Pillola dei cinque giorni dopo, sì da parte del Css. Adesso si attende il responso dell’Aifa

Silvio Campione | 15/06/2011 23:30

aifa farmaci ginecologia medicina-generale

Primo si' da parte del Consiglio Superiore di Sanita' per l'arrivo in Italia della cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo, un farmaco che aveva suscitato gia' in passato preoccupazione fra quanti avevano osteggiato la registrazione in Italia di un altro farmaco per la contraccezione di emergenza, la pillola del giorno dopo. E fra questi i cattolici.

"E' un aborto a tutti gli effetti, un aborto di raffinata malizia: una 'pillola del giorno dopo' cinque volte'', ha detto il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita. "Per quanto so - afferma Sgreccia - questa pillola intercetta il processo di impianto già iniziato e quindi un essere vivente, perché la vita inizia con la fecondazione. Mi auguro che questa deliberazione sia responsabilmente respinta dal governo". Il parere tecnico dell'organo consultivo del ministro della Salute vieta l'utilizzo del farmaco solo in caso di gravidanza accertata, essendo un farmaco per la ''contraccezione di emergenza'' e non per l'aborto. In sostanza per ottenere il farmaco bisognera' stabilire con un test di gravidanza precoce. Il farmaco deve essere preso il prima possibile perche' il suo effetto anti-progesterone abbia effetto inibendo temporaneamente i meccanismi dell'ovulazione. Dunque, e' efficace solo se non e' ancora avvenuta la fecondazione. Per l'autorizzazione del medicinale e' comunque necessario un via libera da parte dell'Agenzia italiana del farmaco. Gia' approvata dall'autorita' farmacologica europea (Emea) nel marzo 2009 e anche negli Stati Uniti, la pillola dei 5 giorni dopo e' a base di ulipristal acetato. A differenza della pillola tradizionale, il nuovo farmaco, pur agendo con un meccanismo simile, puo' essere assunto fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio e secondo recenti studi non perde di efficacia per tutto il tempo in cui puo' essere somministrato. Attualmente e' gia' in commercio in Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. L'azienda che detiene il brevetto ha avanzato a gennaio 2010 anche all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la richiesta per la commercializzazione ''Il Consiglio Superiore di Sanita' ha dato una precisa indicazione di compatibilita' con la legge 194, e cioe' che c'e' bisogno di un test di gravidanza precoce che escluda una gravidanza in atto'' per poter somministrare la pillola dei 5 giorni dopo, ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. Quello posto dal Css, ha sottolineato Roccella, e' ''un paletto importante'' perche' dice che la pillola e' ''compatibile con le leggi italiane se c'e' un test che elimina ogni dubbio di gravidanza in atto, perche' in quel caso bisogna invece seguire la legge 194''. Ma dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanita' ''quanto impieghera' l'Aifa per l'immissione in commercio?'', chiede la radicale Donatella Poretti . L'iter di approvazione della pillola prevede che il parere del Consiglio Superiore di Sanita' passi nella documentazione a disposizione dell'Agenzia Italiana del Farmaco che lo trasmettera' alla commissione tecnico-scientifica e successivamente alla commissione Cpr (che si occupa di prezzi e rimborsi). L'ultimo passaggio sara' quello in Consiglio di Amministrazione dell'Aifa che potra' emanare il provvedimento di registrazione.

La cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo e' una pillola per la contraccezione d'emergenza che funziona, appunto, fino a cinque giorni dopo un rapporto sessuale non protetto.
La nuova pillola, a base di ulipristal acetato (Ua), e' considerata dagli esperti piu' efficace nello scongiurare gravidanze rispetto a quella 'del giorno dopo', a base di levonorgestrel. A differenza della pillola del giorno dopo, che puo' essere presa entro 72 ore dal rapporto sessuale a rischio e la cui efficacia decresce ogni 12 ore, la nuova pillola non ha evidenziato finora perdite di efficacia nell'arco dei cinque giorni in cui puo' essere somministrata. Studi condotti in Gran Bretagna, i cui risultati sono stati resi noti dalla rivista Lancet, hanno dimostrato che il rischio di gravidanza con ulipristal si e' ridotto fino a due terzi rispetto al levonorgestrel. Gli effetti collaterali, prevalentemente mal di testa, nausea e dolori addominali, sono stati definiti 'da leggeri a moderati'.
La pillola del giorno dopo e la pillola 'dei cinque giorni dopo' sono contraccettivi d'emergenza e ufficialmente non hanno effetto abortivo, differenziandosi cosi' dalla RU486, che invece induce l'interruzione della gravidanza.
Ecco gli identikit dei tre farmaci:

- PILLOLA RU486: Ha un verificato effetto abortivo. A base di mifepristone, e' in grado di interrompere la gravidanza gia' iniziata con l'attecchimento dell'ovulo fecondato.
- PILLOLA DEL GIORNO DOPO: In questo caso si tratta di un anticoncezionale e non provoca, secondo gli esperti, l'interruzione di una gravidanza, ma impedisce l'eventuale annidamento nell'utero dell'ovulo che potrebbe essere fecondato.
Puo' essere assunta entro 72 due ore dal rapporto a rischio e perde di efficacia ogni 12 ore.
- PILLOLA DEI 'CINQUE GIORNI DOPO': Puo' essere assunta fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio e secondo recenti studi non perde di efficacia per tutto il periodo in cui puo' essere somministrata.
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