Massimo Scaccabarozzi è il nuovo presidente di Farmindustria

Silvio Campione | 23/06/2011 18:51

Farmindustria, riunita mercoledì sorso a Roma in Assemblea, ha eletto con una maggioranza del 90% Massimo Scaccabarozzi nuovo Presidente per il biennio 2011-2013 che prende il posto di Sergio Dompèche ha presieduto per 6 anni l'associazione degli industriali del farmaco. Scaccabarozzi, milanese, 51 anni, laureato in Farmacia, èPresidente e Amministratore Delegato Janssen-Cilag e Presidente della Fondazione Johnson & Johnson. Ha svolto diversi incarichi nel mondo associativo ricoprendo le cariche di Presidente IAPG (Italian American Pharmaceutical Group), Vice Presidente di Farmindustria con delega ai rapporti Aifa e Coordinamento del Gruppo Biotecnologie, Componente della Commissione Direttiva Assobiotec.

 Nel corso dell'Assemblea è stata ricordata la figura di Claudio Cavazza - tra i fondatori di Farmindustria - ''per la sua cultura raffinata e la capacità di cogliere in anticipo i grandi mutamenti di scenario in Italia e nel mondo''.L'Assemblea associativa ha, inoltre, nominato il Comitato di Presidenza composto da cinque Vice-Presidenti: Lucia Aleotti (Menarini), Maurizio de Cicco (Roche),Francesco De Santis (Italfarmaco), Daniel Lapeyre (Sanofi) Emilio Stefanelli (Istituto Biochimico Nazionale Savio) Del Comitato di Presidenza fanno parte anche: Pierluigi Antonelli (MSD Italia), Nicola Braggio (Astrazeneca) Alberto Chiesi (Chiesi Farmaceutici), Luc Debruyne (GlaxoSmithKline), Ugo Di Francesco (Sigma Tau), Giorgio Rende (ICI Rende). Come è consuetudine, Scaccabarozzi ha affidato al Sole24ore la sua prima intervista:  “Siamo l’impresa innovativa per antonomasia, lo vantiamo e ne andiamo orgogliosi”. Il neo presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha l’intenzione di ribadirlo e rivendicarlo nel corso del suo mandato, chiedendo “con forza che sia riconosciuta la nostra capacità di esportare, che è un primato assoluto nel panorama industriale nazionale” e “che non ci siano più discriminazioni nei nostri confronti”, come quelle finora avute con “i tetti di spesa, che solo noi abbiamo in sanità”, con “i tagli ripetuti”, con la “burocrazia”, con l'“instabilità regolatoria” e il “mancato rispetto dei principi fondamentali di fondo della competitività industriale, come la tutela del marchio e della proprietà intellettuale”.
Per questo Scaccabarozzi pensa che il farmaco “non debba essere al centro della prossima manovra e auspichiamo che non accadrà”. Sarebbe “un’altra penalizzazione. Non più sopportabile anche per chi, nonostante tutto, in questi anni ha cercato di resistere e di continuare a credere in questo Paese”.
 Incoraggiato da “una squadra coesa e compatta” e dalle due “forti” vice presidenze di Daniel Lapeyer ed Emilio Stefanelli, che “mi affiancheranno con deleghe molto ampie per la governance politica e per la direzione politica dell’associazione”. “Abbiamo davanti due grandi sfide – racconta Scaccabarozzi al Sole 24 Ore -, l'una legata all'altra: la sostenibilità della spesa sanitaria, e non solo di quella farmaceutica come da troppo tempo avviene, in uno Stato federalista. Poi, è chiaro, dentro queste sfide c'è tutto quanto riguarda più direttamente l'industria, la sua capacità di produrre e di innovare”.
Sfide da affrontare in un contesto che “ha sempre penalizzato il settore farmaceutico” e che dovrà fare i conti con una governance sempre più territoriale, “come impongo gli scenari che abbiamo davanti con le Regioni, che in uno Stato federalista avranno un ruolo sempre più decisivo”. Per il neo presidente di Farmindustria, oggi per le imprese del farmaco “ci sono delle opportunità, ma solo se realmente c’è il valore di riconoscere al nostro settore il valore che esprime e che rappresenta”. Un aspetto, questo, che il precedente presidente di Farmindustria, Sergio Dompé, “ha fatto moltissimo per valorizzare”, afferma Scaccabarozzi aggiunge che la sua sarà una presidenza nel segno della “continuità con la presidenza precedente, che ha portato l’associazione a livelli di conoscenza, di presenza e di rispettabilità assoluti”.
 

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