Vince la prevenzione, diminuiscono del 60% i morti nelle culle

Silvio Campione | 20/06/2011 19:36

pediatria lattante alte

Sono 4 le azioni fondamentali per la prevenzione che, insieme alla ricerca condotta anche dall'Istituto Gaslini di Genova, hanno portato dalla fine degli anni '90 ad oggi, nel mondo industrializzato, ad una diminuzione del 60% dei casi di 'morte in culla'.
'Recenti studi - spiega Pasquale Di Pietro, direttore del Dipartimento di Emergenza del Gaslini in occasione del primo corso sulla morte improvvisa del lattante - hanno permesso di escludere alcune morti, individuando nuove malattie, quali difetti dell' ossidazione degli acidi grassi, sindrome di Romano-Ward, tra i reali responsabili dei decessi, precedentemente attribuiti alla Sids (Sudden Infant Death Syndrome)'.
Importantissimi i 4 punti su cui si basa la prevenzione: - Far dormire il neonato sulla schiena, mai a pancia sotto ne' di fianco. Il materasso deve essere rigido e senza cuscino.
 

Vietata la condivisione del letto matrimoniale; - Evitare il fumo in gravidanza e, alla nascita del bimbo, negli ambienti dove vive; - Non coprirlo troppo e tenerlo lontano da fonti di calore. La temperatura ambientale ideale e' 18-20 C; - Si' al ciuccio nel sonno, ma dopo il 1 mese di vita, evitando edulcoranti.
Una comunicazione omogenea su come prevenire la malattia, dunque e' la chiave per ridurre ulteriormente le morti. Di qui il primo corso, nato presso il 'Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione e lo studio della Sids e dell'Alte' del Gaslini diretto da Antonella Palmieri e rivolto a pediatri, medici di pronto soccorso e 118 ed infermieri. In uscita, in Toscana e Liguria, anche opuscoli, da distribuire presso i centri di nascita e i pediatri, che illustrano le 4 regole. 'Il mio sogno - afferma Palmieri - e' di spiegare la morte in culla gia' nei corsi preparto'.
La Sids, ricordano gli esperti, e' stata classificata come malattia nel 1969. Si verifica in lattanti sani durante il sonno e rimane inspiegata anche dopo indagini comprendenti autopsia, esame delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso. 'Nonostante la sua relativa rarita' - sottolinea l'esperta - solo negli ultimi 5-6 anni, grazie alla prevenzione, non e' piu' la prima causa di morte tra il primo mese ed il primo anno di vita'. In ogni caso il 60% dei bambini morti sono di sesso maschile e l'incidenza, nei paesi industrializzati, e' inferiore ad un caso ogni 1000 nati vivi.
Tra gli obiettivi del futuro la messa a punto di strumenti per valutare la reale incidenza della sindrome in Italia.
'L'autopsia - conclude Palmieri - non viene sempre eseguita ed inoltre le diagnosi sono spesso di comodo. Non esistono, inoltre, studi epidemiologici per la mancanza di centri regionali'.