Parafarmacie, continua il dibattito. Antitrust: pericolosi tentativi legislativi di chiusura del mercato

Silvio Campione | 22/06/2011 18:07

Dibattito sempre acceso sulle liberalizzazioni delle farmacie. Stamane, nella sua relazione annuale il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala' ha denunciato ''pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori'' tra cui ''le farmacie''. Immediata la reazione del Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e di Federfarma. ''Gli interventi urgenti dell'Antitrust - afferma l'Mnlf - sui provvedimenti legislativi tesi a cancellare le parafarmacie e la tenacia con cui si tenta di fare marcia indietro sulle liberalizzazione, mostra come la 'cultura' della libera concorrenza sia difficile da affermare in Italia''.

 In particolare l'Mnlf ricorda che ''l'Associazione dei titolari di farmacia spinge perche' sia approvato in Senato il ddl Gasparri-Tomassini che non porterebbe alcun miglioramento alla distribuzione del farmaco, ma restringerebbe ulteriormente la concorrenza in un settore tra i piu' blindati in assoluto''. E conclude: ''gli interventi dell'Antitrust sulla distribuzione dei farmaci da banco hanno permesso un risparmio di 73 milioni di euro. Se fosse consentito di allargare alle parafarmacie la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta (fascia C) il risparmio arriverebbe a 700 milioni di euro con un calo dei disoccupati, la nascita di nuove aziende e nuove entrate per lo Stato''. Secondo la presidente di Federfarma nazionale Annarosa Racca, invece, l'attivita' di Antitrust di quest'anno non ha interessato le farmacie che, anzi, sono state al centro di fonti di risparmio. ''Ci sono stati risparmi per 73 milioni relativi ai farmaci da banco - ricorda - e 280 milioni per il latte in polvere per l'infanzia''. ''E' grazie alla farmacie - continua - che e' stato creato il Neolatte un latte in polvere dai costi contenuti che oggi e' piu' venduto''. Secca anche la replica alle affermazioni del Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che chiedono il blocco del ddl Gasparri-Tomassini sulla liberalizzazione delle farmacie: ''il farmaco - afferma Racca - e' salute, non un bene di consumo e quindi va protetto. Non e' detto che l'aumento dei punti vendita sia un vantaggio per il cittadino perche' diminuirebbero i controlli''. E poi sottolinea: ''i medicinali in fascia C hanno un prezzo fisso per legge uguale su tutto il territorio''. Risale a settembre del 2000 la prima volta in cui ddl Governo ipotizzo' di togliere il monopolio delle farmacie per la vendita dei medicinali da banco. Obiettivo: allargare la vendita ad alcuni specifici esercizi commerciali a patto che la responsabilita' del reparto di vendita sia affidata ad un farmacista. A stabilire la svolta nel settore e', nel 2006, il decreto Bersani che liberalizza la vendita dei farmaci da banco nelle parafarmacie e nella grande distribuzione. Il dibattito torna acceso nel 2008, quando viene proposto il ddl Gasparri/Tomassini che punta al riordino del servizio farmaceutico, andando pero' contro alle parafarmacie. Le liberalizzazioni sono fonte di benefici per i consumatori e necessitano di un adeguato rilancio. E' quanto afferma Coop, prima catena della grande distribuzione in Italia, commentando la relazione del presidente dell'Antitrust, Antonio Catricala', che ha denunciato "pericolosi tentativi di chiusura di mercati" in alcuni settori tra cui le farmacie. Coop ricorda che, per quanto riguarda il settore dei farmaci, dal 2006 ad oggi "sono 102 i corner salute aperti in altrettanti punti vendita in tutta Italia, in questi corner sono stati assunti e lavorano oltre 300 farmacisti, mediamente le diminuzioni di prezzo si attestano su un -27% rispetto agli stessi medicinali venduti nel circuito delle farmacie arrivando al 67% in meno quando si ha a che fare con i due farmaci a marchio Coop. ''Registriamo soltanto benefici dalla liberalizzazione e non possiamo che concordare pienamente con la posizione espressa oggi dal Presidente dell'Antitrust - spiega Vincenzo Tassinari, presidente consiglio di gestione di Coop Italia - Non c'e' motivo per arretrare su un'esperienza assolutamente positiva che ha anche rivelato la maturita' di comportamento dei cittadini consumatori che hanno sempre effettuato acquisti corretti e consapevoli. Mettere un farmaco in un circuito diverso da quello delle farmacie ha significato allargare il servizio, diminuire i prezzi, creare lavoro senza generare abusi". Il problema, aggiunge Tassinari, "e' ora non arretrare, ma rilanciare sul tema. Per questo noi siamo favorevoli a un ampliamento della liberalizzazione ai farmaci di fascia C, ovvero i farmaci a carico del cittadino. Crediamo che anche questa iniziativa possa generare un miglioramento del servizio offerto e possa contribuire a generare ulteriori risparmi a favore delle famiglie". Quanto ai dati relativi al latte in polvere, Tassinari ricorda che "era il 2004 quando Coop ha lanciato il suo latte a marchio al prezzo di 9 euro al litro, un prezzo allora introvabile in Italia diversamente dal resto dell'Unione Europea generando cosi' un'azione calmieratrice del mercato, spezzando dei monopoli e provocando effetti emulativi".

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