Farmaci da automedicazione, gl’italiani si affidano al farmacista

Farmaci | Silvio Campione | 12/07/2011 21:46

Italiani 'tradizionalisti' nel rapporto con i medicinali senza ricetta. Nell'era dei social network il farmacista è considerato un punto di riferimento irrinunciabile per l'acquisto di farmaci di automedicazione, poiché è in grado di offrire consigli sul prodotto più adatto e funge un po' da garante della qualità del farmaco: per questa ragione solo un italiano su cinque considera utile la prospettiva dell'acquisto dei farmaci da banco online nel nostro Paese. E solo il 13% sarebbe disponibile a comprare medicinali di automedicazione sul web, se il servizio fosse reso disponibile.

 E' quanto emerge da un'indagine condotta da Gfk Eurisko, a giugno, per conto di Anifa (Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione), presentata oggi a Roma in occasione dell'Osservatorio Anifa sull'automedicazione dal titolo 'Commercio farmaceutico e nuovi media digitali: rischi e opportunità. L'indagine è stata realizzata attraverso una ricerca qualitativa su due focus group e una ricerca quantitativa su un campione di 1.000 individui, oltre che sulla base della rilevazione New Media Gfk Eurisko, che indaga l'atteggiamento degli italiani nei confronti dell'e-commerce. La possibilità di acquistare i farmaci da banco online non sembra far breccia fra i connazionali. Per gli italiani è essenziale avere a disposizione il farmaco nel momento del bisogno, senza attese, in risposta a un problema specifico. Nel contesto virtuale non è inoltre possibile consultare un farmacista per consigli 'doc' su quale farmaco assumere per curare uno specifico disturbo. Infine, diventa particolarmente rilevante, sempre nel web, la garanzia della qualità dei prodotti che si utilizzano, per evitare truffe o manomissioni.  "Credo che questa indagine - commenta Stefano Brovelli, presidente di Anifa - ci aiuti a comprendere l'impatto di internet sulla comunicazione e l'uso dei farmaci di automedicazione: oggi il cittadino può accedere, grazie al web, a una pluralità di informazioni sulla salute e la cura della persona provenienti da fonti non sempre certificate o garantite. Mentre gli operatori del settore farmaceutico, che potrebbero mettere a disposizione informazioni autorevoli e corrette, si trovano di fronte a una regolamentazione giusta ma rigida e limitante". Secondo Brovelli "è necessario quindi raccogliere le sfide poste dal web e riflettere sui cambiamenti richiesti al settore dalla sua diffusione tra la popolazione italiana. La ricerca dimostra inoltre, e di questo non siamo sorpresi, che il farmacista e' una figura di riferimento per il cittadino, il quale si affida alla sua esperienza e competenza: nonostante il ruolo crescente di internet, quindi, il farmacista funge ancora da punto di intermediazione tra la raccolta delle informazioni online e l'utilizzo del medicinale, poiché il cittadino ritiene fondamentale il suo consiglio prima di procedere con l'acquisto di un farmaco di automedicazione".  Gli italiani dimostrano di avere familiarità con i farmaci Otc o di automedicazione: il 61% li ha utilizzati almeno una volta nel corso dell'ultimo anno. Due sono i fattori ritenuti di primaria importanza al momento dell'acquisto: la disponibilità del farmaco quando se ne ha bisogno, senza dover attendere. E il farmacista: è in grado di offrire dei consigli sui vari farmaci da banco e sui prodotti più adatti alla cura dei vari disturbi, garantisce la qualità del prodotto ed è una figura di riferimento a cui rivolgersi qualora vi siano dei problemi in seguito all'assunzione del medicinale.

Interrogati sull'acquisto dei farmaci da banco online, la maggior parte degli italiani non sa se questo servizio sia o meno disponibile in Italia: solo il 16% afferma con certezza che non è ammessa la vendita nel web di questa tipologia di prodotti.La prospettiva che l'acquisto online di farmaci di automedicazione diventi possibile anche in Italia viene accolta con un certo distacco: la maggioranza della popolazione (81%) ritiene che non sia un'opportunità interessante o utile. Inoltre solo il 13% si dichiara disponibile ad acquistare i farmaci Otc nel web, qualora tale attività fosse possibile nel nostro Paese: si tratta principalmente di persone giovani, laureate o diplomate, con una buona posizione lavorativa, che utilizzano internet di frequente e hanno già effettuato acquisti online. Utilizzano farmaci da banco abitualmente e con una certa autonomia, spesso facendo anche una piccola scorta dei prodotti più utilizzati. "Occorre quindi accettare e sfruttare la sfida di internet - conclude Brovelli - per fare emergere le caratteristiche tipiche dell'informazione sui farmaci di automedicazione: verificate, veritiere, identificabili, responsabili. Gli strumenti non mancano: i siti web di prodotto realizzati dalle aziende, gli stessi siti istituzionali aziendali e anche le confezioni dei medicinali di automedicazione devono diventare 'porte' di accesso al web e all'informazione online".

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