Fazio: siamo in sovrannumero come medici. Polemiche sugli specializzandi in corsia. No della Fimmg ai punti salute nelle farmacie

Professione | Silvio Campione | 21/06/2011 20:05

”Adesso in Italia siamo in sovrannumero come medici, siamo una pletora, perché abbiamo 4,1 medici per mille abitanti, contro una media Ocse di 3,3. Con un fabbisogno stimato di 10mila medici laureati l'anno, abbiamo calcolato che questo ci basta a mantenere il turn over giusto per il futuro”. Lo ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, durante un'audizione presso la commissione Sanità del Senato, a proposito del nuovo Piano sanitario nazionale. “Attualmente ci sono 9500 laureati in medicina ogni anno - ha continuato - Ci sarà una flessione, ma essendo noi sopra la media Ocse, non avremo problemi”.''La carenza dei medici c'è, basta girare negli ospedali e nei servizi territoriali'': il responsabile dei medici della Cgil Massimo Cozza risponde così alle affermazione del ministro della Salute sulla disponibilita' dei medici in Italia. ''Prima sembrava che nei prossimi anni sarebbero mancati 17.000 medici ma oggi il Ministro Fazio ha invece affermato che l'attuale soprannumero, 4,1 medici per mille abitanti contro una media Ocse di 3,3, basterà a mantenere il turn over per il futuro'' ha affermato Cozza. ''Ma la realtà quotidiana è di ospedali e servizi territoriali pubblici sempre più sguarniti di personale e di risorse, grazie ad una politica governativa di tagli e di blocco del turn over. I medici sono costretti - spiega il sindacalista - a fare sempre più straordinari, a rinviare le ferie, e troppo spesso non riescono più a garantire i livelli essenziali di assistenza, peraltro fermi da un decennio. Basta girare negli ospedali e nei servizi territoriali pubblici per registrare i disagi di medici e cittadini. E la preannunciata manovra economica del Ministro Tremonti, che da indiscrezioni giornalistiche potrebbe colpire ancora una volta la sanità con 6 miliardi di tagli, rischia di essere devastante per tutti''.

"Bisognerà lavorare comunque - ha replicato il Ministro - soprattutto per una riforma delle scuole di specializzazione, che sono insufficienti e disomogenee nella loro distribuzione”. Sull’argomento interviene anche il Tribunale del malato: "La carenza dei medici è un problema reale e dunque ci preoccupa – specifica la coordinatrice Francesca Moccia - e dunque è giusto pensare a soluzioni che affrontino anche il tema del ricambio generazionale, e in questo senso la proposta di spostare i medici specializzandi nelle Asl e nelle aziende ospedaliere è legittimo, ma resta il nodo centrale del blocco del turn over e non si può pensare di risolverlo in questo modo". "La proposta di Fazio è legittima ma non si può pensare di risolvere il problema della carenza dei medici e del blocco del turn over solo con i contratti dei medici specializzandi – dice  Francesca Moccia -. E poi resta aperta la questione sicurezza per i pazienti se gli specializzandi non vengono affiancati da medici esperti in modo tale da poter garantire una corretta qualità dell'assistenza, che alla fine è la cosa che ci interessa di più". L'Anaao-Assomed invece "concorda" con le proposte avanzate dal ministro della salute, Ferruccio Fazio. Secondo il sindacato dei dirigenti medici, infatti, "contrattualizzare gli ultimi anni di formazione vuol dire anticipare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con benefici previdenziali, normativi e professionali". E giusta, aggiunge l'Anaao, è anche "la ricerca di una governance comune tra ospedale ed università a partire però da regole condivise che valorizzino il ruolo formativo dei medici e dirigenti sanitari del Ssn difendendone spazi e carriere. Alle parole devono però - conclude il sindacato - seguire fatti capaci di rispondere alle attese della società nei confronti del sistema integrato didattica-ricerca-assistenza". Su questo punto  Massimo Cozza si dimostra d'accordo ma con i dovuti limiti: “Siamo favorevoli alla formazione dei medici specializzandi nelle asl e nelle aziende ospedaliere ma a patto che tutto questo non venga fatto per colmare un vuoto d'organico creato da un irresponsabile blocco del turn over". "Senza dimenticare - aggiunge Cozza - che ci sono 8mila medici precari in attesa di stabilizzazione. Quindi noi appoggiamo la proposta del ministro se questa non sarà usata come un grimaldello per riempire i vuoti d'organico per altre vie". Come altre priorità presenti nel Piano sanitario nazionale 2011-2013, Fazio ha indicato “il rilancio della prevenzione, l'implementazione, già in corso, di un nuovo percorso assistenziale nei punti nascita, e della tutela dell'età senile, la copertura vaccinale, la riorganizzazione della diagnostica per immagini e della medicina di laboratorio, e la trasformazione delle reti di trapianto in reti di grave insufficienza d'organo”. Ma sui punti salute nelle farmacie si apre un altro fronte del no.  “I punti salute”, come abbiamo scritto in passato,  sono speciali postazioni mediche dove sarà possibile effettuare esami di base a prezzi più accessibili del ticket, e sorgeranno all'interno delle farmacie nelle zone di maggiore affluenza, come centri commerciali, supermercati, autogrill. Si tratta di servizi di cura e assistenza realizzati dai medici di medicina generale per migliorare la qualità della vita dei pazienti che, però, trovano in disaccordo le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale Fimmg Napoli (Federazione italiana medici di medicina generale) e Comegen Campania (Cooperativa medici di medicina generale), che contestano i metodi organizzativi adottati per realizzarli. Ma anche da altre regioni ci giungono notizie in tal senso, ovvero sulle difficoltà oggettive che potrebbero esserci per l’organizzazione. Luigi Sparano, segretario provinciale della Fimmg Napoli, esprime “disagio e dissenso”  da parte della categoria dei medici di famiglia che, “da sempre riveste un ruolo di attore privilegiato della medicina di iniziativa e di garante delle cure primarie”. “Vogliamo evidenziare il rischio - afferma Sparano - che il coinvolgimento dei medici di medicina generale in un percorso di 'analogia di ruolo', rispetto ai compiti previsti nella convenzione, possa determinare una condizione di incompatibilità di ruolo di medico convenzionato e di conflitto con il servizio sanitario nazionale, oltre che un comportamento ai limiti della deontologia professionale”. “La FIMMG, non può ritenere tali punti salute, così come organizzati, 'una garanzia per la tutela della universalità ed accessibilità delle cure per tutti i cittadini, non può tollerare percorsi che tendono a sostituire i 'Medici di Fiducia' nel raggiungere obiettivi di prevenzione e promozione della salute”, dice Sparano. La FIMMG esprime “preoccupazione per iniziative che alimentano il presupposto di una maggiore spesa sanitaria inappropriata e duplicata ai danni degli stessi cittadini e del SSR (Servizio Sanitario Regionale)' e 'manifesta perplessità nell'evidenziare interessi esterni al servizio sanitario nazionale, di altri soggetti erogatori di cure, in una Regione tra l'altro con la minore spesa privata da parte dei cittadini”. Per Sparano occorre  allertare cittadini e le organizzazioni per la tutela dei cittadini e malati cronici e istituzioni 'su ipotesi di sviluppo di interessi privati in conflitto con il servizio sanitario nazionale. “I punti salute nascono nelle città e nei piccoli centri, dove presumibilmente il farmacista è presente nello stesso quartiere o nello stesso rione del medico di famiglia - ha dichiarato Giovanni Arpino, presidente Simg e Comegen - così il passaggio dei dati sarà più semplice e veloce. Il medico di medicina generale dunque rimarrà il leader indiscusso degli istituti disciplinari riguardanti la prevenzione primaria e l'educazione alla salute, e utilizzerà i punti salute come supporto alla medicina d'iniziativa. Sarà quindi lui stesso a selezionare tra la sua popolazione di assistiti apparentemente sani i soggetti a rischio, soprattutto per malattie cronico- degenerative come le malattie cardiovascolari. E' evidente che tutta la complessa questione prima di arrivare al suo naturale e corretto svolgimento, dovrà essere sottoposta al vaglio di ulteriori riflessioni con tutte le istituzioni che rappresentano nel servizio sanitario la medicina generale, e in primis con le organizzazioni sindacali affinché la realizzazione di questo percorso, venga effettuato nel rispetto delle norme contrattuali etiche e legislative vigenti. Un'ultima riflessione deve essere dedicata alla prevenzione secondaria, ovvero alla prevenzione degli eventi che complicano alcune malattie di base (come l'infarto nei soggetti ipertesi o diabetici) o la prevenzione dei tumori. Tali provvedimenti sono senz'altro esclusi dalla competenza dei punti salute e rientrando nei livelli essenziali di assistenza (lea) sono e rimangono di esclusiva competenza del medico di medicina generale e delle altre figure sanitarie dell'area dell'assistenza primaria'.

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