Morbo di Crohn, risultati positivi con ustekinumab

Gastroenterologia | Redazione DottNet | 27/06/2011 17:04

L’anticorpo monoclonale ustekinumab può essere un’opzione terapeutica efficace per i pazienti con Morbo di Crohn grave che non rispondono al trattamento con gli inibitori del TNF. E’ quanto riportato in uno studio di fase III presentato a Chicago in occasione della “Digestive Disease Week”. Nello studio, il 39,7% dei pazienti che hanno ricevuto 6 mg/kg di ustekinumab ha mostrato una risposta clinica a sei settimane, rispetto al 23,5% di  quelli che hanno ricevuto il placebo (P=0,005). A otto settimane, il 43,5% dei pazienti in trattamento con 6 mg/kg dell’anticorpo monoclonale ha mostrato una risposta clinica al farmaco, rispetto al 17,4% (P<0,05) dei controlli. Lo studio ha arruolato 526 pazienti con Morbo di Crohn,con punteggio CDAI, utilizzato per misurare la severità della malattia, tra 220 e 450, con una media pari a 324. Tale punteggio indica il grado da moderato a severo della patologia.

La maggior parte dei pazienti presentava la malattia da circa 10/11 anni. Circa la metà dei partecipanti non avevano risposto ai trattamenti precedenti con due o più inibitori del TNF. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere una dose endovena di 1 mg/kg o 3 mg/kg o 6 mg/kg di ustekinumab o placebo. A 8 settimane i pazienti sono stati classificati come responder, se avevano ottenuto una riduzione di almeno 100 punti del loro punteggio CDAI basale, o non responder, se non avevano ottenuto tale riduzione del punteggio CDAI. Dopo la terapia di induzione, i partecipanti sono stati randomizzati al trattamento di mantenimento costituito da 270 mg di ustekinumab o placebo all’ottava settimane e a 90 mg del farmaco o placebo alla sedicesima settimana. Tutti i pazienti sono stati seguiti per 22 settimane. All’ottava settimana, il 18,3% dei pazienti trattati con 6 mg/kg di ustekimumab aveva ottenuto la remissione clinica della patologia, rispetto al 10,6% del gruppo di controllo. La riduzione di almeno 100 punti del punteggio CDAI è stata osservata nel gruppo che aveva ricevuto la dose più bassa del farmaco, a 8 settimane (32,1% per la dose da 1 mg/kg e 31,8% per la dose da 3 mg/kg di ustekinumab; P<0,05 entrambi verso il placebo). A 22 settimane, il 41,7% dei responder a ustekinumab ha ottenuto la remissione clinica ella patologia, rispetto al 27,4% di quelli che hanno ricevuto il placebo. In generale, a 22 settimane,il 69,4% dei pazienti trattati con l’anticorpo monoclonale sono stati classificati come responder, rispetto al 42,5% dei controlli (P<0,001). Sono stati osservati inoltre cambiamenti significativi dei livelli di proteina C reattiva, lattoferrina fecale e calprotectina. Gli eventi avversi sono risultati simili per entrambi i gruppi. Dei pazienti trattati con ustekinumab, lo 0,7% ha sviluppato anticorpi contro il farmaco, ma a bassi livelli. Ustekinumab è un anticorpo monoclonale che ha come target l'interleuchina 12 (IL-12) e l'interleuchina 23 (IL-23), citochine che svolgono un importante ruolo nel sistema immunitario, e che sono coinvolte anche nelle malattie infiammatorie mediate dal sistema immunitario, come il Morbo di Crohn. Il farmaco è attualmente approvato per il trattamento della psoriasi.


Bibliografia: Sandborn W et al "A multicenter, randomized, double-blind, placebo-controlled phase 2b study of ustekinumab, a human monoclonal antibody to IL-12/23p40 in patients with moderately to severely active Crohn's disease: results through week 22 from the CERTIFI trial" DDW 2011; Abstract 592

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