Fazio, agli specializzandi contratti a tempo in corsia per gli ultimi due anni

Professione | Redazione DottNet | 20/06/2011 18:54

Specializzandi 'contrattualizzati' a tempo per lavorare in corsia con compiti e responsabilità cliniche, durante gli ultimi 2 anni della scuola. E ancora, riequilibrio dei posti e delle scuole a seconda del fabbisogno delle Regioni, e 'taglio' di un anno della durata di alcune scuole di specialità. E' il piano tratteggiato dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per fronteggiare la carenza dei camici bianchi segnalata in particolare da alcune Regioni, Lombardia in prima fila. Fazio, intervenuto a un convegno sul rapporto fra ospedale e università, delinea alcune proposte in cantiere.

"Una è già in Parlamento - spiega - e il Governo è sicuramente favorevole. Si tratta di un emendamento al Disegno di legge sul governo clinico che propone di trasformare gli specializzandi degli ultimi due anni in assistenti con compiti clinici, con assunzione a tempo da parte delle Asl e delle aziende ospedaliere. Questo libererebbe due quinti dei corrispondenti posti per contratti di formazione, permettendoci di aumentare le risorse". L'idea è di 'importare' dagli Usa una figura: quella del 'resident', uno specializzando che ha responsabilità e autonomia clinica. Un'ipotesi che "potrebbe andare in porto rapidamente, al massimo entro ottobre", con l'approvazione del Ddl sul governo clinico. In pratica negli ultimi due anni gli specializzandi sarebbero stipendiati dalle strutture sanitarie in cui operano, e i fondi con cui venivano finanziate le loro borse di studio servirebbero per mantenere altri specializzandi, aumentando di fatto i posti disponibili. "Un altro modo per liberare posti sarebbe quello di ridurre da 5 a 4 anni la durata di alcune scuole di specializzazione. Così si recupererebbe un altro 20% di risorse", prosegue Fazio. Con queste misure si potrebbero aumentare le nuove leve arrivando dalle attuali 5 mila unità "a 7.500-8.000", stima il ministro.Le azioni da mettere subito in campo riguardano anche il riequilibrio delle borse di studio: "Oggi sono maldistribuite - riflette Fazio - Bisognerebbe dividere le scuole tra le Regioni a seconda del fabbisogno e anche riequilibrare la distribuzione degli specializzandi a livello interregionale". Fazio è ottimista sul ricambio generazionale dei camici bianchi: "C'è chi avanza preoccupazioni per la futura carenza di laureati in medicina. Noi siamo a quota 9.500, il 30% in più rispetto al 2008. Il Piano sanitario nazionale suggerisce di attestarci su 10 mila. Dunque siamo in linea. Oggi siamo a 4,1 medici per mille abitanti in Italia, contro una media Ocse di 3,3. E anche se ci sarà una diminuzione in futuro, noi dovremmo comunque riuscire a mantenerci sui livelli giusti". Altro aspetto importante su cui lavorare e' quello di una "governance comune fra ospedali e università", continua il ministro. Parità tra le due figure, ospedaliera e universitaria, parità di accesso agli incarichi dirigenziali, norme per il conferimento dei beni patrimoniali e immobiliari e per la gestione degli spazi e delle attività 'in condominio', elenca Fazio. L'integrazione fra ospedali e università potrebbe essere affrontata "nell'ambito dei decreti attuativi interministeriali del ministro Gelmini che ci darebbero la possibilità di ovviare alla situazione non omogenea. Ad oggi non esiste una bozza ne' del ministero dell'Università ne' del ministero della Salute. Ma io penso a un decreto che dovrà contenere norme di principio, a salvaguardia delle autonomie regionali. Proprio per questo l'iter prevede il passaggio obbligatorio in Conferenza Stato-Regioni", conclude.

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