Abruzzo, denuncia dei sindacati: la medicina del territorio è ostacolata dagli enti locali

Redazione DottNet | 20/06/2011 08:37

''Nonostante i proclami e le promesse delle Giunte di centrodestra e di centrosinistra, l'assistenza sanitaria territoriale in Abruzzo non riesce ancora ad essere considerata una risorsa per rispondere ai crescenti bisogni di salute della popolazione di questa Regione. Assistenza sanitaria territoriale che dovrebbe essere erogata attraverso i distretti sanitari in stretta collaborazione con gli operatori sanitari dipendenti e convenzionati utilizzando una volta per tutte quei finanziamenti che il Cipe destina al territorio da molti anni''.

E' la posizione dell'Associazione Abruzzese Medici del Territorio a cui aderiscono Cipe, Fimp, Simet e Smi. Secondo i Livelli Essenziali di Assistenza i fondi dovrebbero essere pari al 51% del fondo sanitario regionale. ''Invece, nella nostra Regione, - dicono i medici del territorio - nonostante il buon Piano operativo 2010-2012, redatto dalla dottoressa Baraldi, che prevede il potenziamento delle strutture del territorio per far fronte alla domanda di salute con maggiore qualita' di servizio a costi contenuti, il cambiamento necessario trova grosse difficolta' a prendere corpo per le ostilita' sia degli amministratori locali che per le decisioni della Magistratura amministrativa a cui gli stessi si sono rivolti per difendere i presidi ospedalieri che secondo normative nazionali - vedi il Patto della Salute vigente - non possono operare vista la riduzione dei posti letto ospedalieri per pazienti affetti da patologia acuta che e' fissata al 3,3 per mille abitanti e che potrebbero essere riconvertiti in posti di lungodegenza, Rsa, riabilitazione ex art.26. A tutto cio' - proseguono i medici del territorio - si aggiungono le scelte di alcuni Direttori Generali delle nostre Asl che in contraddizione con il Piano Operativo 2010-2012 utilizzano fondi destinati al potenziamento delle attività del territorio, progetti prioritari del Piano Sanitario Nazionale, per l'acquisto di attrezzature ospedaliere come ha fatto il dottor Zavattaro a Chieti con atti amministrativi adottati il 31 maggio scorso che documentano nettamente il contrario e che si beffano di tutte le disposizioni di legge. E' ora di dire basta, e' ora che ognuno esca allo scoperto e si assuma le proprie responsabilità; se si vuole continuare a scegliere di spendere soldi pubblici per interventi a favore di logiche che nulla hanno a che fare con la salute del cittadino. Per questi motivi chiediamo al Presidente Chiodi di bloccare i fondi dei progetti prioritari che sarebbero da utilizzare per il territorio ''commissariando'' all'uopo i Direttori Generali e istituendo un tavolo regionale fra costoro e le organizzazioni sindacali degli operatori sanitari per concordare le modalità di utilizzo dei fondi disponibili e programmare finalmente una assistenza sanitaria rispettosa dei bisogni di tutta la cittadinanza abruzzese''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato