Inaugurato il primo centro italiano per la produzione di radiofarmaci

Redazione DottNet | 27/06/2011 19:41

Li chiamano 'farmaci intelligenti' e sono la nuova frontiera della lotta al cancro. A Meldola, all'istituto dei tumori della Romagna, è in funzione il primo centro italiano in grado di produrre i radiofarmaci secondo le nuove direttive europee che entrano in vigore dal primo luglio, quando cioè il centro romagnolo sarà l'unico in Italia a poter produrre questi particolari medicinali che danno nuove speranze a chi lotta contro il cancro. Il nuovo polo è stato realizzato dall'Irst insieme alla Aaa (Advanced accelerator applications), azienda farmaceutica che a Meldola ha creato un laboratorio dedicato.

Il suo cuore, in una stanza bunker, è il ciclotrone, un macchinario che produce, in totale sicurezza per l'ambiente e per le persone, i radioisotopi che, grazie alla radioattività e all'energia nucleare prodotta, sono in grado di distruggere le cellule tumorali. L'isotopo viene legato a molecole selettive per le cellule tumorali. 'Avviene in pratica - ha spiegato Giovanni Paganelli, responsabile del progetto - ciò che avvenne con il Cavallo di Troia. Fu il cavallo, in questo caso il farmaco tradizionale, a riuscire ad entrare nella città assediata, ma furono poi i soldati che c'erano dentro, ovvero il radioisotopo, a vincere la guerra'. A Meldola, la possibilità di combinare in un'unica sede una radiofarmacia e un centro clinico permetterà di offrire possibilità di cura innovative. 'Il nostro centro - ha spiegato il direttore, Dino Amadori - ormai non si limita piu' a curare pazienti della Romagna, ma è in crescita il numero di persone che arrivano qua da molti parti d'Italia e da alcuni paesi europei'. Il nuovo polo, realizzato grazie ad un investimento di 6,7 milioni, comprende un laboratorio per la produzione di radiofarmaci, la farmacia automatizzata delle terapie chemioterapiche, la diagnostica con il tomografo Pet (diventato ormai fondamentale in oncologia per individuare e conoscere i tumori) e le camere d'infusione delle terapie radiometaboliche per la cura dei tumori rari. All'inaugurazione hanno partecipato il presidente dell'Irst Roberto Pinza, il presidente e l'assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e Carlo Lusenti e, sia pure solo con una telefonata, il ministro Ferruccio Fazio.

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