Nuovo ticket da subito in sei regioni, le altre per ora “congelano” il provvedimento

Silvio Campione | 17/07/2011 19:27

Scattano da domenica 17 luglio, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della manovra economica del governo, i nuovi ticket che i cittadini saranno chiamati a pagare sulle visite specialistiche e la diagnostica (10 euro) ed i codici bianchi al Pronto soccorso (25 euro). Ma le Regioni, sulla questione, si presentano in 'ordine sparso': in sette il ticket entrerà a regime, da lunedì; in varie altre, invece, resterà 'congelato' in attesa di ulteriori valutazioni dei tecnici, mentre un 'no' deciso al pagamento arriva da 4 Regioni. In molte, sono allo studio possibili alternative a quello che è già definito come un 'nuovo balzello' a danno delle fasce più deboli della popolazione.

L'Italia dei nuovi ticket si presenta dunque, al momento, 'a macchia di leopardo', anche considerando il fatto che in varie Regioni ticket su specialistica, diagnostica e codici bianchi sono già in vigore, e si tratta quindi ora di studiare eventuali voci 'aggiuntive'. Resta però garantita l'autonomia di scelta, come ha precisato lo stesso ministro della Salute Ferruccio Fazio, ribadendo "la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché‚ adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza". Di certo, però, come sottolinea il direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), Fulvio Moirano, 'a meno che le regioni non prendano provvedimenti autonomi per trovare delle coperture alternative al ticket', la nuova tassa dovrà scattare. E per le Regioni sottoposte a Piano di rientro (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campani, Puglia, Calabria e Sicilia) reperire fondi alternativi per scongiurare i nuovi ticket sarà, ovviamente, ancora più difficile. In assenza di misure alternative, quindi, i ticket saranno inevitabili: dell'iniziale copertura di 486,5 mln di euro prevista fino al 31 dicembre 2011 proprio per evitare la nuova 'tassa', la manovra garantisce solo una quota 'residua' di 105 mln, sufficienti a 'coprire' il mancato pagamento dei ticket presumibilmente non oltre il mese di luglio. Saranno comunque garantite le esenzioni ai ticket per le fasce sociali economicamente più deboli: bambini, disoccupati, pensionati sociali e al minimo, invalidi e malati cronici e portatori di patologie rare. Intanto, la prossima settimana è prevista la consueta riunione tra il ministro Fazio e gli assessori regionali, e potrebbero essere affrontati eventuali problemi. Ma qual è la 'mappa' delle Regioni in relazione ai nuovi ticket? Si inizierà a pagare subito la nuova tassa, da lunedì, in Basilicata, Sicilia, Lazio,  Calabria, Liguria e Lombardia. In quest’ultima regione,  a partire da lunedì, chi ha un reddito medio alto pagherà il ticket aggiuntivo 10 euro sulle visite specialistiche. Chi invece è esente dal ticket continuerà a non pagare nulla. L'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, lo ha confermato dicendo che 'e' un gesto tampone, l'ultimo gesto del centralismo, ma è necessario'. Martedì ci sarà comunque un vertice interassessorile per parlare delle conseguenze della manovra e vedere se - forse nell'assestamento di bilancio - è possibile trovare il modo di evitare che il ticket passi dagli attuali 36 a 46 euro.  I ticket sono invece in qualche modo 'congelati' - in attesa di imminenti riunioni di valutazione - in Piemonte, Umbria, Campania, Marche e Friuli Venezia Giulia. Schierate sul fronte del 'no' ai nuovi ticket, almeno per il momento, sono invece Sardegna, Emilia Romagna, Val D'Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige (dove però verrà introdotto il ticket sui codici bianchi) e Toscana. Proprio in Toscana, ad esempio, ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi, 'cercheremo di intervenire sull'evasione del ticket, che è molto alta', ma introdurlo per le visite specialistiche, ha commentato, 'e' un errore perché è la specialistica che consente di fare prevenzione e, quindi, di risparmiare'.Particolare il caso del Veneto che sabato  era tra coloro che avrebbero dovuto far pagare agli sportelli i ticket previsti di 10 euro sulle prestazioni diagnostiche e specialistiche e dei 25 sui codici bianchi al pronto soccorso, ieri ha detto stop. Il Governatore Luca Zaia ha deciso di allinearsi con altri colleghi e sospendere per il momento l'applicazione della manovra, schierandosi cosi' tra le Regioni che hanno 'congelato' il provvedimento e studiano alternative compatibili con le risorse.
Intanto dal 2006, anno in cui nel Lazio è stato introdotto i pagamento dei codici bianchi al Pronto soccorso ad oggi, questi sono quasi dimezzati passando dal 14 all'8 per cento. E' quanto emerge secondo alcuni dati in possesso dei Dea della capitale. Sempre secondo le cifre, ad 'assorbire' la forbice della diminuzione sono stati i codici verdi, per i quali invece non è previsto il pagamento del ticket. In assenza di una direttiva regionale, ogni singolo Dea dei Pronto Soccorso gestisce il pagamento autonomamente. Alcuni ospedali consegnano il bollettino del conto corrente da pagare, altri un modulo da compilare, in altri si chiede di rivolgersi al Cup o all'ufficio informazioni. A quanto si apprende da ambienti sanitari, finora la maggior parte delle Asl del Lazio non è in condizione di dichiarare qual è, in termini economici, lo stato delle entrate dovute ai codici bianchi. Dai bilanci delle Aziende Sanitarie, dunque, non risulterebbe pervenuta l'entrata effettiva dei ticket dei codici bianchi. 'La Regione Campania ha già introdotto il ticket sui farmaci e sul pronto soccorso ed ora, anche in considerazione dei margini che ci vengono concessi dalla manovra, valuteremo in che forma applicare le nuove disposizioni'. Così, Raffaele Calabro', consigliere per la Sanità del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, ha commentato l'introduzione degli aumenti sui ticket previsti nella manovra del governo che diventa effettiva attraverso la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale. In Campania, un 'codice bianco' al Pronto soccorso costa 50 euro e i timori nutriti dall'utenza è che possa aumentare a 75 per effetto della manovra varata dal Governo. Con gli aumenti previsti dai nuovi ticket 'ai cittadini conviene rivolgersi al privato: se la spesa per le visite specialistiche e' arrivata a 46 euro, e con liste d'attesa di due o tre mesi, spendendo qualche euro in piu', 52 euro, si prenota una visita privata con un'attesa di due o tre giorni. Questa manovra del governo, che la Regione ha dovuto subire, e' una spinta verso il privato: e' la privatizzazine della sanita' non dichiarata. Noi, ovviamente, non siamo d'accordo'. Lo ha detto il presidente del Lazio del Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, Giuseppe Scaramuzza.
 

L’orientamento delle regioni

Sul far pagare o meno ai cittadini il ticket di 10 euro su visite e diagnostica, introdotto dalla Manovra economica, le Regioni stanno decidendo il da farsi. Come ha ribadito il ministero della Salute, infatti, le Regioni hanno la possibilità di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro 'purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza'. Al momento, come abbiamo visto, sono tre gli orientamenti: alcune regioni hanno annunciato di voler introdurre il ticket da lunedì, altre non vogliono farlo pagare, altre ancora stanno valutando la situazione per percorrere soluzioni alternative di risparmi. Ad ogni modo, per le Regioni sottoposte ai piani di rientro (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) sarà più difficile trovare soluzioni alternative al ticket. Questa la situazione più nel dettaglio.

- PRONTE A TICKET: Il nuovo ticket scatterà da lunedì in Basilicata (sia il ticket da 10 euro su visite e diagnostica, sia quello di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso), Sicilia (ticket da 10 euro; già presente il ticket sui codici bianchi), Liguria, Lombardia e dovrebbe partire dalla prossima settimana anche in Calabria e Lazio

- TICKET 'CONGELATO', SI STUDIANO ALTERNATIVE: In altre Regioni, ultima il Veneto, si sta cercano di studiare delle alternative, per evitare la nuova tassa sanitaria. Le Marche, ad esempio, sono orientate all'applicazione del ticket anche se aspettano una riunione con le altre regioni, mentre la giunta dell'Umbria si riunirà lunedì per decidere il da farsi. Per il momento, il ticket non si pagherà, in vista di ulteriori valutazioni, anche in Piemonte, Campania  e Friuli Venezia Giulia.

- FRONTE DEL NO: I nuovi ticket non scatteranno, per il momento, in Toscana (si studiano interventi alternativi, magari con forme di compartecipazione graduata in base all'età e alla patologia). Le province autonome di Trento e Bolzano non introdurranno il ticket perché finanziano da sole il comparto Sanità, e così anche la Val d'Aosta. Il Trentino Alto Adige non introdurrà il ticket di 10 euro, ma farà pagare ai cittadini il ticket sui codici bianchi. I nuovi ticket, per ora, non saranno introdotti neanche da Emilia Romagna (il ticket sui codici bianchi è già attivo) e in Sardegna.

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