Cursano, fa il punto sulla pubblicità in Italia vige decreto vetusto, direttiva Ue ancora in discussione

Redazione DottNet | 27/06/2011 16:54

Internet è ancora una 'area grigia' nella legislazione italiana ed europea che regola la pubblicità sui farmaci ai pazienti, da parte delle aziende che producono medicinali.Parola di Roberto Cursano, avvocato dello studio professionale associato Baker & McKenzie, che a Roma durante il convegno 'La comunicazione verso i cittadini in sanità', organizzato da Business International, ha fatto il punto della situazione sulle norme vigenti in materia nel nostro Paese e su quelle di riforma in discussione a livello europeo. Cursano, che ha seguito varie industrie in questo settore, ha ricordato che "in Italia vige ancora oggi il decreto legislativo 219/2006, che ha recepito una direttiva europea del 2001.

Una norma vetusta, dunque, che non tiene conto soprattutto del grande sviluppo del web, negli ultimi 10 anni. Ci sono poi le linee guida emanate dal ministero della Salute nel febbraio 2010, ma solo sui farmaci senza obbligo di ricetta, quelle di Farmindustria e Assobiomedica su internet e la giurisprudenza della Corte di Giustizia Ue. Nel frattempo, in Europa si discute una proposta di direttiva comunitaria sull'informazione al pubblico dei medicinali soggetti a prescrizione medica, che è in continuo divenire e al centro di critiche da parte di vari Paesi, timorosi, soprattutto, che aprire alla pubblicità diretta ai cittadini possa far innalzare la spesa farmaceutica nazionale".

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