Testamento biologico, via libera dalla Camera: al medico l’ultima parola. Come cambia la norma

Silvio Campione | 12/07/2011 21:35

Alla fine è stato approvato. Con una settantina di voti di scarto (278 i sì, 205 i contrari, 7 astensioni) il disegno di legge sul testamento biologico ha avuto il tanto atteso via libera della Camera, modificato nel suo impianto che lascia, in sostanza, l'ultima parola sul fine vita al medico. Una legge ''saggia ed equilibrata'' secondo il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, e che ''riafferma il primato del Parlamento rispetto ai provvedimenti creativi della magistratura'', come ha sottolineato anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che tanto si e' speso in favore del provvedimento.

Una legge al contrario tacciata come inutile dalle opposizioni, visto che, con tutti i nuovi limiti introdotti con le correzioni in Aula, di fatto le Dat saranno ''vietate'', come ha sottolineato la presidente dei democratici Rosy Bindi, e daranno il via a infiniti ricorsi alla magistratura. Dopo due anni di lavoro in commissione, infatti, il testo è stato modificato di nuovo in Aula, tra le proteste delle opposizioni che hanno ribadito fino alla fine il 'no' a un testo ''oscurantista'' che ''di fatto toglie la libertà di decidere ai cittadini'', che è solo ''una vendetta dopo il caso di Eluana Englaro''. Il nuovo testo, che ora dovrà tornare in terza lettura al Senato, prevede, tra le altre cose, il divieto di eutanasia, niente stop a idratazione e nutrizione se non per i malati terminali nei quali non siano più efficaci o addirittura dannose. E niente vincoli per il medico che non dovrà nemmeno più confrontarsi, in caso di controversia con il fiduciario, con un collegio di medici istituito ad hoc. Il cittadino che scrive la sua dichiarazione anticipata di trattamento (Dat), peraltro, potrà solamente indicare i trattamenti che non vuole ricevere mentre le Dat stesse entreranno in gioco solo quando sarà accertata l'assenza di attività cerebrale. Proprio questa modifica, introdotta 'fuori sacco' dal relatore, ha fatto dire nei giorni scorsi al segretario del Pd che così si lasciano liberi i cittadini dalle macchine ''solo da morti''. Ma a nulla sono serviti gli appelli alla riflessione, alla ''pietà e al senso di umanità '', a ''fermarsi''. Forte di un consenso sempre molto ampio grazie al sostegno mai mancato dell'Udc, (in media un centinaio di voti di scarto nonostante i numerosi voti segreti) dopo innumerevoli rinvii, e polemiche, la maggioranza ha potuto procedere spedita nelle votazioni (un centinaio i voti solo oggi) dimostrando che la legge, come ha ribadito Roccella, ''è largamente condivisa''. E in effetti, nonostante qualche sporadico voto di coscienza (come quello di Calderisi) la maggioranza ha tenuto compatta, dando via libera alla legga, ha osservato ancora Sacconi ''con ampio consenso nel segno di quella laicità adulta che si ancora ai valori della tradizione nazionale''. Mentre il tema ha diviso le opposizioni al loro interno, in particolare il Pd, dove le spaccature sono state abbastanza evidenti fino all'ultimo voto, quando 14 deputati, in testa Pierluigi Castagnetti, hanno optato per non votare. Intanto fuori da Montecitorio il senatore del Pd, Ignazio Marino, annuncia che se il testo sarà approvato in via definitiva ''consentendo al medico di sospendere le terapie quando il paziente è morto'' partirà subito una raccolta di firme per un referendum abrogativo, certo di ''un consenso plebiscitario ancora più chiaro di quello sull'acqua o sul nucleare''.

 Come cambia la legge

Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha approvato il disegno di legge sul testamento biologico, che ha avuto il primo via libera del Senato il 26 marzo 2009. Tra le modifiche principali rispetto al provvedimento uscito da Palazzo Madama, dove adesso il testo dovrà tornare in terza lettura, quella che prevede la sospensione solo in casi eccezionali e solo per i malati terminali di nutrizione e idratazione artificiale, limiti più stretti sul momento in cui si attiva la dichiarazione anticipata di trattamento, nella quale, tra l'altro, si potranno indicare ''orientamenti'' e non più volontà rispetto ai soli trattamenti che si desidera attivare e non anche che si vogliono rifiutare. E' stato confermato, poi, il no all'eutanasia e il carattere non vincolante delle Dat. Scompare invece il collegio di medici chiamato a intervenire, in forma sempre non vincolante, in caso di controversia tra fiduciario e medico curante. Ecco in sintesi il contenuto del testo che prende il nome di 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento', 8 articoli, e non più 9, perché è stato soppresso l'intero articolo 8, che prevedeva il via libera del giudice tutelare in caso di divergenza tra familiari (in assenza del fiduciario) e medico curante:

- NUTRIZIONE: L'alimentazione e l'idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), ma potranno essere sospese in casi eccezionali, quando il paziente ''in stato terminale'' non è più in grado di assimilarle e quando ''le medesime risultino non più efficaci''

- PLATEA: La legge non è rivolta solo ai pazienti in stato vegetativo, ma anche appunto ai malati terminali. La Dat però assumerà valore solo nel momento in cui ci sarà ''accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale''

- SOLO DAT: sarà valida solo la Dat espressa nelle forme previste dalla legge (con un registro telematico nazionale con un unico archivio, di cui sarà titolare il ministero della Salute). Escluse altre dichiarazioni che non potranno essere utilizzate per ricostruire le volontà della persona. Nelle Dat si potranno indicare solo i trattamenti che si desidera attivare (fatti salvi quelli sproporzionati o sperimentali cui ancora si può dire no)

- LEA: Ai pazienti in stato vegetativo sarà garantita ''l'assistenza ospedaliera, residenziale e domiciliare'' prevedendola tra i livelli essenziali di assistenza

- FIDUCIARIO: In assenza della nomina di un fiduciario, la Dat prevede che i suoi compiti saranno adempiuti dai familiari (a partire dai genitori, ndr) indicati dal Codice Civile

- MEDICO: Le volontà espresse dal paziente nelle Dat rimangono non vincolanti per il medico curante.

 Le reazioni

''Soddisfatto'' per l'approvazione della legge sul biotestamento, perché ''in modo esplicito si ribadisce il 'no' all'eutanasia, eliminando ogni possibile equivoco al riguardo''. Secondo il presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Francesco D'Agostino, quella approvata dalla Camera è una legge dai molti aspetti positivi. D'Agostino esprime un giudizio positivo sulla normativa relativa alle Dat (Dichiarazioni anticipate di trattamento) anche perché la legge, afferma, ''esclude la vincolatività delle dichiarazioni anticipate mantenendo la necessaria autonomia professionale e deontologica della classe medica''. Vari, sottolinea il bioeticista, gli ''aspetti positivi'' della legge: ''Innanzitutto - chiarisce - l'aver dato un riconoscimento legale alle Dat, inducendo i medici a prenderle in considerazione nel rispetto dei principi della Convenzione di Oviedo, laddove fino ad oggi le Dat erano solo un 'fantasma giuridico'''. D'Agostino dissente, inoltre, dal giudizio di ''incostituzionalità' della legge, sostenuto da alcuni: ''Chi afferma che la legge sul biotestamento approvata sia anticostituzionale - commenta - parte del principio che tale normativa lederebbe il principio di autodeterminazione''. Tuttavia va considerato, afferma, che ''in bioetica il principio di autodeterminazione va mediato con l'altrettanto supremo principio della indisponibilità della vita umana''. Mediazione questa, conclude D'Agostino, ''che si realizza nella legge approvata''. Quella sul biotestamento è una legge ''palesemente anticostituzionale''. Beppino Englaro esprime un giudizio totalmente negativo sulla normativa approvata dalla Camera: ''Con queste norme - afferma - l'Italia è il primo paese del mondo civile ad imporre il 'sondino di Stato'''. ''L'incostituzionalità di questa legge - sottolinea Englaro - è stata riconosciuta da molti costituzionalisti e giuristi, dunque non si tratta di una novità''. I motivi, precisa, sono chiari: ''Il non lasciare la libertà ai cittadini, stabilendo che siano altri a disporre della salute del singolo, è qualcosa che si pone oltre i 'confini' del mondo civile''. Una legge giusta, prosegue il padre di Eluana, ''sarebbe invece una normativa che tuteli tutti: coloro che vogliono essere mantenuti in vita anche con le macchine e coloro i quali, invece, tale possibilità la rifiutano decisamente. Il principio è che nessuno può disporre della salute degli altri e bisogna lasciare la libertà di scelta''. Una libertà di decidere che, secondo Englaro, deve riguardare a maggior ragione i trattamenti eventuali di idratazione e alimentazione artificiali: ''Si tratta di vere e proprie terapie - afferma - come hanno sostenuto varie società scientifiche, ed è il singolo che deve poter decidere se effettuarle o meno quando e se dovesse trovarsi in condizioni estreme''. Insomma, rileva Englaro, ''questa normativa altro non è che la condanna a vivere in un modo che è estraneo, per molti, alla concezione stessa della vita, il tutto imposto per legge''. Quanto alle iniziative future, ''concordo con la proposta del senatore del Pd Ignazio di Marino di promuovere un referendum contro la legge, ma solo come ultima possibilità'', dice Englaro. Nel senso, chiarisce, ''che credo ci siano altre vie più veloci per contrastare questa legge. Ad esempio - conclude Beppino Englaro - attraverso l'impugnazione davanti alla magistratura da parte di un cittadino per uno specifico caso''.

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