Manovra, il ticket attendeva la riforma. Farmaci e spesa delle aziende, i dettagli del piano

Sanità pubblica | Silvio Campione | 30/06/2011 21:49

''Tassa di scopo'' o ''contributo'' di sistema, il ticket, che torna nella manovra economica, da sempre ha rappresentato il modo più diretto per intervenire sulla spesa pubblica, ma il sistema delle esenzioni da sempre e' guardato come 'perfettibile', da maggioranza e opposizione. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio lo ha inteso, come appunto da lui spiegato alcune settimane fa, come una tassa di scopo, mentre l'ex ministro Livia Turco nel 2006-2007 indicava la necessità di intervenire per correggere la partecipazione dei cittadini non solo sulla base del reddito ma anche, ad esempio della composizione familiare. Il ticket sui codici bianchi al pronto soccorso è già in vigore da anni in tutte le regioni tranne la Basilicata e in alcune è anche più alto con il picco della Campania che ne ha già imposto uno da 50 euro e nella provincia autonoma di Bolzano dove può raggiungere i 100 euro.

 L'obiettivo, da sempre, è quello di scoraggiare un uso improprio dei pronto soccorso, sempre più affollati soprattutto nel periodo delle influenze quando L'introduzione di ticket per l' assistenza ambulatoriale e specialistica e per i codici bianchi al pronto soccorso, che dovrebbero scattare dal 2012, secondo la bozza della Manovra, non rappresenta quindi una novità per l'Italia. Nel 2007 la Finanziaria del governo Prodi aveva infatti previsto che ogni anno dovesse scattare un ritocco al rialzo dei costi legati alla specialistica: ad oggi, però, si è sempre trovata una copertura finanziaria. A 'macchia di leopardo', le regioni hanno lavorato sempre e si può parlare di una 'giungla' dei ticket con situazioni estremamente differenziate. Il ticket sull'assistenza specialistica ambulatoriale che scatterà dal 2012 (10 euro in più per ogni prestazione) stava per essere introdotto già nel 2007, con la Finanziaria del governo Prodi. Fu poi annullato dal Senato in sede di conversione del decreto, 'costando' circa 511 milioni di euro per la cui copertura furono utilizzati 100 milioni del fondo dei debiti pregressi e 411 milioni del fondo di rotazione per le politiche comunitarie. Il ticket sulla specialistica, in realtà, è una norma, prevista appunto dalla Finanziaria 2007, che scatta ogni primo gennaio in assenza di risorse alternative. La copertura fu trovata anche nel 2008, 2009 e 2010 ed anche quest'anno. La compartecipazione alla spesa per le visite specialistiche, secondo l'ultimo rapporto realizzato dall'Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), è prevista da tutte le regioni, con un importo massimo del ticket per ricetta fissato a livello nazionale a 36,15 euro. Importo modificato dalla Calabria (45 euro), dalla Sardegna (46 euro) e dalla Campania, in cui è previsto il pagamento di un ulteriore quota fissa pari a 10 euro. In regioni come Lazio e Molise, poi, sono previste ulteriori quote in base a specifiche prestazioni. Per determinate fasce di popolazione, di patologie e reddito è prevista l'esenzione. Misure di compartecipazione sui farmaci dal 2014 e parte dello sfondamento della spesa farmaceutica ospedaliera, in continuo aumento negli ultimi anni, a carico delle aziende del farmaco. Sono alcune misure contenute nella bozza della Manovra arrivata questo pomeriggio in Consiglio dei ministri. Dal 2014, per "assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario, l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicità delle prestazioni", scatteranno "misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale, aggiuntive rispetto a quelle eventualmente gia' disposte dalle Regioni". Queste ultime "possono adottare provvedimenti di riduzione delle misure di compartecipazione, purché assicurino comunque, con misure alternative, l'equilibrio economico finanziario, da certificarsi preventivamente da parte del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e dal Tavolo tecnico" in materia. "In materia di assistenza farmaceutica ospedaliera - si legge poi nell'ultima bozza circolata - al fine di consentire alle Regioni di garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio programmati compatibili con il livello di finanziamento previsto, dal 2013, con regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012, sono disciplinate le procedure finalizzate a porre a carico delle aziende farmaceutiche l'eventuale superamento del tetto di spesa a livello nazionale". Alle aziende toccherà coprire fino a un massimo del 35% di tale sforamento, "in proporzione ai rispettivi fatturati per farmaci ceduti alle strutture pubbliche, con modalita' stabilite dal regolamento" che sarà emanato. In assenza del regolamento entro il 30 giugno 2012, l'Agenzia italiana del farmaco aggiorna le tabelle di raffronto fra le Regioni sulla prescrizione dei farmaci generici, per consentire comunque alle Regioni di "garantire il conseguimento degli obiettivi di risparmio". Di conseguenza, dal 2013 il tetto della spesa farmaceutica territoriale viene abbassato al 12,5%. Nella bozza della Manovra si prevede anche la modifica del regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Aifa. In particolare, si punta a "demandare al Consiglio di amministrazione, su proposta del direttore generale, il potere di modificare l'assetto organizzativo dell'agenzia; riordinare la Commissione consultiva tecnico-scientifica e il Comitato prezzi e rimborsi, prevedendo un numero massimo di componenti pari a dieci, di cui tre designati dal ministro della Salute, uno dei quali con funzioni di presidente, uno designato dal ministro dell'Economia e delle finanze, quattro dalla Conferenza Stato-Regioni nonché, di diritto, il direttore generale dell'Aifa e il presidente dell'Istituto superiore di sanità". E ancora: a "specificare i servizi, compatibili con le funzioni istituzionali dell'Agenzia, che l'Aifa può rendere nei confronti di terzi; introdurre un diritto annuale a carico di ciascun titolare di autorizzazione all'immissione in commercio per il funzionamento, l'aggiornamento e l'implementazione delle funzionalità informatiche della banca dati dei farmaci autorizzati o registrati ai fini dell'immissione in commercio nonché per la gestione informatica delle relative pratiche autorizzative, con adeguata riduzione per le piccole e medie imprese di cui alla raccomandazione 2001/361/Ce".

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