Governo clinico, la Commissione chiude. No dai sindacati: Anaao, non saranno i medici a dover pagare i debiti pubblici

Redazione DottNet | 24/06/2011 10:35

Rush finale in commissione Affari Sociali per il ddl sul governo della sanita' pubblica, che giace in commissione da un anno, dopo un primo tentativo fallito di portarlo in Aula la scorsa estate. E mentre il relatore, Domenico Di Virgilio, che deve dare i pareri sul centinaio di emendamenti presentati al testo, apre ad alcune modifiche proposte dall'opposizione, è secca la bocciatura del provvedimento da parte dell'intersindacale medica, che lo bolla come 'inutile' proprio perché 'non risponde minimamente' alle esigenze degli operatori sanitari.

Il ddl a giugno 2010 era tornato in commissione dopo che la maggioranza era andata sotto su alcuni emendamenti proposti dal Pd, anche in seguito alle rimostranze della Lega, secondo la quale il testo in alcuni punti non rispettava l'autonomia decisionale delle Regioni in materia sanitaria. E se con il Carroccio sarebbe stato trovato un punto d'intesa, resta lontana la condivisione del testo da parte delle opposizioni, ma anche dei sindacati di categoria. Alcune settimane fa, infatti, l'intersindacale 'unita', come sottolineano gli stessi sindacati, aveva inviato alla commissione, al relatore, e anche ai responsabili sanità dei partiti, un duro documento in cui si fa presente che 'i presupposti e gli obiettivi che rendono utile e necessario' il provvedimento, come 'una più netta separazione tra sanità e politica, nuovi equilibri tra valori professionali e logiche organizzative, nonché la ridefinizione di ruolo e responsabilità del medico' sono completamente disattesi. 'E' curioso - sottolinea Costantino Troise, presidente dell'Anaao, il principale sindacato dei medici ospedalieri - che si continui a dire che così si va incontro alle nostre esigenze, quando noi non vediamo proprio come'. Ora 'speriamo che con gli emendamenti si riesca a modificare il testo non tanto in quello che c'è, ma in quello che manca'. Con queste norme, aggiunge Massimo Cozza, segretario della Fp-Cgil medici, 'si esalta la monocrazia' dei dirigenti d'azienda, che già 'si sentono dei piccoli Marchionne e si dimenticano che non sono direttori generali di aziende private ma sono chiamati a tutelare un bene comune fondamentale, quale è la salute dei cittadini'. Peraltro, 'è assurdo che per la selezione dei direttori di struttura complessa, come delle altre figure apicali, si preveda la scelta non del più bravo' ma del 'più gradito al direttore generale in una terna'. Altra nota dolente quella dell'intramoenia allargata, cioè della possibilità per i medici di praticare la libera professione fuori dalle mura delle strutture pubbliche. 'Tutti siamo d'accordo che quel passaggio si debba stralciare' aggiunge Cozza, sottolineando che il provvedimento prevede 'addirittura che le strutture pubbliche possano non attivare proprio l'attività intramuraria' determinando una 'virata' obbligata per chi voglia esercitare la libera professione proprio verso le strutture private. Dello stesso parere il Pd, che ha presentato circa metà delle richieste di modifica arrivate sul tavolo di Di Virgilio. Il relatore domani illustrerà la sua posizione ai deputati e si è detto orientato a dare 'parere favorevole a una ventina di emendamenti, migliorativi del testo', compresi 'alcuni dell'opposizione'. Fermo restando che l'obiettivo è quello di riportare in Aula prima della pausa estiva un testo 'che sia condiviso con chiarezza da tutte le componenti della maggioranza'. Intanto l'Anaao Assomed promette battaglia in difesa delle 'tasche' dei medici italiani. Il Consiglio nazionale dell'Associazione respinge con forza l'ipotesi che siano "ancora una volta" i medici e i dirigenti sanitari del Ssn a pagare i conti della finanza pubblica. "Categorie - spiega il sindacato in una nota - gia' duramente colpite dalla manovra dello scorso anno, penalizzate gravemente dal congelamento delle retribuzioni, dal prosciugamento dei fondi contrattuali, dal blocco della contrattazione nazionale per il triennio 2010-2013 e dal prelievo forzoso sulla retribuzione, non accetteranno senza reagire l'ennesimo colpo".
Per l'Anaao Assomed, "una indegna campagna mediatica, alimentata da dati falsi e distorti sui privilegi del pubblico impiego, viene usata come apripista per permettere al Governo di continuare ad utilizzare il settore come bancomat". Per il Consiglio nazionale, i lavoratori pubblici del Ssn e i dirigenti medici e sanitari dipendenti, "non sono soggetti privilegiati" nemmeno sul piano economico, "se e' vero - spiega l'Associazione - che l'indice Istat recentemente comunicato testimonia come nell'ultimo anno l'incremento retributivo dei lavoratori del Ssn sia stato dello 0,3%". Secondo l'Anaao Assomed, cio' che emerge e' invece "il peggioramento delle condizioni di lavoro dei medici e dirigenti sanitari, alimentato dal progressivo impoverimento delle piante organiche strette nella tenaglia del blocco del turnover e dell'esodo pensionistico. Il risultato ultimo e' un ulteriore ostacolo all'attivita' professionale dei dirigenti sanitari, motivo di frustrazione e disaffezione per il sistema con il conseguente rischio di compromettere in modo grave e pericoloso il diritto alla salute dei cittadini, diritto costituzionalmente garantito".Nel mirino dell'Anaao Assomed anche il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. "Il Consiglio nazionale - si legge - respinge con forza al mittente l'ennesimo insulto che il ministro rivolge ai lavoratori precari ricordando che il lavoro precario dei medici rappresenta la grande ingiustizia perpetrata da una classe politica incapace che nega i diritti ed incoraggia gli abusi. La lotta contro il precariato - aggiunge l'Associazione - costituisce una assoluta priorita' nella politica sindacale dell'Anaao Assomed affinche' siano riconosciuti a questi medici diritti e tutele".
Il Consiglio nazionale ritiene inoltre "indispensabile" impegnare tutta l'Associazione in una discussione sul ruolo del sindacato di fronte ai profondi mutamenti d'assetto che interessano il Ssn. "Il ruolo centrale del medico, le sue competenze, le sue aspirazioni professionali, la sua dignita' sono gli elementi che l'Anaao Assomed considera le fondamenta della sua esistenza e costituiscono la prima linea della sua azione. Di fronte a cambiamenti strutturali il Consiglio nazionale ritiene necessario un rilancio di iniziativa sindacale fatto anche di capacita' di innovazione e superamento di un pluralismo sindacale spesso competitivo e conflittuale, elemento di intrinseca debolezza della categoria".
Il Consiglio nazionale promette quindi battaglia e invita ad intraprendere "tutte le iniziative ritenute necessarie per contrastare l'annunciato attacco alle condizioni economiche e normative della categoria attraverso la manovra economica 2011-2014 che il Governo si prepara ad approvare".
 

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