Anaao, la manovra penalizzerà i medici del servizio nazionale. Il Sumai proclama lo stato di agitazione. Fazio conferma i nuovi ticket: i dettagli del provvedimento

Silvio Campione | 08/07/2011 09:23

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Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, "ignora che nel pubblico impiego sono compresi i medici e i dirigenti sanitari dipendenti del Ssn oppure sbaglia i conti. Solo così possono spiegarsi le sue affermazioni fatte nel corso della conferenza stampa di ieri secondo cui per effetto della manovra i salari del pubblico impiego, quindi anche i nostri, "non perderanno potere di acquisto". Anzi, "anche in una proiezione in cui si prolungano nel tempo le misure correttive della manovra  il potere di acquisto dei salari pubblici viene sempre salvaguardato". Questo è il commento del segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise. "La realtà dice, invece, che- si legge ancora- la manovra economica di oggi continua a penalizzare fino all'accanimento medici e dirigenti sanitari del SSN prolungando a 5 anni (o 8?) il blocco triennale dei contratti di lavoro disposto nel 2010, mentre l'inflazione ha ripreso a correre (2,7% su base annua nel mese di giugno e 13% nel 2010-2014) falcidiando il potere d'acquisto delle loro retribuzioni.

Tra blocco del contratto nazionale e dei fondi aziendali, congelamento degli stipendi, prelievo forzoso, scippo dell'esclusività si può ipotizzare una perdita secca del potere d'acquisto dei Dirigenti medici e sanitari non inferiore al 20% nel periodo 2010-2014. Senza contare le conseguenze previdenziali che, lunghe quanto l'aspettativa di vita, moltiplicano il danno immediato medio fino a portarlo vicino ai 50.000 euro". Conclude Troise: "Non ci mettono le mani in tasca solo perché ci hanno ridotto in mutande! Forse erano preferibili gli insulti alla presa in giro o, peggio, alla palese ignoranza delle nostra esistenza e delle condizioni del nostro lavoro". "La Manovra economica cosi' com'e' non ci piace, e' iniqua e penalizza ancora una volta i medici e il Servizio sanitario nazionale ed e' per queste ragioni che la segreteria nazionale del Sumai-Assoprof ha deciso all'unanimita', nella riunione di oggi, di proclamare lo stato di agitazione della categoria". Lo afferma il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala, in una nota sulla Manovra varata dal Governo.
"In primis - spiega Lala, elencando i punti che non vanno - ci viene imposto un altro anno di blocco delle convenzioni che si protrarra', cosi' come previsto anche per il pubblico impiego, fino al 2014. Quello che mi preme sottolineare e' come da parte del Sumai-Assoprof non vi sia nessun tentativo di svincolarsi rispetto a politiche di sacrificio - sottolinea - basti pensare a tutti gli oneri legati alla digitalizzazione che ci sono piovuti addosso in quest'ultimo anno, ma ci preme evidenziare come in un momento cosi' delicato per la riorganizzazione del territorio la scelta di bloccare le convenzioni ci lascia perplessi"."Desidero ricordare - prosegue il segretario del Sumai-Assoprof - come la convenzione non rappresenta solo il momento degli adeguamenti economici, ma dentro di essa risiede l'architettura normativa che disciplina l'organizzazione dei professionisti sul territorio. Bloccarla, significa semplicemente arrestare il processo di riorganizzazione della sanita' territoriale. In seconda battuta, la Manovra, anche con l'introduzione dei ticket, rischia di ampliare ancora di piu' le divisioni e le iniquita' nel Paese, perche' e' chiaro che a pagare di piu' lo scotto della Manovra saranno i cittadini delle Regioni in deficit. Per non parlare poi del blocco del turn over che non fa altro che aggravare una situazione di grosso disagio per la categoria e per i giovani professionisti, che tentano di entrare nel mondo del lavoro". La sigla, dunque, si riserva di individuare in questi giorni con le altre Organizzazioni sindacali dell'area convenzionale e della dipendenza del Ssn "azioni sindacali unitarie a tutela della professione e del servizio sanitario".
E' stata un'occasione mancata la Conferenza Unificata di ieri al Ministero per i Rapporti con le Regioni che ha messo intorno a un tavolo il governo e i protagonisti di Regioni, Comuni e Province. Nelle intenzioni degli organismi territoriali avrebbe infatti potuto essere un'occasione utile per poter squadernare tutti i dubbi sulla Manovra, soprattutto per quanto riguarda i capitoli spinosi di servizi, investimenti e tagli. Invece no. A detta di gran parte della folta rappresentanza di Regioni e Enti Locali la riunione e' andata avanti, anche con toni aspri, sancendo nei fatti una rottura istituzionale gia' annunciata unilateralmente ieri dall'Associazione dei Comuni.
Ma un merito almeno l'Unificata - che ha visto per l'esecutivo la presenza dei ministri Fitto, Sacconi e Calderoli - se l'e' guadagnato: a breve, Regioni, Comuni e Province potrebbero incontrare il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti per dire la parola fine all'empasse. O almeno questo e' l'accordo sancito.
Duro in ogni caso il giudizio del presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani: 'la Manovra e' stata fatta senza rispettare il federalismo, tant'e' che pesa sulle Regioni per il 49% del totale. E non si puo' dimenticare che quella del 2010 aveva insistito su Regioni e Enti locali per l'80%'. Al momento, ha spiegato a un ampio stuolo di giornalisti e telecamere al Ministero delle Regioni, 'non c'e' possibilita' per gestire i servizi fondamentali, sancendo cosi' la fine del ciclo storico del governo del territorio e del progetto del federalismo fiscale, che non esiste piu''. Le Regioni, ha proseguito, 'vogliono collaborare ma non possono farlo passivamente'. Al Governo 'abbiamo posto 7 domande sulle conseguenze della Manovra per riuscire a dare risposte utili ai cittadini su assistenza, imprese, sanita', piani di rientro e quant'altro. Ora l'esecutivo dia risposte vere, anche su trasporto pubblico locale e assistenza, ma senza slogan'.
Piu' fiducioso il presidente facente funzione dell'Anci Osvaldo Napoli, a detta del quale l'incontro con il Premier 'risolvera' la grave frattura tra Governo, Regioni e Enti Locali'. La mancanza di concertazione, ha denunciato il leader dei comuni, 'ha provocato un grave danno per la possibilita', ora, di porre rimedio al decreto'. In ogni caso, ha aggiunto, 'siamo ottimisti perche' sono sicuro che spiegando la situazione non si possa non far comprendere bene le nostre ragioni'. Pollice verso anche delle Province: 'il nostro giudizio sulla manovra rimane negativo soprattutto perche' e' mancata un'opportuna concertazione', ha detto il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione. 'Oggi il decreto e' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e questo rappresenta la fine del federalismo'.
Al termine dell'Unificata Fitto ha spiegato che ora serve 'senso di responsabilita'. E in ogni caso - ha auspicato - spero che le opportune modifiche al testo possano essere fatte nel corso dell'iter parlamentare per l'approvazione del decreto'. Aggiungendo che in ogni caso il governo ha gia' operato alcuni cambiamenti su punti di rilievo come ad esempio il Trasporto pubblico locale'. Possibilista anche il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che ha giudicato 'ragionevoli' le critiche degli enti locali. Non senza osservare che 'i tagli nessuno avrebbe voluto farli, ma sfortunatamente ci troviamo a vivere un momento eccezionale e per la prima volta ci viene chiesto di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014'.

Adesso è  ufficiale: dal 2012 si pagherà il ticket di 10 euro sulle ricette per le prestazioni specialistiche e la diagnostica. La conferma della misura prevista dalla manovra economica arriva dallo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio, dopo i dubbi degli ultimi giorni legati alle diverse bozze, con versioni differenti, del provvedimento economico varato dal governo. Dal 2012, infatti, non è prevista alcuna copertura finanziaria per 'evitare' il ticket di 10 euro, copertura invece prorogata fino al 31 dicembre 2011. E dal 2014, sempre secondo quanto stabilito dalla manovra, arriveranno anche nuovi, ulteriori ticket sulle farmaceutica e le prestazioni del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Fazio, ticket di 10 euro dal 2012

''Nel 2012 il pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche e la diagnostica sarà quello che era in vigore nel 2007'', ha affermato Fazio, riferendosi ad punto del testo della manovra economica che prevede il finanziamento dei ticket fino al 31 dicembre 2011. Successivamente, ha precisato, funzionerà "come funzionava nel 2007", quindi rientra in vigore il pagamento del ticket. La misura partirà dal 2012 poiché è stata garantita, invece, la copertura di 486,5 milioni per la mancata introduzione del ticket di 10 euro (introdotto appunto nel 2007 ma mai applicato) anche per i restanti mesi dell'anno 2011.

Nuovi ticket dal 2014

Per il 2014 sono previsti nuovi ticket (definiti nel testo della manovra "misure di compartecipazione sull'assistenza farmaceutica e sulle altre prestazioni erogate dal Ssn"), che dovrebbero garantire il 40% dei risparmi e che sono "misure aggiuntive rispetto a quelle eventualmente già disposte dalle Regioni". In relazione ai nuovi ticket però, si legge nel testo, "le Regioni possono adottare provvedimenti di riduzione delle predette misure di compartecipazione, purché assicurino comunque, con misure alternative, l'equilibrio economico-finanziario". Tuttavia, sulla manovra, ha precisato Fazio, ''i giochi non sono chiusi perché la manovra deve passare in Parlamento, e come noto ci sono le procedure emendative''.

Finanziamento del Ssn (art. 17, comma 1)

 Il livello di finanziamento del Ssn a cui concorre lo Stato viene incrementato dello 0,5% nel 2013 e dell’1,4% nel 2014, fissando così a priori il tetto massimo al quale potrà arrivare il finanziamento nei primi due anni di applicazione dei costi standard sanitari che, lo ricordiamo, scatteranno proprio a partire dal 2013.

Suddivisione dei risparmi (art.17, comma 2)

Nello specifico, qualora non si dovesse raggiungere un’Intesa tra Stato e Regioni la manovra specifica le quote percentuali e le aree di risparmio. Per il 2013, il 30% dei risparmi si dovrà ottenere dai prezzi di riferimento per i beni e servizi, il 40% dagli intervento sulla spesa farmaceutica, un altro 30% dal nuovo tetto di spesa sui dispositivi medici; Per il 2014, invece la parte del leone è affidata ai nuovi ticket che dovranno da soli garantire il 40% dei risparmi. Per il resto il 22% si dovrà ottenere dai prezzi di riferimento per i beni e servizi, il 20% dagli interventi sulla spesa della farmaceutica territoriale, il 15% dal nuovo tetto di spesa sui dispositivi medici e il restante 3% ad altre misure sul personale.

 Costi standardizzati per i beni e servizi (art. 17, comma 1, lettera a)

Nelle more del perfezionamento  dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura, saranno fissati prezzi di riferimento per tutti i beni e i servizi sanitari e non sanitari individuati dall’Agenas tra quelli di maggiore impatto economico. In tal modo sarà rivoluzionato l’attuale sistema di gare d’acquisto per i dispositivi medici, i farmaci ospedalieri e gli altri beni e servizi individuati, prevedendo appunto delle soglie di riferimento per il prezzo massimo d’acquisto da inserire nei bandi regionali e aziendali. La finalità è infatti quella di mettere a disposizione delle Regioni ulteriori strumenti operativi di controllo e razionalizzazione della spesa.

 Contenimento spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale (art. 17, comma 1, lettera b)

Entro il 30 giugno 2012 dovrà essere emanato un regolamento, su proposta del Ministro della Salute di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, che definisca le procedure per porre a carico delle aziende farmaceutiche l’eventuale sforamento del tetto di spesa nella misura massima del 35% (oggi lo sforamento della farmaceutica ospedaliera è totalmente a carico delle Regioni). Qualora entro questa data il regolamento non sia emanato l’Aifa, dovrà provvedere a riesaminare l’attuale tetto sulla spesa farmaceutica territoriale rideterminandone l’incidenza percentuale al 12,5% della spesa complessiva, anziché al 13,3% dell’attuale tetto (il cui sforamento è oggi a carico delle aziende farmaceutiche), tenendo conto dei risparmi ottenibili dall’applicazione delle misure previste dalla manovra del luglio 2010 che stabilivano la determinazione di “tabelle di raffronto tra la spesa farmaceutica territoriale delle singole regioni, con la definizione di soglie di appropriatezza prescrittiva basate sul comportamento prescrittivo registrato nelle regioni con il miglior risultato in riferimento alla percentuale di medicinali a base di principi attivi non coperti da brevetto, ovvero a prezzo minore, rispetto al totale dei medicinali appartenenti alla medesima categoria terapeutica equivalente.

 Tetto di spesa per i dispositivi medici e le protesi (art. 17, comma 1, lettera c)

In attesa della determinazione dei costi standardizzati sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni, sarà inserito, a decorrere dal 1 gennaio 2013, anche un tetto di spesa massima pari al 5,2% della spesa complessiva per l’acquisto dei dispositivi medici e per le protesi sanitarie a carico del Ssn. Il tetto opererà sia a livello nazionale che a livello di ogni singola regione. L’eventuale sforamento sarà a carico delle Regioni, salvo nei casi in cui lo sforamento non pregiudichi l’equilibrio economico complessivo della Regione.

 Piani di rientro (art. 17, comma 4)

Diventano sempre più stringenti, anche in termini di valore giuridico, con nuove norme che sembrano dettate dal caso del Tar Abruzzo che ha annullato parte dei provvedimenti del commissario ad acta (il presidente Gianni Chiodi) perché in contrasto con norme regionali precedenti mai abrogate. Con la manovra si prevede infatti che il commissario ad acta in caso rinvenga ostacoli per il Piano di rientro derivanti da provvedimenti legislativi regionali precedenti, li trasmetta al Consiglio regionale che entro i successivi 60 giorni (altrimenti interverrà il Governo nazionale) dovrà apportare le necessarie modifiche o abrogare i provvedimenti per rimuovere gli ostacoli ravvisati. E a proposito di Abruzzo, la manovra, nelle more dell’entrata in vigore di questa misura, dà esecuzione al Piano di rientro di Chiodi superando così lo stop del Tar. Per le Regioni sotto Piano di rientro, infine, vengono ulteriormente definite le modalità di salvaguardia dalle procedure esecutive fino al 31 dicembre 2011 in caso di debiti con fornitori esterni, già previste dalla legge di stabilità 2011 (legge 220 del 2010). Parziale deroga al blocco del turnover per le Regioni sottoposte ai Piani di rientro che potranno essere autorizzate nei Tavoli tecnici ad assegnare incarichi per dirigenti di struttura complessa per garantire il mantenimento dei Lea.

 Accertamenti medico legali per assenza da malattie (art. 17, comma 5)

La manovra conferma la destinazione di 70 milioni annui per il 2011 e 2012 per le visite di controllo ai lavoratori assenti per malattia da parte delle Asl. Dal 2013, tale somma entrerà a regime e sarà quindi decurtata dalla somma complessiva dei finanziamenti per il Ssn. Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP) (art. 17, comma 7, 8 e 9) Prorogata fino al dicembre 2013 la sperimentazione gestionale dell’Ente con un finanziamento di 5 milioni annui. Entro giugno 2013 il Ministero della Salute verificherà i risultati raggiunti e in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi si provvederà alla liquidazione del INMP.

 Riorganizzazione Aifa (art. 17, comma 10)

Entro tre mesi dalla conversione in legge della manovra dovrà essere emanato un decreto per la riorganizzazione dell’Aifa sulla base dei seguenti criteri: affidamento al Cda delle modifiche sull’assetto organizzativo dell’Agenzia; riorganizzazione della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi  e rimborsi, ciascuna delle quali dovrà avere 10 componenti (3 Min. Salute, 1 Min. Economia, 4 Conf. Stato-Regioni oltre al Dg Aifa e al presidente dell’Iss) la cui indennità dovrà essere in linea con quelle corrisposte in analoghe Authority europee; indicazione dei servizi e relativi compensi che l’Agenzia potrà fornire a terzi; introduzione di un diritto annuale per ciascun azienda farmaceutica che copra i costi della banca dati e delle procedure, con una riduzione per le Pmi.

 Norme sul personale del Ssn (art.16 sul pubblico impiego)

Permane l’incertezza interpretativa sull’applicazione anche alle Regioni non sottoposte al piano di rientro della proroga fino a tutto il 2014 del blocco del turn over, previsto per le amministrazioni pubbliche. Secondo i sindacati di categoria, infatti, la norma così come scritta lascia forti dubbi interpretativi. Secondo il ministro della Salute, invece, la manovra non prevede alcun blocco del turn over per il Ssn, tranne che per le Regioni sottoposte a piano di rientro, per le quali è stata tra l’altro prevista una deroga per assegnare incarichi per dirigenti di struttura complessa per garantire il mantenimento dei Lea (vedi art. 17, comma 4, lettera f). A parte questo dubbio, la manovra prevede che le norme riguardanti il pubblico impiego con riferimento al personale dipendente del Ssn dipendente si applichino anche al personale convenzionato. Obiettivo delle misure sul personale pubblico, per tutto il settore della pubblica amministrazione, è quello di un’ulteriore riduzione della spesa di 30 milioni per il 2013, di 740 per il 2014, di 340 per il 2015 e di 370 a decorrere dal 2016.

Le misure previste che, il decreto specifica, saranno disposte con successivi regolamenti concernono:

- la proroga  a tutto il 2014 del blocco del turn over (e qui per la sanità valgono i dubbi interpretativi di cui abbiamo parlato)

- la proroga del blocco dei trattamenti economici anche accessori sempre fino al 2014;

- la fissazione delle modalità di calcolo relative all’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale per gli anni 2015/2017;

- la semplificazione delle procedure di mobilità.

La manovra prevede anche la proroga per il 2013 e 2014 delle disposizioni contenute nella finanziaria 2010 (legge 191 del 2009) che prevedevano che le spese del personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’imposta regionale sulle attività produttive, non superassero nel triennio 2010/2012 il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’ 1,4%. La diminuzione, ora confermata anche per il 2013/2014, si applica anche al personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o convenzionato. Sono anche escluse le spese di personale totalmente a carico di finanziamenti comunitari o privati, nonché le spese relative alle assunzioni a tempo determinato e ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel campo della ricerca. La manovra conferma anche la norma, sempre contenuta nella finanziaria 2010, che prevede la messa a punto da parte delle Regioni di un programma annuale di revisione delle consistenze di personale dipendente a tempo indeterminato e determinato, finalizzato alla riduzione della spesa complessiva per il personale e al ridimensionamento dei fondi per la contrattazione integrativa.

Liberalizzazione dei servizi (art. 29, comma 2)

Viene istituita presso il ministero di Giustizia un’Alta commissione per formulare proposte in materia di liberalizzazione dei servizi. Ne faranno parte esperti della Commissione UE, dell’Ocse e del Fondo monetario internazionale oltre che esperti nominati dal ministro della Giustizia, dell’Economia, dello Sviluppo economico e del Lavoro e Politiche Sociali. I lavori della commissione dovranno concludersi entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Da sottolineare che in una nota del ministero dell’Economia in riferimento a questa Alta commissione si parla anche di liberalizzazione delle professioni.