Specializzandi in corsia: molti sì (anestesisti, pediatri e Sigm) e qualche no (Fials-universitari)

Silvio Campione | 23/06/2011 18:59

L'Aaroi-Emac, l'associazione che rappresenta i medici specialisti in Anestesia e Rianimazione, si dice favorevole alla proposta del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, di impiegare specializzandi con contratti a tempo per lavorare in corsia con compiti e responsabilità cliniche durante gli ultimi due anni della Scuola dispecializzazione, facendo così fronte alla carenza di medici. Il parere favorevole dell'associazione, afferma il presidente nazionale Vincenzo Carpino, deve essere però"preceduto da un'adeguata riscrittura del protocollo di intesa Università-Regioni con una revisione degli istituti formativi che devono essere riconosciuti anche ai medici ospedalieri per l'attività di formazione loro affidata sul campo; la didattica deve essere integrata all'assistenza e non viceversa".

Secondo Carpino, l'inserimento anticipato degli specializzandi nel mondo del lavoro "deve essere guidato da medici ospedalieri esperti, in qualità di tutor, per superare le insicurezze professionali ed i timori medico legali dei colleghi chiamati ad un lavoro altamente rischioso. La contrattualizzazione degli ultimi anni di formazione, infine, comporterebbe anche benefici previdenziali"."Condivido completamente la proposta del ministro Fazio, un'ipotesi che ho personalmente già avanzato in piùdi una occasione e che sottoscrivo con profonda partecipazione". Queste le parole di Giuseppe Mele, presidente della Fimp, sindacato dei pediatri di libera scelta:"Questa ipotesi ci trova favorevoli per molte ragioni- ha proseguito Mele- prima di tutto amplierebbe nel tempo il numero degli specializzandi, attualmente ristretto a cifre davvero esigue per molte specialità, pediatria compresa, con conseguente sofferenza nei confronti delle necessitàdella popolazione; aiuterebbe a raggiungere l'obiettivo di un sensibile contenimento dei costi, dopodichémetterebbe il nostro Paese allo stesso passo delle altre nazioni occidentali, dove le specialitàin 4 anni sono ormai una consuetudine; infine permetterebbe alla comunitàdei giovani medici di uscire piùvelocemente dal limbo pre-professionale, per confrontarsi in tempi piùbrevi con l'ingresso nel mondo della professione vissuta".Nella speranza che la proposta anticipata da Fazio possa concretizzarsi in tempi brevi, il presidente della Fimp ha auspicato un'attenzione concreta da parte di tutti i soggetti coinvolti, tra cui il ministero dell'Universitàe della Ricerca scientifica, affinché"l'ipotesi, che fa parte delle spinte concrete e positive per un rinnovamento della professione sanitaria italiana, non rimanga su carta, ma divenga realtà, potendo contare anche sul supporto dei sindacati e delle associazioni mediche italiane".“Guardiamo con interesse e siamo aperti al dialogo di fronte al prospettarsi di innovazioni normative che valorizzino il ruolo dei Giovani Medici nel Ssn, a partire dal periodo cruciale della formazione medico specialistica, al pari di quanto già avviene negli altri Paesi EU”. Così il Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm) interviene sulla proposta del ministrodella Salute, Ferruccio Fazio. Ma a patto che, aggiunge la Sigm, “prima ancora di un riconoscimento economico e previdenziale, vi siano tutele medico legali ed una formazione che li renda realmente autonomi, al pari di quanto avviene ad esempio in Francia dove la figura dell’assistente in formazione è posta nelle condizioni di erogare prestazioni ottimali sotto la guida di tutor ed a garanzia degli utenti”.La Sigm auspica inoltre che le riforme annunciate “non siano il frutto di necessità contingenti di carattere economico e di una volontà di sopperire artatamente alle carenze negli organici senza ricorrere a nuove assunzioni, ma rientrino in un serio progetto di rivisitazione dell’attuale sistema formativo pre e post lauream di medicina, anche in funzione del mutato bisogno di salute che richiede l’implementazione di un modello organizzativo-assistenziale integrato ospedale-territorio, a cui dovrebbero corrispondere idonei percorsi formativi integrati tra Università, ospedali e territorio”. In ogni caso, ogni riforma dovrà essere discussa con “l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale, Università e Salute, in cui siano coinvolti tutti i portatori di interesse, a cominciare dalle associazioni rappresentative della categoria, in modo da definire obiettivi, modalità e tempi di applicazione di un’opportuna riforma del sistema vigente, che va programmata e concordata con i destinatari della stessa e non può essere accettata a scatola chiusa”. I Giovani Medici propongono che si realizzi una “reale implementazione” della rete formativa delle Facoltà Mediche e delle scuole di specializzazione di area sanitaria, al fine di garantire una formazione “pienamente professionalizzante”. Inoltre, il Sigm propone l’istituzione di Osservatori Regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici perché “è sempre più necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente col bisogno di salute e che abbia capacità di adattarsi all’evoluzione continua del dato epidemiologico rilevato”.Police verso invece da parte dell'L'O.S. FIALS Medici Universitaricheha letto con preoccupazione e stupore le proposte del Ministro della Salute Lo ha dichiarato il segretario regionale laziale del sindacato FIALS Medici Universitari prof. Antonio Sili Scavalli. La FIALS Medici Universitari ricorda che 'nelle strutture sanitarie pubbliche si sarebbe potuto accedere previa procedura concorsuale solo avendo giàconseguito il titolo di specialista'. Quanto proposto dal Ministro 'potrebbe essere poi in contrasto con quanto prevede l'Unione Europea sul percorso formativo dei medici specializzandi'.Sili Scavalli sostiene, invece, 'che il Ministro avrebbe dovuto proporre un'adeguata remunerazione per gli specializzandi per tutto il loro percorso formativo; trovare risorse per sanare il precariato medico in tutte le ASL e le Aziende ospedaliere; trovare risorse per garantire le assunzioni dei dirigenti medici a tempo indeterminato; impedire le assunzioni di medici in violazione dei vigenti CCNL, senza avviso pubblico e con contratti atipici'. Per la Fials la proposta del ministro 'crea un'altra sotto forma di precariato'.

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