Certificati online, dal 13 settembre anche ai privati. Disappunto dello Snami

Silvio Campione | 17/06/2011 14:02

Da settembre toccherà anche ai privati la certificazione online. A questo proposito ieri pomeriggio si è tenuta a Palazzo Vidoni la seconda riunione del Comitato tecnico di monitoraggio previsto dalla Circolare n. 4 firmata lo scorso 18 marzo dai Ministri Brunetta e Sacconi, relativa all'applicazione al settore privato delle regole di invio telematico dei certificati di malattia già previste per i dipendenti pubblici. Vi hanno preso parte rappresentanti del Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e l'Innovazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dell'INPS e delle confederazioni dei datori di lavoro e dei medici di medicina generale comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

 Nel corso della riunione, alla quale sono stati invitati anche le organizzazioni sindacali, il Ministero ha precisato che l'entrata a regime delle nuove disposizioni contenute nella Circolare è prevista per il prossimo 13 settembre, ovvero a tre mesi dalla data di pubblicazione di quest'ultima sulla Gazzetta Ufficiale. Sono nel frattempo proseguite le attività di verifica del funzionamento del sistema e dei servizi messi a disposizione delle imprese per la verifica e ricezione online delle attestazioni di malattia dei dipendenti. E' stato inoltre annunciato che, al fine di risolvere eventuali problemi (anche temporanei) di connessione a Internet, l'INPS renderà a breve disponibile anche un nuovo servizio di call center telefonico dedicato alla verifica delle attestazioni di malattia dei lavoratori dipendenti.

Insomma potrebbe essere la schiarita attesa dalle aziende. Sulla Gazzetta Ufficiale n.135 de1 13 giugno è stata, infatti, pubblicata la circolare 4/2011 della presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento della Pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica, sulla trasmissione per via telematica dei certificati di malattia (articolo 25 della legge 183/2010 e articolo 55-septies del decreto legislativo 165/01, introdotto dall’articolo 69 del decreto legislativo 150/09). Dopo la prima pubblicazione, quella sul sito della Funzione pubblica il 18 marzo scorso, arriva ora - dopo la registrazione del testo alla Corte dei conti datata 10 maggio - la seconda, sulla Gazzetta Ufficiale. “Per assicurare un’applicazione omogenea della normativa, si legge nel documento, «si ritiene opportuno precisare che, tenuto conto dell’esigenza di garantire l’adeguamento di tutti gli operatori al nuovo sistema, per tre mesi successivi alla data di pubblicazione della presente circolare, è riconosciuta comunque la possibilità per il datore di lavoro del settore privato di chiedere al proprio lavoratore l’invio, secondo le modalità attualmente vigenti della copia cartacea dell’attestazione di malattia rilasciata dal medico al momento dell’invio telematico della certificazione di malattia, ovvero successivamente scaricata dal lavoratore dal sito dell’Inps”. In base all’interpretazione fornita in passato dalla Funzione pubblica, si sarebbero dovuti calcolare i tre mesi a partire dalla pubblicazione della circolare sul sito, quindi dal 18 marzo: la piena operatività, con l’addio (anche per il privato) al cartaceo, sarebbe scattata a partire dal 18 giugno, sabato prossimo. Per le imprese, invece, il conto alla rovescia sarebbe dovuto partire dalla pubblicazione della circolare in Gazzetta, che è avvenuta ieri.

Disappunto e insoddisfazione per Snami (Sindacato Nazionale Autonomo Medici italiani) dopo l’incontro di ieri sulla certificazione on line tra ministeri del Lavoro e della Funzione pubblica, Inps, organizzazioni confederali dei datori di lavoro e sindacati della Medicina generale. Nella riunione, infatti, ha prevalso la tesi delle imprese secondo la quale l’applicazione della quarta circolare Brunetta – che elimina l’attestato cartaceo al dipendente e obbliga i datori a scaricarlo dal portale dell’Inps – scatta dopo novanta giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ossia il 13 settembre. «Di fatto» è il commento del presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa «si tratta di una proroga mascherata, perché il dicastero della Funzione pubblica aveva ripetuto più volte che la quarta circolare sarebbe entrata in vigore dal 18 giugno, ossia novanta giorni dalla data di emanazione».
Ed è proprio questo rinvio che non piace allo Snami: per i medici di famiglia, già oberati da una burocrazia che invade progressivamente il tempo dedicato alle visite, l’eliminazione dell’attestato cartaceo porterebbe un apprezzabile risparmio di tempo e risorse. Di qui il disappunto di Testa per un rinvio che costringerà i generalisti a reggere il sistema sulle loro spalle ancora per tre mesi. «I datori l’hanno avuta vinta» prosegue il presidente del sindacato autonomo «e mi sfuggono i motivi: noi certifichiamo ogni giorno servendoci del portale dell’Inps, non capisco perché loro non possano fare altrettanto per scaricare l’attestato del dipendente in malattia. Troppo dispendioso per le piccole imprese? Noi siamo imprese con un solo dipendente, eppure la certificazione on line ci è stata imposta senza alcuno sconto. D’ora in avanti le circolari si applicheranno dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale anche per noi». Nell’incontro, poi, è stato anche chiarito il reale valore del dato fornito dall’Inps nella precedente riunione del 6 giugno, secondo il quale il 98% dei certificati di malattia viaggerebbe ormai on line. «Ho chiesto delucidazioni» spiega Testa «e i funzionari dell’Ente mi hanno spiegato che la rilevazione riguarda soltanto i certificati trattati da loro, ossia quelli relativi ai dipendenti privati per assenze di malattia superiori ai 3 giorni. Si tratta quindi di una fotografia parziale della certificazione, che tra l’altro esclude la certificazione di ospedali e Pronto soccorso, dove solitamente si attestano assenze di un giorno o due. Insomma, quel 98% è merito quasi esclusivo dei medici di famiglia, che si sono fatti carico di sacrifici non indifferenti per sostenere l’informatizzazione del sistema senza alcun riconoscimento economico. Il disappunto di ieri è anche conseguenza di questo». Clicchi qui per essere informato.

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