Audizione Enpam: controlli più razionali. Resta l’incognita a trent’anni. Pd: occorre prudenza negli investimenti

Previdenza | Silvio Campione | 22/06/2011 17:34

E’ proseguita l’audizione della Fondazione Enpam presso la Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali. I rappresentanti della Cassa dei medici e degli odontoiatri hanno confermato l’impegno dell’Enpam nel raggiungere l’equilibrio dei 30 anni, che non c’è ancora non perché i conti della Fondazione siano peggiorati (sono anzi migliorati) ma perché la politica nel 2007 ha cambiato le regole. I vertici della Fondazione condividono pienamente i richiami della Commissione alla massima prudenza negli investimenti. A questo proposito, proprio venerdì 24 giugno il consiglio di amministrazione dell’Enpam approverà un nuovo modello ispirato da un lavoro del professor Mario Monti, International advisor di Goldman Sachs.

 Inoltre, L’Enpam si è già detto favorevole a un nuovo e più razionale sistema di controlli. Iniziative di questo genere, a garanzia delle pensioni degli iscritti, sono nell’interesse degli stessi amministratori. La Cassa dei medici e degli odontoiatri sottolinea comunque che, contrariamente a quanto affermato in una nota dal presidente Giorgio Jannone, l'Enpam non ha affatto subito “ingenti perdite”. Al contrario, così come è stato chiaramente confermato nel corso dell’audizione, il rischio legato a titoli derivati, acquistati prima della grande crisi economica del 2008, è stato ridotto e attualmente riguarda una porzione limitatissima del patrimonio (circa il 2,5%), con tendenza a ulteriori miglioramenti. Il problema, così come affermato dal senatore Giuliano Cazzola, è semmai nella tenuta dei conti a 30 anni e di questo la Fondazione è ben consapevole da tempo e metterà in atto tutti i correttivi necessari. In questo senso l’Enpam chiede al Governo e al Parlamento di riconoscere la sua peculiarità, in quanto le entrate della Cassa dei medici derivano per due terzi da convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale, il cui rinnovo è attualmente bloccato. Il regime di convenzione fa anche sì che i camici bianchi – a differenza degli altri professionisti - non potranno beneficiare di contributi integrativi a carico del cliente, come previsto dalla legge Lo Presti approvata pochi giorni fa. La Fondazione chiede quindi che le sia concesso un regime transitorio per raggiungere i previsti 30 anni di equilibrio con riforme graduali che non penalizzino la categoria dei medici e degli odontoiatri. L'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e odontoiatri (Enpam) garantisca la tenuta del sistema. Lo dicono in una nota i deputati del Pd, componenti della Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali, Carmen Motta vicepresidente della stessa commissione, Giulio Santagata e Giuseppe Beretta. "Nell'audizione odierna dei vertici dell'Enpam, presso la Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali abbiamo ribadito che, pur nel rispetto dell'autonomia delle casse privatizzate, le stesse svolgono un ruolo di interesse dovendo garantire la sostenibilità del sistema per assicurare le pensioni ai propri iscritti; abbiamo inoltre richiesto estrema prudenza negli investimenti di carattere finanziario, tenuto conto che nel recente passato sono state operate scelte con alto profilo di rischio che hanno comportato perdite rilevanti e la esigenza di ristrutturazione degli investimenti particolarmente onerose. Auspichiamo che l'Enpam operi nell'interesse dei propri associati e torni ad essere in condizione di garantire la sostenibilità di lungo periodo operando con maggiore trasparenza a tutela delle prestazioni previdenziali soprattutto per le nuove generazioni". Clicchi qui per essere informato 

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