Medici di base in agitazione, a rischio i servizi. Fazio: nessun blocco del turn over nella sanità, ma solo per le regioni col piano di rientro

Silvio Campione | 06/07/2011 18:24

La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) dichiara lo stato di agitazione per protestare contro la manovra economica varata dal governo: a rischio, denuncia la Federazione dei medici di famiglia, sono ''i servizi ai cittadini ed i livelli occupazionali dei dipendenti degli studi medici''. Per questo, il 9 luglio, annuncia il sindacato, ''la segreteria nazionale deciderà le azioni da intraprendere''. ''In particolare - afferma il segretario nazionale Fimmg Giacomo Milillo - l'ulteriore rinvio al 2014 della previsione di adeguamenti economici, così come previsto per il pubblico impiego, appare particolarmente iniquo e penalizzante per i medici di medicina generale, che sono dei liberi professionisti convenzionati. Rispetto ai dipendenti pubblici, infatti, i medici di medicina generale devono sostenere in proprio i costi delle attività di servizio ai cittadini''.

 Secondo Milillo, ''il blocco degli adeguamenti per quattro anni consecutivi esporrà dunque la categoria ad un'ulteriore penalizzazione economica, visto il continuo aumento dei costi. Inoltre - prosegue - la conseguenza sarà la necessità di disinvestire rispetto ai servizi offerti, con anche una inevitabile forte contrazione dei livelli di occupazione del personale ausiliario degli studi medici''. Ed ancora: ''L'effetto sui livelli assistenziali - afferma Milillo - sarà dirompente, proprio in un momento in cui i medici di famiglia sono impegnati in un processo di innovazione tecnologica (e-Health) e cambiamento strutturale che avrebbero potuto contribuire, nel breve periodo, ad una razionalizzazione dell'impiego delle risorse tale da offrire al SSN nuove e concrete prospettive di sostenibilità''. La Fimmg, annuncia dunque Milillo, ''si riserva di individuare e comunicare le date e le modalità di eventuali scioperi o di altre azioni di lotta sindacale, che verranno decise nella riunione della segreteria nazionale di sabato 9 luglio, e ci terremo in contatto con i sindacati della dipendenza operanti nel ssn per concordare azioni unitarie''. Intanto Fazio smentisce le voci che parlano di blocco del turn over nella sanità: ''Non c'è, e non c'è mai stato'' nella manovra economica presentata dal governo ''il blocco del turn over'' per i dipendenti del Servizio sanitario nazionale. ''Al contrario - aggiunge - è prevista una deroga per le Regioni soggette a piano di rientro'' che avranno la possibilità di assumere ''alcune figure apicali''. ''Attualmente - precisa il ministro rispondendo, nel corso della sua audizione alla commissione Sanità del Senato, al senatore del Pd Ignazio Marino - non esiste in sanità il blocco del turn over, neanche in Lombardia. Esiste il blocco per le Regioni con un piano di rientro che però ha due caratteristiche: se la Regione riesce a mantenere certi standard c'è la deroga del 10% al blocco del turn over, se non ci riesce salta anche questa deroga''. ''Nella manovra, quindi, - ribadisce Fazio - il blocco non viene introdotto nelle Regioni non oggetto di un piano di rientro, ma in più nelle Regioni con un piano di rientro si introduce una deroga, purché ci sia un'approvazione da parte dei tavoli di monitoraggio e limitatamente alle figure apicali''. La logica di questo provvedimento, conclude Fazio, ''è quella di non rendere ingestibili delle strutture operative complesse e non perché si vuole privilegiare i primari''. Clicchi qui per essere informato.

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