Malattia di Crohn, uno studio per migliorare la qualità di vita dei pazienti

Redazione DottNet | 06/07/2011 18:33

Migliorare la qualità della vita di pazienti affetti dalla malattia di Crohn. Questo l'obiettivo dello studio realizzato da Francesco Selvaggi, professore associato presso la Clinica chirurgica della Seconda Università di Napoli. La ricerca, pubblicata su una rivista anglosassone di settore, e presentata ieri, ha evidenziato come in alcuni pazienti la somministrazione di farmaci biologici abbinati all'intervento chirurgico migliori la qualità della vita dei malati. La patologia, come spiegato da Selvaggi, 'e' una malattia infiammatoria cronica intestinale che quasi sempre si localizza nel piccolo intestino (colon) e nel grande intestino (retto)'.

 

La patologia, usualmente, viene curata con farmaci da cortisonici a biologici e spesso, fino ad oggi, i pazienti, nonostante l'assunzione di medicinali, sono dovuti ricorrere, come affermato da Selvaggi, 'anche a più di un intervento chirurgico e, in alcuni casi particolari, si è dovuto procedere all'asportazione completa del colon e del retto con evidenti ripercussioni sulla qualità della vita dei pazienti'. Lo studio, effettuato su un gruppo di pazienti a cui è stato asportato soltanto il colon, ha dimostrato che, come detto da Selvaggi, 'la combinazione farmaci biologici e intervento chirurgico può evitare l'asportazione completa degli organi e consentire una migliore qualità della vita per i pazienti'. Tuttavia, come riferito da Selvaggi, ad oggi, 'tali risultati sono ancora da collocarsi nel breve e medio periodo'. La malattia di Crohn è molto diffusa nei Paesi occidentali e negli anni la sua incidenza è aumentata. Tuttavia, ad oggi, non sono ancora completamente note le cause della sua manifestazione. 'Fino ad ora - afferma Selvaggi - sappiamo che deriva da una così detta tempesta immunologica e che dunque la malattia è correlata a allo stato immunitario del soggetto'.

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