Manovra, giungla ticket: già attivi dal 2007. Fazio, stop all'uso errato dei codici bianchi

Redazione DottNet | 29/06/2011 22:19

L'introduzione di ticket per l' assistenza ambulatoriale e specialistica e per i codici bianchi al pronto soccorso, che dovrebbero scattare dal 2012, secondo la bozza della Manovra, non rappresentano una novità per l'Italia. Nel 2007 la Finanziaria del governo Prodi aveva infatti previsto che ogni anno dovesse scattare un ritocco al rialzo dei costi legati alla specialistica: ad oggi, però, si è sempre trovata una copertura finanziaria. Sui ticket sul pronto soccorso, invece, si è intervenuti ben prima: le Regioni, in quest'ambito, hanno sempre proceduto a 'macchia di leopardo', e si può parlare di una 'giungla' dei ticket con situazioni estremamente differenziate.

Tornano, dunque, i ticket sui pronto soccorso, sia pure annunciati a partire dal 2012, secondo la bozza della manovra finanziaria, ed e' subito polemica.
L'introduzione del ticket sui codici bianchi, 'peraltro gia' presente in alcune regioni' va a 'scoraggiare l'uso inappropriato del pronto soccorso'. A parlare e' il ministro della Salute Ferruccio Fazio spiegando che 'nella manovra e' stato rifinanziato il ticket del 2011 e si e' deciso di reintrodurre, a partire dal 2012, il ticket sui codici bianchi, gia' presente nel 2007'. Questo, ha aggiunto, per 'scoraggiare la inappropriatezza delle prestazioni sanitarie'. I ticket riguarderanno non solo i codici bianchi del Pronto Soccorso ma anche la specialistica ambulatoriale 'due settori di spesa cresciuti esponenzialmente negli anni all'insegna della inappropriatezza e dello spreco'.
Sulla questione si e' scatenata quindi una vera battaglia politica. Il Codacons ha calcolato che il ticket sanitario peserebbe per circa 41 euro a famiglia, secondo le prime stime.
Secondo il presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, il ticket di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso, che piu' colpisce 'i poveri' i quali si rivolgono di piu' alle strutture pubbliche 'e' una tassa sulla poverta''. Per Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera 'e' inaccettabile che il governo introduca una nuova tassa, aumentando i ticket che pagheranno i malati, per coprire il buco di bilancio'.
Condanna dei provvedimenti emersi dalla bozza di manovra economica anche dalla Cgil: 'La spesa sanitaria in Italia e' gia' piu' bassa della media Ue e dei Paesi Ocse. Insistere con i tagli, invece che riqualificare la spesa, vuol dire 'programmare' il disavanzo delle regioni, compromettendo il difficile percorso di risanamento di quelle impegnate nei piani di rientro', hanno detto la segretaria confederale, Vera Lamonica, e il responsabile Politiche della salute, Stefano Cecconi.
Il senatore del Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale Ignazio Marino vede dietro alle misure del ticket e del blocco del turn over 'non solo il controllo della spesa ma anche la volonta' di ferire gravemente il servizio sanitario pubblico per arrivare al 2013 con un servizio inefficiente e a una nuova visione che va verso la sanita' privata' mentre per il presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle regioni, Vasco Errani, la politica del ticket 'in passato ha gia' rivelato la propria inefficacia'. L'Udc parla di misura 'intollerabile' e l'Idv di colpo di grazia alla sanita' italiana.
Misura 'odiosa ed iniqua', infine, per il Tribunale dei diritti del malato secondo il quale e' meglio usare la fiscalita' generale'. Ecco il quadro:

ASSISTENZA AMBULATORIALE - Il ticket sull'assistenza specialistica ambulatoriale che scatterà dal 2012 (10 euro in più per ogni prestazione) stava per essere introdotto già nel 2007, con la Finanziaria del governo Prodi. Fu poi annullato dal Senato in sede di conversione del decreto, 'costando' circa 511 milioni di euro per la cui copertura furono utilizzati 100 milioni del fondo dei debiti pregressi e 411 milioni del fondo di rotazione per le politiche comunitarie. Il ticket sulla specialistica, in realtà, è una norma, prevista appunto dalla Finanziaria 2007, che scatta ogni primo gennaio in assenza di risorse alternative. La copertura fu trovata anche nel 2008, 2009 e 2010 ed anche quest'anno. La compartecipazione alla spesa per le visite specialistiche, secondo l'ultimo rapporto realizzato dall'Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), è prevista da tutte le regioni, con un importo massimo del ticket per ricetta fissato a livello nazionale a 36,15 euro. Importo modificato dalla Calabria (45 euro), dalla Sardegna (46 euro) e dalla Campania, in cui è previsto il pagamento di un ulteriore quota fissa pari a 10 euro. In regioni come Lazio e Molise, poi, sono previste ulteriori quote in base a specifiche prestazioni. Per determinate fasce di popolazione, di patologie e reddito è prevista l'esenzione.

PRONTO SOCCORSO - Diversa, e ancora più complicata, la 'storia' del ticket - pari a 25 euro - per le visite in pronto soccorso in codice bianco, che scatterà sempre dal 2012. Anche questa misura era prevista dalla Finanziaria 2007, peraltro prima della Manovra 2007, 12 regioni applicavano già il ticket. Di fatto il ticket non è mai stato revocato, e "per questo la sua introduzione nella manovra - spiega Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale dei diritti del malato - non rappresenta nulla di nuovo". Ad oggi, secondo i dati diffusi da Agenas, solo la Basilicata non lo applica, mentre la Campania lo ha raddoppiato rispetto a un anno fa. Tra le regioni, in particolare, c'è chi applica solo la quota fissa, c'è chi fa pagare anche altre prestazioni (diagnostiche di laboratorio, strumentali o altre terapie) e chi mette il ticket anche sui codici verdi. Nel dettaglio alcune Regioni (Piemonte, Val d'Aosta, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Sicilia e Sardegna) hanno previsto solo l'applicazione della quota fissa nazionale, 25 euro per l'appunto, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano e in Campania la quota fissa è il doppio: 50 euro. In Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma Bolzano, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Calabria, oltre al pagamento della quota fissa, il cittadino compartecipa alla spesa anche per eventuali prestazioni diagnostiche di laboratorio, strumentali o altre terapie erogate in concomitanza con la visita al Pronto Soccorso.

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