Ue, via libera alle cure transfrontaliere: ecco le regole

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 13/06/2011 18:34

D'ora in poi i cittadini europei potranno farsi curare in un Paese europeo diverso dal proprio. Lo prevede una direttiva del Parlamento europeo la cui applicazione è stata presentata a Torino in un convegno su 'Europa, sistemi sanitari a confronto', organizzato dalla Regione Piemonte all'ospedale Molinette, illustrata dalla professoressa Irene Glinos, dell'Osservatorio Europeo su Politiche e Sistemi Sanitari Europei. Attualmente solo l'1% della spesa sanitaria dell'Ue, pari a circa 10 miliardi, è imputabile a cure mediche transfrontaliere.

 I cittadini europei potranno, dunque, scegliere di essere curati in qualsiasi Paese dell'Unione, ottenendo un rimborso che sara' basato sulle tariffe in vigore nello Stato a cui appartengono.
 Con le nuove regole, i pazienti potranno ottenere cure mediche in un altro Paese senza chiedere un'autorizzazione preventiva, se non in caso di cure ospedaliere o considerate particolarmente costose.
In tutti gli altri casi, per esempio per le visite specialistiche, sara' sufficiente anticipare le spese che saranno successivamente rimborsate nel Paese di residenza del malato. Nei rimborsi sono compresi i dispositivi medici e le medicazioni, mentre sono esclusi i trapianti, le cure a lungo termine e le campagne di vaccinazione.
Il trattamento sanitario all'estero non potra' essere rimborsato se non lo e' nel Paese di residenza. Inoltre, se il paziente sceglie un Paese dove i costi sono piu' elevati, sara' comunque rimborsato in base alle tariffe previste per la stessa prestazione nel suo Paese di origine. In questo caso dovra' quindi accollarsi la differenza di spesa.
Secondo la Commissione europea, ha spiegato Glinos, le nuove regole non sono mirate a incentivare il turismo sanitario ma puntano a rafforzare il diritto del malato a farsi curare nella strutture che ritiene piu' adeguate al suo caso.
I singoli Stati membri hanno due anni e mezzo di tempo per trasporre la direttiva nel loro ordinamento. Nonostante le nuove possibilita' offerte dall'assistenza sanitaria transfrontaliera, in base alla direttiva gli Stati restano tenuti a prestare ai propri cittadini un'assistenza sanitaria sicura, di qualita' elevata, efficiente, e adeguata dal punto di vista quantitativo.
 

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