posti disponibili nelle scuole di specializzazione, 'che blocca la formazione di giovani anestesisti rianimatori'.