Pillola del giorno dopo, occorre fare chiarezza: Sic e Smic in campo con un vademecum destinato ai medici

Silvio Campione | 13/06/2011 17:24

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Molti utenti ci hanno richiesto maggiori particolari sul documento realizzato da Sic e Smic sulla pillola del giorno dopo. Abbiamo ritenuto, pertanto, opportuno approfondire l’argomento e pubblicare il position paper delle società scientifiche ad uso e consumo dei medici ( clicchi qui per leggere il documento)  In pratica c’è tutto ciò che riguarda la contraccezione, dalle indicazioni per l’uso della contraccezione di emergenza, al suo meccanismo d’azione, dall’obiezione di coscienza, ai riferimenti legislativi per la prescrizione alle minorenni: il documento congiunto di SIC e SMIC offre anche una sorta di vademecum sugli aspetti medico - legali e affronta in modo puntuale una ad una le diverse questioni, anche le più controverse, sull’argomento sia dal punto di vista scientifico che giuridico.

Per la prima volta, dunque, con un documento congiunto ampio e dettagliato sulla contraccezione d’emergenza, diretto alla classe medica, le società mediche SIC e SMIC affrontano in modo puntuale l’argomento, anche gli aspetti maggiormente dibattuti, sulla base delle più recenti evidenze scientifiche: come e quando ricorrere alla pillola del giorno dopo, quale il suo meccanismo di azione, le metodiche disponibili e loro efficacia e sicurezza, gli aspetti medico-legali della prescrizione del farmaco, il ricorso alla clausola di coscienza, i comportamenti a cui i medici sono comunque tenuti, il counseling. A seguire in autunno un vasta iniziativa di informazione rivolta alle donne con un depliant informativo sulla contraccezione. “Attraverso questo ‘position paper’ sulla contraccezione di emergenza rivolto ai colleghi medici - dichiara il Presidente della SIC, Prof. Carmine Nappi - le nostre Società si propongono di fare per quanto possibile chiarezza in un campo che presenta numerosi aspetti controversi, sia dal punto di vista scientifico che da quello medico-legale.  Pertanto, richiamandoci alle evidenze della letteratura scientifica internazionale più recente e anche a quanto pubblicato in proposito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, abbiamo, in primo luogo, definito le indicazioni, le opzioni farmacologiche e i meccanismi d’azione accertati della contraccezione d’emergenza per via orale. In secondo luogo, passando brevemente in rassegna i principali riferimenti legislativi, abbiamo redatto una sorta di vademecum su alcuni aspetti medico-legali della questione, capace di aiutare il medico ad affrontare la problematica senza incorrere in possibili contenziosi. Basti pensare, ad esempio, alla importante questione dell’obiezione di coscienza o a quella, spinosissima, della prescrizione alle minori”. Al fine di assicurare la sua più ampia diffusione il documento sarà in primo luogo disponibile on-line sui siti internet delle due Società e inviato ai loro iscritti. Verrà divulgato inoltre attraverso i loro canali informativi, dalla stampa specializzata e presso altre società mediche, nonché distribuito nel corso dei principali congressi scientifici di ostetricia e ginecologia. Le difficoltà per le donne di reperire la ricetta per il contraccettivo d’emergenza sono state confermate anche di recente dal rapporto “Sos Pillola del giorno dopo”dell’Associazione Vita di Donna, dal quale emerge che oltre il 50% delle circa 8.000 persone che si sono rivolte al servizio in 3 anni lo ha fatto dopo essersi visto negare la prescrizione del farmaco. Secondo i dati raccolti, tra i medici che hanno rifiutato la ricetta il 34% lavora al pronto soccorso, il 30% alla guardia medica il 25% nei consultori e l’11% sono medici di famiglia.  “Un’ ampia azione di informazione sulla contraccezione di emergenza ci è dunque sembrata doverosa” dichiara il Prof. Emilio Arisi presidente della SMIC e prosegue “I dati forniti dal Rapporto Sos Pillola del giorno dopo devono farci riflettere, non possiamo pensare che le donne debbano rivolgersi ad un’associazione per poter accedere alla contraccezione di emergenza. Si tratta di uno strumento importante per limitare il ricorso all’interruzione di gravidanza, come riconosciuto dalla stessa relazione ministeriale sull’applicazione della legge 194/78. Le cifre sulle interruzioni di gravidanza per il periodo 1998-2008 parlano chiaro. Sebbene si evidenzi una costante diminuzione nel numero di aborti, è proprio nella fascia di età 15-19 che si registra il decremento minore, pari al - 4,2%, contro un - 22% per la fascia 20-29 anni e una media nazionale pari a -12%”. Commentando i risultati del Rapporto Sos Pillola del giorno dopo il prof. Annibale Volpe, direttore della Clinica di ginecologia e ostetricia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, osserva “Da questi dati emerge una disinformazione sulla contraccezione d’emergenza, anche tra la classe medica, dovuta ritengo in parte ad un incompleto aggiornamento sugli ultimi studi”. Quanto alla clausola di coscienza invocata dal medico per negare la ricetta per la cosiddetta pillola del giorno dopo precisa ”E’ importante che le donne sappiano che il medico è tenuto comunque ad informare su dove reperire nel più breve tempo possibile la prescrizione. Questo aspetto è cruciale. La pillola del giorno dopo in commercio in Italia, che va presa entro 72 ore, come pure la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, non ancora disponibile nel nostro paese, deve essere assunta prima possibile in quanto, per entrambe, l’efficacia è maggiore nelle prime 12-24 ore. Pertanto nel caso il medico non fornisse tali informazioni alla donna sarebbe responsabile della ritardata assunzione del farmaco, e quindi della sua minore efficacia”.  Nel documento congiunto viene illustrato il meccanismo di azione dei contraccettivi di emergenza. Per quanto riguarda il levonorgestrel (LNG), la molecola contenuta nella pillola del giorno dopo presente in Italia, il testo specifica “E’ ampiamente dimostrato che il LNG, quando somministrato in fase preovulatoria, interferisce con il processo ovulatorio, per inibizione o disfunzione dello stesso, e previene quindi la fertilizzazione. Inoltre, è stato evidenziato che nelle donne che assumono il LNG quando i parametri clinici, ecografici ed ormonali sono diagnostici di ovulazione già avvenuta, il LNG non ha alcun effetto. E’ evidente quindi che il LNG non interferisce con l’impianto dell’embrione, una volta avvenuta la fertilizzazione; cioè, non causa aborto, né è in grado di danneggiare una gravidanza in atto”. Osserva in proposito il Prof. Arisi “Conoscere il meccanismo di azione aiuta a confutare molte opinioni inesatte” e quanto all’efficacia dei contraccettivi di emergenza precisa “Nel caso del levonorgestrel se il processo dell’ovulazione è già iniziato a questo punto la cosiddetta pillola del giorno dopo non agisce più. Diversamente la pillola dei 5 giorni dopo, non ancora presente in Italia, pur funzionando in base a un meccanismo analogo, presenta una maggiore efficacia. Riesce infatti a bloccare l’ovulazione, anche se si sta innalzando il livello del LH che precede il processo ovulatorio e lo ritarda di almeno 5 giorni.” A ottobre sarà realizzata l’iniziativa di informazione di SIC e SMIC diretta alle donne, con la diffusione di un depliant informativo sul “ventaglio contraccettivo”, vale a dire sulle diverse metodiche offerte alla coppia in tema di contraccezione, che intervengono prima (pillola, anello contraccettivo, cerotto, spirale, impianto sottocutaneo, metodi naturali), durante (preservativo, diaframma, coito interrotto) o dopo il rapporto, nel caso di fallimento dei metodi abituali (contraccezione di emergenza). L’opuscolo informativo sulla contraccezione sarà distribuitopresso ospedali, ambulatori, consultori e studi medici. La necessità di utilizzare ogni occasione da parte del medico per assicurare un’informazione corretta e esauriente alle donne sul tema della contraccezione è peraltro ribadita nel documento congiunto di SIC e SMIC. In particolare il medico nel momento della prescrizione della contraccezione di emergenza dovrebbe cogliere l’occasione per indirizzare la donna/la coppia ad un momento successivo di riflessione in cui possa prendere in considerazione, in base alle proprie esigenze, la scelta di un contraccettivo stabile, efficace e sicuro.  Ma è auspicabile, secondo il documento, che anche nel colloquio con le proprie pazienti per la scelta contraccettiva, il medico “precisi che, tra le altre possibili metodiche contraccettive a disposizione della coppia, la contraccezione d’emergenza rappresenta un’opzione di supporto. Ciò assume maggiore rilievo se la coppia utilizza metodi a bassa affidabilità/efficacia o suscettibili di errore nell’uso. Nell’ambito della contraccezione, infatti, vanno considerate sia le metodiche di prevenzione primaria (prima dei rapporti o durante i rapporti), sia quelle di prevenzione secondaria, come appunto la contraccezione d’emergenza.  Non considerare quest’ultima nel colloquio del medico per la pianificazione familiare con la donna/coppia, determina una carenza informativa importante.” La definizione stessa di contraccezione di supporto, si legge nel documento, “implica il sottolineare che la contraccezione d’emergenza non deve mai sostituire le metodiche contraccettive primarie, evitando che tale mezzo anticoncezionale perda il suo ruolo di rimedio d’emergenza per assumere quello improprio di metodo ripetitivo e abituale di contraccezione”. Clicchi qui per essere informato.