Manovra, protestano le associazioni di categoria per i tagli ai medici. Fazio frena, ma la Croce Rossa sarà privatizzata. I provvedimenti in sintesi

Silvio Campione | 27/06/2011 21:22

La manovra comincia a delinearsi. E a farne le spese potrebbero essere in larga misura anche i medici del servizio pubblico, come abbiamo pubblicato in anteprima su Dottnet. Una scure che fa tuonare di rabbia Costantino Troise segretario dell’Anaao Assomed: ''Respingere l'ennesima minaccia alla sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale e pubblico ed al lavoro dei suoi dirigenti che garantisce il diritto alla salute dei cittadini''. E' l'obiettivo dell'Anaoo Assomed che proporrà l'avvio di uno stato di agitazione a tutte le sigle sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa riunite a Roma il prossimo 5 luglio.

 E aggiunge Costantino Troise, ''viste le anticipazioni della manovra economica che il Governo si appresta a varare''. ''Con cronometrica puntualità, il Governo torna a prendere di mira la categoria – affermano i vertici dell'associazione  - . Non soddisfatto di avere, solo un anno fa, congelato le retribuzioni, bloccato il contratto per un triennio, prosciugato i fondi contrattuali, peggiorato i requisiti previdenziali, procurando complessivamente un crollo del potere di acquisto delle retribuzioni di circa il 20%, intenderebbe prolungare il blocco contrattuale e retributivo fino al 2014 e tagliare le retribuzioni superiori a 50.000 euro'', mentre ''l'eternizzato blocco del turn over costringerà a riposi sempre più corti, a più straordinari e meno ferie, rubando ogni speranza a 8mila medici precari di lungo corso''. La previsione dell'Anaoo Assomed è che ''se oggi solo 8 Regioni sono in grado di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza, domani più nessuna sarà in grado di erogare le prestazioni sanitarie necessarie''.  "La manovra da 40 miliardi è necessaria, come noto. Per la parte che riguarda la sanità siamo ancora in fase di finale definizione, parleremo a definizione avvenuta". E’ la risposta del ministro della Salute Ferruccio Fazio, dopo le proteste dei medici contro i tagli che sarebbero contenuti nella manovra, che hanno indotto i camici bianchi a preannunciate lo stato di agitazione. Un altro provvedimento introdotto dal provvedimento  è la privatizzazione della Croce Rossa; un’iniziativa mal digerita anch'essa che porterà i dipendenti, già da oggi 28 luglio, in piazza per protestare. Ma vediamo  i punti principali della legge economica, che nonostante il clima incandescente all'interno della maggioranza, va avanti a grandi passi.  Tessera dopo tessera comincia, dunque, a comporsi il mosaico: tre aliquote Irpef - e innalzamento dell'Iva di un punto per le aliquote più alte (10 e 20%). Nel documento di riforma viene anche prevista l'abolizione dell'Irap a partire dal 2014. Se venissero confermate le indiscrezioni, 'i risparmi medi di imposta per le due tipologie di famiglia più diffuse nel Paese oscilleranno tra i 435 e i 573 euro', ha calcolato la Cgia di Mestre. Verso anche la conferma per l'aliquota al 20% per le rendite (fatta eccezione per i titoli di Stato) già dal 2012. Stessa anticipazione al prossimo anno dovrebbe esserci per il bonus figli.

Ecco in estrema sintesi alcune ipotesi circolate:

- RISORSE DA SANITA': Si potrebbero risparmiare dai 5 ai 10 miliardi. Risorse arriverebbero con il federalismo e il passaggio ai costi standard. Ma dal 2013. E lo stesso principio dei costi standard varrebbe per i ministeri. Giro di vite sulla spesa farmaceutica.

- CONGELAMENTO PER IMPIEGO PUBBLICO: Possibile, nuovo, congelamento per gli stipendi pubblici. Taglio del 5% per gli stipendi oltre i 70.000 euro. Blocco del turn over.

 - DONNE IN PENSIONE A 65 ANNI E COLLABORATORI: Aumento dei contributi al 33% per i collaboratori e intervento sull'età di pensionamento di vecchiaia delle donne nel settore privato (portandola gradualmente a 65 anni). Questa misura porterebbe circa 1 miliardo l'anno.

- PENSIONI D'ORO: Possibile un prelievo su quelle che superano di 8 volte il minimo.

- BONUS FIGLI: Dall'accorpamento delle attuali detrazioni arriverebbe un contributo unico per i figli. Un promo passo verso l'introduzione del quoziente familiare.

- FISCO A 3 ALIQUOTE: Tre aliquote Irpef - al 20, 30 e 40% - e innalzamento dell'Iva di un punto per le aliquote più alte (10 e 20%). Viene anche prevista l'abolizione dell'Irap a partire dal 2014.

- SOLO 5 IMPOSTE: Il nuovo sistema fiscale si baserebbe su solo 5 imposte: Irpef, Ires, Iva, Imu e Irap (che scompare dal 2014).

- ICE SOPPRESSO: Soppressione dell'Ice, l'Istituto per il commercio estero. Inizialmente si parlava di accorpamento.

- STUDI DI SETTORE: Proroga a dicembre per gli studi di settore.

- MENO AUTO BLU, STOP VITALIZI, ELECTION DAY: La bozza che circola prevede auto blu con cilindrata al massimo 1600 cc, un'unica giornata elettorale per referendum ed elezioni (l'Election day che avrebbe fatto risparmiare circa 500 milioni), ministri senza voli di Stato. Niente telefono, ufficio o auto di servizio per che scade da incarico pubblico. E neanche pensione o vitalizio. E' escluso il Presidente della Repubblica. Si tagliano anche le dotazioni finanziarie a Senato Camera e organi costituzionali. Ma anche autorità indipendenti. Tagli in arrivo anche ai finanziamenti ai partiti.

- PROCESSI CIVILI: si punta a sfoltire l'enorme arretrato dei processi civili prima della riforma complessiva del settore.

- TAGLI AI MINISTERI: Arriverebbero circa 5-6 miliardi grazie all'adozione del principio dei costi standard.

- TAGLI A COMUNI: la razionalizzazione dei trasferimenti varrebbe circa 3 miliardi. Si alleggerisce il Patto di Stabilità per i più virtuosi.

- RENDITE FINANZIARIE TASSA AL 20%: armonizzare la tassazione sulle rendite finanziarie portandola al 20% dal 2012 (titoli di Stato esclusi). Tassa sulle transazioni finanziarie.

- TAGLIO A FAS: Si attingerebbe nuovamente al Fondo per le aree sottosviluppate per 2,5 miliardi.

- GRANDI OPERE: Si riprogrammano i fondi Cipe per quelle non ancora realizzate.

- GIOCHI: Si potrà puntare il resto del supermercato. Fino ad un massimo di 5 euro.