Embrioni congelati, è boom: dieci volte di più. I numeri in Italia

Silvio Campione | 28/06/2011 19:17

In soli 6 mesi e' aumentato di dieci volte, in Italia, il numero degli embrioni congelati. Un balzo registrato tra maggio e dicembre 2009 e determinato dagli effetti della sentenza del 2009 della Corte Costituzionale che dichiaro' illegittimo ''un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre'' di embrioni. Ma questo e' solo uno dei numeri che descrivono l'andamento della procreazione medicalmente assistita nel nostro Paese. In crescita tutti gli indicatori: numero di coppie, cicli e gravidanze che, nel 2009, hanno portato alla nascita di oltre 10mila bambini, come e' emerso dalla relazione annuale sulla legge 40 del ministero della Salute al Parlamento, presentata a Roma.

 - BOOM EMBRIONI CONGELATI: Il numero di embrioni congelati e' passato da 763 del 2008 ai 7337 del 2009, su un totale di 99.258 embrioni formati. Contestualmente c'e' stata invece una contrazione del congelamento degli ovociti, dove si e' passati dal 12% nel 2008 di prelievi, in cui si congela parte degli ovociti, al 9,9% del 2009. ''La crioconservazione degli ovociti e' una tecnica - commenta Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute - in cui l'Italia e' all'avanguardia, che non presenta problemi etici ne' di possibili contenziosi legali. Sarebbe un peccato se scomparisse''. Un altro degli effetti prodotti dalla sentenza della Consulta e' sul numero di embrioni trasferiti: c'e' stato infatti un 2,6% di trasferimenti di 4 embrioni, cosa prima vietata. Sono inoltre calate le gravidanze trigemine, scese dal 3,4% del 2008 al 2,4% del 2009, e c'e' stato uno 0,1% di gravidanze quadruple. Dai dati presentati si evidenzia infine un aumento del successo delle gravidanze da scongelamento di ovociti, passate dal 10,9% del 2007 al 14% del 2009, mentre e' calato quello delle gestazioni ottenute da embrioni congelati: dal 20,5% del 2008 si e' passati al 17,4% del 2009.

- SEMPRE PIU' MAMME OVER 40: Continua a crescere l'eta' media delle donne italiane che si sottopongono a procreazione medicalmente assistita. Nel 2009 e' stata di 36,2 anni contro i 35,9 del 2008. E ben il 28,2% dei cicli e' stato effettuato su pazienti over40enni. Una fascia d'eta' in cui le percentuali di successo calano drasticamente. Tra i 40 e 42 anni infatti si arriva al 6,9% dei parti e dopo i 43 anni all'1,7%, anche se c'e' una buona parte di queste gravidanze sfugge al follow up e non vengono dichiarate come legate alla pma. Quindi potrebbero essere molte di piu'.

- NUOVE LINEE GUIDA: Le nuove linee guida sulla legge 40 saranno pronte in autunno. Come ha spiegato Roccella ''ci sara' un assestamento in relazione a quanto stabilito dalla sentenza della Consulta e anche in merito all'applicazione del decreto sulla tracciabilita' di tessuti e cellule crioconservati, dunque anche dei gameti''.

- 'PAGELLE' CENTRI: Per avere una maggiore trasparenza sui risultati e la qualita' dei centri in Italia verranno resi noti i dati relativi a ogni centro su numero di cicli effettuati all'anno, tecniche praticate e percentuali di successo. ''Ovviamente nel rispetto della privacy delle coppie - conclude Roccella - Abbiamo ottenuto il via libera del Garante e daremo questi risultati a breve. Una sorta di pagella dei centri''.

Nel 2009 sono venuti al mondo 10.819 bambini con le tecniche di procreazione medicalmente assistita, pari all'1,9% dei bambini nati in Italia. E anche se il 55,1% dei centri e' privato, la maggior parte delle prestazioni e' eseguita nelle strutture pubbliche o private convenzionate. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla relazione annuale sulla legge 40 del ministero della Salute al Parlamento. ''Nel 2009 le coppie trattate sono state 63.840 - spiega Giulia Scaravelli, che gestisce il registro italiano sulla pma presso l'Istituto superiore di sanita' - e i cicli procreativi iniziati 85.385. Sono state ottenute 14.033 gravidanze, ma se ne sono riuscite a monitorare 11.691: da queste, sono nati vivi 10.819 bimbi, di cui 8.043 con le tecniche della Fivet e dell'Icsi''. Rispetto al 2008, sono aumentati i cicli iniziati (+8,8%), le gravidanze ottenute (+12,3%), e i bambini nati vivi (+7,3%). Sono invece calate le complicanze da iperstimolazione ovarica, scese dallo 0,45% allo 0,28%. Per quanto riguarda i parti gemellari, la loro quota e' rimasta costante nel 2009, mentre si e' ridotta quella dei trigemellari, arrivata al 2,4%. Anche se vi sono forti disparita' regionali. Vi sono infatti alcuni centri dove questi rappresentano lo 0% delle gravidanze ottenute (circa il 40% dei centri), uno dove addirittura e' il 18% e il resto si attesta tra lo 0 e il 10%. Ma questa non e' solo l'unica differenza interregionale. Sui 350 centri presenti in Italia, 130 sono pubblici, 27 privati convenzionati e 193 privati. Vi sono alcune realta' piu' virtuose con moltissime strutture pubbliche (circa il 60% del totale al Nord) e altre meno, come al Sud. Le regioni con il minor numero di centri pubblici o convenzionati sono Lazio, Calabria e Sicilia, dove la Calabria conquista l'ennesima maglia nera con una sola struttura del genere. ''C'e' anche da sottolineare - rileva Scaravelli - che molti centri, sia pubblici che privati, fanno pochi cicli in un anno. Alcuni addirittura poco di piu' di 20. Inoltre 150 centri offrono solo tecniche di pma di I livello, cioe' l'inseminazione intrauterina e il congelamento dello sperma''. A livello di costi, aggiunge Giovan Battista Ascone, direttore dell'ufficio tutela salute donna del Ministero, ''ci sono molte differenze: in alcune strutture si paga il ticket, in altre vige il regime di intramoenia ospedaliero e il tempo di attesa puo' variare da 7 giorni a 24 mesi. Il che produce una notevole migrazione interregionale''. Clicchi qui per essere informato.

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