Nuove speranze per le complicanze del diabete

Redazione DottNet | 04/07/2011 17:24

Per la prima volta al mondo uno studio clinico innovativo e all'avanguardia offrirà soluzioni e risposte, 'una nuova speranza', per la prevenzione e la cura del piede diabetico, attraverso un'innovativa molecola in grado di ridurre le infezioni. Così è stato presentato nell'aula magna dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi il progetto 'Orione-T' che si focalizza su una delle conseguenza più insidiose del diabete e che spesso porta all'amputazione del piede.

'Orione-T' propone un approccio terapeutico innovativo per il trattamento delle infezioni localizzate: si tratta di una piattaforma biotech basata sulla terapia fotodinamica che sfrutta la combinazione di molecole fotosensibili in grado di esplicare la loro attività antimicrobica quando sono illuminate dalla luce. La fase sperimentale dello studio, realizzato dalla Molteni Therapeutics, sarà conclusa entro il 2012: l'obiettivo è di offrire una completa guarigione delle ulcere. Il farmaco potrebbe essere in commercio dal 2013. Il progetto è il risultato di una sinergia tra privato (Molteni Therapeutics) e pubblico (Regione Toscana), sotto la supervisione del centro coordinatore dell'Aou di Careggi. Nel mondo ci sono 285 milioni di malati di diabete, dei quali almeno 3 milioni in Italia; oltre un milione di persone non sa di esserlo. Il piede diabetico è la principale complicanza direttamente connessa al diabete. Nel mondo avviene un'amputazione ogni 30 secondi, solo in Toscana tra le 500-600 l'anno.  Il nuovo farmaco consisterà in un gel che, attivato con l'esposizione alla luce di una particolare lampada, sarà applicato sull'ulcera e agirà su tutti i microrganismi presenti, senza essere assorbito e senza fenomeni di resistenza. La sperimentazione in corso (su circa 60 persone), condotta in larga parte in Toscana e coordinata dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, dovrà confermare questi presupposti. Nel dettaglio, è stato spiegato, il progetto 'Orione-T' (Opportunità di ricerca, innovazione, occupazione e network in Toscana) mette a disposizione una nuova molecola per la cura delle infezioni microbiche della patologia paradentale, che colpisce oltre il 70% delle persone sopra i 50 anni. 'Un ulteriore elemento di innovazione - ha sottolineato Giuseppe Seghi Recli, amministratore delegato della Molteni Therapeutics - è dato dal fatto che tra i modelli infettivi proposti in laboratorio, ce ne sono alcuni che prevedono l'impiego di cellule staminali umane senza l'uso di animali cavia da laboratorio'. A presentare l'iniziativa  a Careggi sono intervenuti, tra gli altri, il rettore dell'Università di Firenze Alberto Tesi, il preside della facoltà di medicina e chirurgia Gian Franco Gensini, l'assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Daniela Scaramuccia. Il progetto ha ottenuto un finanziamento dalla Regione, nell'ambito dei fondi europei per lo sviluppo regionale: quasi 3 milioni distribuiti su due anni di attività scientifiche. 'Questo studio - ha detto l'assessore Scaramuccia - è la conferma dell'impegno e dell'attenzione della Regione Toscana nei confronti della sanitaà e della ricerca; e questo progetto di eccellenza è un nuovo modello di ricerca e sviluppo pubblico-privato che punta ad implementare la qualità dell'assistenza sanitaria'.

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