Contro la manovra si riuniscono i sindacati: Cozza, saranno assunti solo i primari. Carpino (Aaroi): proclamiamo lo stato di agitazione. Veronesi: i ticket sono un accanimento contro i malati. I dettagli del provvedimento

Sanità pubblica | Silvio Campione | 04/07/2011 20:57

I medici del Servizio sanitario nazionale passano al contrattacco e promettono battaglia dopo la delusione provocata dai tagli previsti dalla manovra licenziata giovedì dal Consiglio dei ministri. Sperando in miglioramenti e correzioni al testo in sede parlamentare martedì 5 luglio alle 15.30 al Leon's Place Hotel di Roma è in programma un incontro dell'Intersindacale della dirigenza medica del Ssn per affrontare le proposte da avanzare e le proteste da lanciare. Quattro, soprattutto, i punti della manovra che le organizzazioni sindacali trovano 'indigesti': i tagli alla sanità, l'introduzione del ticket, il congelamento delle retribuzioni e il blocco del turnover.

 Secondo il testo approvato dal Consiglio dei ministri, rimane infatti stabilita la progressione del Fondo sanitario nazionale, che potrà aumentare - "solo" dicono i più critici - dello 0,5% nel 2013 e dell'1,4% nel 2014.  Una misura questa che, a detta del segretario nazionale della Fp Cgil medici Massimo Cozza, produrrà un taglio "molto consistente", stimato tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. "A farne le spese - aggiunge Cozza - saranno cittadini e operatori della sanità". Ma Cozza va oltre: “Quella varata è una 'manovra economica iniqua e con la beffa delle assunzioni solo dei primari”. “La riunione di Roma - afferma Cozza – servirà per ricercare un percorso unitario di protesta e definire le proposte di modifica alla manovra finanziaria”. La manovra, spiega Cozza, prevede la proroga del blocco del turn over, con “l'odiosa beffa della deroga per l'assunzione solo dei direttori medici di struttura complessa, concessa alle Regioni sottoposte ai Piani di Rientro”. Dunque, prosegue, “migliaia di medici che già lavorano in condizione di estremo disagio non solo non vedranno sostituiti i colleghi che andranno in pensione, ma dovranno sopperire anche ai turni di guardia di quelli 'promossi a primario''. Inoltre, secondo Cozza, “mortificante e iniquo è poi il prolungamento del blocco delle retribuzioni fino al 2014, che a fronte di un tasso d'inflazione arrivato al 2,7% si traduce per i medici in una perdita di potere d'acquisto, che varia a seconda delle qualifiche, non inferiore ai 6mila euro, ma che in alcuni casi può raggiungere i 10mila euro”. Si tratta, rileva Cozza, “di sacrifici chiesti ancora una volta a chi svolge una funzione pubblica, mentre non si colpiscono rendite ed evasione fiscale, rimandando i tagli ai costi della politica”. Infine, denuncia ancora il sindacalista, “è paradossale far pagare ai cittadini il ticket al pronto soccorso per gli accessi impropri, salvo poi impedire con il blocco del rinnovo delle convenzioni per i medici una reale riorganizzazione delle cure primarie per i prossimi tre anni, fondamentale per garantire una risposta territoriale h24 ai bisogni di salute dei cittadini”. E sul congelamento delle retribuzioni e il blocco del turnover interviene anche Costantino Troise, il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn è stato esplicito: "Il congelamento dei contratti e dei livelli retributivi riduce il potere d'acquisto delle retribuzioni dei medici pubblici almeno del 20%, senza contare le ripercussioni previdenziali, mentre un esasperato blocco del turn over, divenuto negli anni un cappio al collo del sistema sanitario, peggiora le condizioni del loro lavoro". E ancora. "Il blocco contrattuale di 5 anni, accompagnato dalla previsione della indennità di vacanza contrattuale per il periodo 2015-2017 - sottolinea Troise - recita un requiem per il contratto nazionale di lavoro, mentre il tetto ai livelli retributivi segnala che per i pubblici dipendenti il guadagno è reato". Critico con la manovra messa a punto dal Governo anche il presidente della Cimo Asmd, Riccardo Cassi: "E' ora di dire basta non solo all'ultima Manovra, ma a tutto un sistema che considera il medico un costo e non una risorsa per la società. Siamo stufi di essere tartassati". Per Cassi, che chiede una "mobilitazione della categoria" e rivolge un invito a tutti i sindacati medici per "riconquistare la dignità professionale", "sono 20 anni che Finanziarie e decreti si abbattono sui medici del Ssn calpestando i contratti e negando i diritti pattuiti". Più diretta l’Aaroi che proclama lo stato di agitazione permanente per i 10 mila medici anestesisti rianimatori, dell'emergenza e dell'area critica. “I medici pubblici rischiano di essere la categoria maggiormente colpita dalla manovra economica del Governo. Questa è una scelta sbagliata ed inaccettabile - spiega Vincenzo Carpino, presidente Nazionale dell'Aaroi-Emac - che rappresenta un'ulteriore penalizzazione dei medici ospedalieri con l'ulteriore blocco del contratto fino al 31 dicembre 2014, la rateizzazione della liquidazione in tre anni, la decurtazione economica in caso di malattia, lo scippo dell'esclusività di rapporto e della Ria (Retribuzione Individuale di Anzianità)”. “Tutto ciò - aggiunge Carpino - in un quadro sempre più drammatico di ulteriori tagli alla sanità (6/8 mld per il prossimo triennio) e di un irresponsabile blocco del turnover che, insieme all'esodo pensionistico, costringono i colleghi ad una turnistica sempre più pesante, ad effettuare più ore di straordinario e ad usufruire di ferie limitate (solo nell'area di anestesia e rianimazione mancano 3500 specialisti). Di fronte ad un peggioramento delle condizioni di lavoro e delle prerogative sindacali i nostri colleghi sono sempre più esasperati. Per non parlare dei circa 10 mila medici precari. Si tratta di provvedimenti inaccettabili - denuncia Carpino - che ancora una volta si abbattono su chi garantisce, con il proprio lavoro, un servizio pubblico ai cittadini'. L'Aaroi-Emac “porterà al tavolo dell'Intersindacale di Roma le sue proposte per fermare queste inique ed ingiustificate penalizzazioni e per correggere alcuni punti della manovra”. E' fortemente negativo il giudizio sulla Manovra economica da parte del Sindacato dei medici italiani (Smi). Per il segretario Salvo Calì, il provvedimento varato dal Governo "è viziato da una logica di fondo sbagliata e arretrata. Siamo alle solite, la sanità, invece di essere un settore in cui investire per creare ricchezza e occupazione, è invece il bersaglio facile di ogni politica di tagli. E' evidente che per il ministro dell'Economia il nostro Ssn è solo una voce di spesa: questa purtroppo è una concezione vecchia e la facile scorciatoia di ogni Finanziaria". Per Calì, la ricetta di questo governo per fare quadrare i conti è sempre la stessa: "Tagliare nei servizi pubblici e precarizzare, anche mediante l'esasperazione del blocco del turnover. Nonché mettendo le mani in tasca a chi ha già pesantemente contribuito al risanamento del Paese, cioè i medici, con l'ulteriore congelamento dei contratti fino al 2014 e l'attacco alle pensioni". A risentirne è il potere d'acquisto delle retribuzioni dei medici dirigenti del Ssn che, per il segretario nazionale dello Smi, "si è ridotto già severamente. Non possiamo assistere in silenzio - conclude Cali' - all'ennesimo attacco alla sanità pubblica, ai professionisti che vi operano, ai servizi per i cittadini. E' necessaria una forte mobilitazione unitaria di tutta la categoria, non solo dei medici ospedalieri ma anche di quelli convenzionati (medici di famiglia, del 118, di continuità assistenziale, pediatri e specialisti ambulatoriali) perché si modifichi la Manovra economica restituendo centralità e risorse al nostro Ssn". Infine parla l’oncologo Umberto Veronesi: “Io non sono mai stato d'accordo sui ticket, tanto è vero che nel 2001, da ministro della Sanità, avevo firmato il provvedimento di abolizione dei ticket sui farmaci. E avevo in animo di abolire anche il ticket sulle visite specialistiche e sulla diagnostica, che sono tasse ancora più ingiuste, perché gravano su malati ancora più fragili e bisognosi”. “Chiediamoci - aggiunge l'oncologo - perché mai i ticket, quando i cittadini già pagano le tasse? Il prelievo fiscale italiano è uno dei più alti d'Europa, e conferisce allo Stato davvero un mucchio di soldi: sapendo organizzare la gestione della Cosa Pubblica, questi soldi dovrebbero ampiamente coprire il fabbisogno in tutti i campi, dalla sanità alla scuola. E invece i ticket sono dilagati, e le Regioni si sono ben guardate dal cercare strade alternative”. “La manovra finanziaria in questione stabilisce per il 2012 un ticket di 10 euro sulle prestazioni di specialistica ambulatoriale e un ticket di 25 euro sulle prestazioni di Pronto soccorso in codice bianco, ossia non urgenti. Quello che non viene detto è che non sono affatto nuovi ticket, ma ticket più pesanti, che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti”.

La manovra nei dettagli

Nuovi ticket a partire dal 2014, a meno che le Regioni non decidano diversamente, mentre sembrerebbe essere confermato il ticket da 10 euro sulla specialistica e la diagnostica a partire dal 2012. Nel testo della manovra finanziaria per il biennio 2013-14 e' anche confermato il blocco del turn-over, tranne alcune deroghe, per il personale del Sevizio sanitario nazionale (Ssn).
- SANITA', LA MANOVRA IN CIFRE: Il finanziamento del Ssn e' incrementato dello 0,5% nel 2013 e dell'1,4% nel 2014. Per quanto riguarda i risparmi previsti dalla manovra, per il 2013 il 30% dei risparmi si dovrà ottenere dai prezzi di riferimento per i beni e servizi, il 40% dagli interventi sulla spesa farmaceutica e un altro 30% dal nuovo tetto di spesa sui dispositivi medici.
- NUOVI TICKET DAL 2014: Per il 2014 sono previsti nuovi ticket (definiti nel testo 'misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal Ssn'), che dovrebbero garantire il 40% dei risparmi e che sono 'misure aggiuntive rispetto a quelle eventualmente gia' disposte dalle Regioni'. In relazione ai nuovi ticket pero', si legge nel testo, 'le Regioni possono adottare provvedimenti di riduzione delle predette misure di compartecipazione, purche' assicurino comunque, con misure alternative, l'equilibrio economico-finanziario'.
- DAL 2012 TICKET SULLA SPECIALISTICA: Arrivano per il 2011 per la sanita' 486,5 milioni di euro. Eviteranno l'introduzione di ticket sulle prestazioni specialistiche e sul pronto soccorso fino al 31 dicembre 2011. Ma a decorrere dal primo gennaio 2012 sarebbero confermate le disposizioni della Finanziaria per il 2007, che appunto istituiva un ticket di 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i 'codici bianchi' di pronto soccorso.
- STRETTA SU SPESA FARMACEUTICA: Sara' posto a carico delle aziende farmaceutiche l'eventuale sforamento del tetto di spesa nella misura massima del 35%. Inoltre, ai fini di una razionalizzazione della spesa, saranno fissati prezzi di riferimento per tutti i beni e i servizi sanitari e non sanitari tra quelli di maggiore impatto economico.
- BLOCCO TURN-OVER PERSONALE SSN, MA CON DEROGHE: Previste la proroga a tutto il 2014 del blocco del turn-over la proroga del blocco dei trattamenti economici anche accessori sempre fino al 2014. Parziale deroga al blocco del turn-over si prevede pero' per le Regioni sottoposte ai Piani di rientro, che potranno essere autorizzate nei Tavoli tecnici ad assegnare incarichi per dirigenti di struttura complessa per garantire il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
 

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