Intermediazione di mano d'opera: condannata l'Ausl di Bologna

Redazione DottNet | 10/10/2008 19:51

L'Ausl condannata per aver fatto ricorso alla mera intermediazione di manodopera. Il Giudice del lavoro, su ricorso di una dipendente di una cooperativa che aveva stipulato con l'azienda Usl di Bologna una convenzione per educatrici professionali, ha condannato l'Ausl a pagare la differenza tra quanto di fatto percepito dall'educatrice come stipendio dalla cooperativa e l' importo che le sarebbe spettato sulla base del contratto dell'azienda.

L'educatrice, appunto dipendente di una cooperativa, a partire dal '94 e sino al 2004 ha svolto la sua attività al servizio Handicap dell'Usl 28 di Bologna, poi diventata Ausl di Bologna, sulla base di una convenzione stipulata dall'azienda con la coop. Secondo gli avv. Maria Carla Olivieri e Antonio Cenerini, che hanno assistito l'educatrice, la coop ha svolto un ruolo di mera intermediazione di manodopodera. La donna infatti ha svolto le stesse mansioni dei dipendenti Ausl, con stessi orari di lavoro, ed è stata sottoposta al potere gerarchico del responsabile del servizio, con cui doveva concordare ferie e permessi. Il giudice Mauro Dallacasa ha dichiarato un difetto di giurisdizione per il periodo fino al 30 giugno 98, ma per il periodo successivo ha sancito un diritto al risarcimento, visto che pur svolgendo mansioni uguali ai dipendenti Ausl, l'educatrice percepiva una retribuzione più bassa. ''In fatto può dirsi provato - scrive il giudice - che l'appalto intercorsi tra L'Ausl e la Cooperativa aveva ad oggetto mere prestazioni di lavoro''. La cooperativa - sottolinea il giudice - è sempre rimasta estranea allo svolgimento della prestazione lavorativa, il cui contenuto e le cui modalità le erano praticamente sconosciute. La sentenza non è stata appellata e l'Ausl ha già provveduto al risarcimento.

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