Enpam: confronto serrato con i sindacati. I nostri conti sono in ordine, da oggi ogni operazione sarà concordata con le rappresentanze

Previdenza | Silvio Campione | 17/06/2011 20:10

In oltre tre ore di riunione, i vertici dell’Enpam sono stati sottoposti ad un serrato confronto con diciotto sigle sindacali e rappresentanti della categoria. Sul tavolo la situazione economica della Cassa dei camici bianchi italiani dopo gli attacchi dei giorni scorsi e, in particolare, dopo la denuncia presentata da cinque presidenti di altrettanti ordini provinciali italiani.

Un dialogo serrato, come dicevamo, durante il quale sono stati snocciolati tutti  i dati contabili della Cassa: secondo quanto affermato dai vertici dell’Enpam le reazioni da parte dei rappresentanti sindacali sono state confortanti: Giacomo Milillo, della Fimmg, per esempio, non ha espresso dubbi: "Ci troviamo di fronte a un ripetuto attacco all'Enpam e agli interessi previdenziali dei medici. Esprimiamo il pieno sostegno della Fimmg all'Ente, bersaglio da settimane di notizie false su presunte difficoltà finanziarie e irregolarità di bilancio, oltre che di calunnie nei confronti di suoi componenti". "Ci sono - ha aggiunto - forze interessate che alimentano queste false informazioni per un proprio tornaconto. Non escludiamo che l'intera categoria medica possa essere chiamata a una mobilitazione in difesa dell'Enpam e dei propri interessi previdenziali".  "L'operazione di incontro avviata dall'Enpam con i sindacati è un passo avanti importante, ma per rassicurare i medici sulla stabilità economica del proprio ente di previdenza serve anche altro: se le accuse di cattiva gestione rivolte in queste settimane alla Fondazione sono false, si risponda colpo su colpo con querele; se invece sono fondate, chi è politicamente responsabile valuti immediatamente l'opportunità di dimettersi", tuona Angelo Testa, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani). "L'Enpam - sottolinea Testa  - ha promesso che questo è soltanto il primo di una serie di incontri periodici, nei quali verremmo aggiornati sul lavoro della Fondazione per poter poi a nostra volta informare gli iscritti. Ed è una buona cosa, perche' di rapportarsi c'era proprio bisogno". Nel corso dell'incontro si è anche parlato di riforma dello statuto. "E' allo studio la revisione - conferma il presidente dello Snami - e noi abbiamo ribadito la richiesta, già anticipata, di rivedere i criteri della rappresentatività per dare più peso alle componenti della classe medica che maggiormente contribuiscono alle casse della Fondazione".
Intanto ai sindacati sono state consegnate centinaia di pagine piene di cifre nel tentativo di fare luce su ipotetici buchi di bilancio dell'Ente. A quanto apprendiamo nel volume consegnato ai rappresentanti dei camici bianchi non figurerebbe nessun ammanco, anzi il bilancio 2010 porterebbe 1,5 miliardi di euro nelle casse della Fondazione. Dalle pagine verrebbe però a galla un problema dei stabilizzazione: in altri termini, l'equilibrio finanziario dell'Ente previdenziale dei medici sarebbe garantito per altri 23 anni e non per 30 come richiede la legge. La finanziaria 2007 ha infatti imposto dal 2013 lo spostamento dell'equilibrio da 15 a 30 anni. La mancanza dell'equilibrio finanziario è però un aspetto che "preoccupa, e molto" i camici bianchi, che hanno chiesto di "trovare una soluzione al problema". La querelle sullo stato di salute delle casse dell'Ente nasce da un esposto alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti firmato dai cinque presidenti degli Ordini dei medici di Bologna, Catania, Ferrara, Latina e Potenza e da un componente del Consiglio di amministrazione. I sei, nella loro denuncia, sostengono che l'Enpam ha subito un danno patrimoniale superiore al miliardo di euro per colpa di investimenti in derivati, titoli rischiosi e complessi. La questione è legata al Rapporto sugli investimenti commissionato all'advisor Sri, che indicava una perdita potenziale di 1 miliardo di euro e che non sarebbe stato tenuto nella giusta riservatezza prima che l'Ente potesse valutarlo. Secondo l'Enpam l'ipotetica perdita, a oggi, sarebbe invece quantificabile in 296 milioni di euro. Inutile dire, però, che la situazione ha creato forti preoccupazioni tra i medici. Da oggi, comunque, dichiarano all’Enpam, si apre una nuova era: un serrato confronto con i sindacati che parteciperanno all’attività dell’Ente, anche in relazione al rinnovo dello statuto. “Sul passato si farà chiarezza – dicono i vertici della Cassa dei medici -. Intanto stiamo registrando un primo miglioramento nei conti. Per il resto, siamo vittime di un cambio della legge, che all’improvviso ha chiesto una proiezione dei bilanci a trent’anni. Ma gli adeguamenti vanno calibrati e anche su questo fronte chiederemo una modifica”. L'incontro è stata anche l’occasione per illustrare il reale buon andamento dei conti della Cassa dei medici e degli odontoiatri che il 25 giugno prossimo presenterà all’approvazione un bilancio in attivo di 1,137 miliardi di euro. L’Enpam ha sottolineato che il vero nodo è rappresentato dall’obbligo, imposto dallo Stato, di raddoppiare da 15 a 30 anni l’orizzonte temporale di tenuta delle pensioni. La Fondazione chede, dunque, unità alla categoria per ottenere dal Governo nuove regole che permettano di raggiungere con gradualità l’equilibrio trentennale. “Se a un saltatore in alto spostiamo improvvisamente l’asticella a un’altezza doppia, non riuscirà mai a saltarla - ha esemplificato il vicepresidente vicario dell’Enpam Alberto Oliveti - a meno che non gli si dia un’asta per il nuovo sport e il tempo per imparare a usarla”. Nonostante i conti della cassa previdenziale negli ultimi anni siano andati costantemente migliorando, l’innalzamento della speranza di vita obbliga l’ente a fare interventi sulla previdenza. Medici e Odontoatri, cosi, hanno interesse a ottenere insieme norme che consentano riforme più graduali possibili.   Clicchi qui per essere informato.

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